Dopo l’approvazione da parte del Consiglio dell’Ue, avvenuta lo scorso 13 luglio 2021, il Pnrr – Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è entrato nella sua fase più calda. E così, già il 13 agosto del 2021 l’Italia ha ricevuto dalla Commissione Europea un primo prefinanziamento di 24,9 miliardi, di cui 8,957 miliardi a fondo perduto e 15,937 miliardi sotto forma di prestiti.

Successivamente, come dichiarato dal Governo e riconosciuto dalla stessa Commissione Ue, l’Italia ha finalizzato i primi 51 interventi concordati a livello europeo, con scadenza 31/12/2021. Ciò ha permesso di “sbloccare” una seconda tranche europea, pari a 21 miliardi di euro.

Si ricorda, infatti, che l’erogazione dei finanziamenti europei è legata proprio alla realizzazione degli interventi e delle riforme previsti dal Pnrr.

Ma vediamo come stanno procedendo le cose in questi primi mesi del 2022.

Il parere della Corte dei Conti

Lo scorso 30 marzo la Corte dei Conti ha presentato la relazione di avvio dell’attività di controllo sul Pnrr. In questa, anche l’organo ha confermato il conseguimento dei primi 51 interventi che erano stati previsti per il secondo semestre del 2021, dichiarando che l’attuazione del Pnrr “sta procedendo senza particolari ritardi”.

E’ andata peggio, invece, per le misure che avevano una scadenza intermedia: queste hanno avuto un tasso di realizzazione del 69%.

Le misure del primo semestre del 2022

Per quanto riguardo il semestre in corso, invece, l’avanzamento del Piano prevede la realizzazione di altre 45 misure. Secondo la Corte dei Conti, di queste ne risultano già conseguite sei.

Come previsto dal Piano le misure si dividono in due tipologie, ossia obiettivi (target) e traguardi (milestone). Come ben spiegato da Openpolis, i target sono misure valutabili quantitativamente, come “il numero di imprese che usufruiscono di determinati incentivi o l’incremento di personale nei tribunali”. I milestone , invece, sono più qualitativi e possono riguardare per esempio l’approvazione di riforme.

Nel Piano la finalizzazione di target e milestone è realizzabile attraverso due tipi di intervento, cioè riforme e investimenti.

Scendendo più nel dettaglio, dunque, le 45 misure da conseguire entro la fine del primo semestre del 2022 sono 44 traguardi e un obiettivo. Ben 27 milestone sono inerenti alle missioni n° 1 e n° 2 del Pnrr, denominate rispettivamente “Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo” e “Rivoluzione verde e transizione ecologica”. Non ci sono, invece, interventi relativi alla missione 3 “Infrastrutture per una mobilità sostenibile”.

Pnrr, un breve ripasso

Il Pnrr è il piano con cui l’Italia ha programmato di investire i fondi derivanti dal piano europeo NextGenerationEU, che mira a stimolare la ripresa economica post-pandemia.

Il piano europeo prevede che all’Italia verranno destinati in totale 191,5 miliardi di euro, suddivisi tra 68,9 miliardi di sovvenzioni e 122,6 miliardi di prestiti. A queste risorse si sommano ulteriori 30,6 miliardi di euro, finanziati dallo stesso Governo italiano e da spendere tramite il Pnc – Piano Nazionale per gli investimenti Complementari.

Le risorse europee destinate all’Italia sono e saranno distribuite in varie tranche, spalmate nel periodo 2021- 2026. Ogni tranche viene “sbloccata” alla finalizzazione degli interventi, in base alle scadenze previste dal Pnrr.

Il Pnrr ha in programma la ripartizione delle risorse in  sei missioni. La maggior parte dei fondi saranno destinati alla missioni n° 1 e n°2, ossia “Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura” e “Rivoluzione verde e transizione ecologica“. La restante parte sarà spesa nell’ambito delle altre quattro missioni: “Infrastrutture per una mobilità sostenibile“, “Istruzione e ricerca“, “Inclusione e coesione” e “Salute“.

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