La trasformazione della valutazione del credito attraverso l’uso avanzato dell’Ai e, più in generale, il suo impiego nel settore finanziario, al centro di un workshop, primo dei cinque appuntamenti organizzati da Leanus in collaborazione con Dealflower, svoltosi presso lo spazio eventi di via Valpetrosa a Milano. Obiettivo dell’incontro, moderato dal direttore Laura Morelli, approfondire argomenti che vanno dall’analisi dei dati storici all’elaborazione del business plan, offrendo una panoramica sullo stato attuale e i futuri obiettivi. E proprio partendo dal titolo del workshop “Rivoluzionare la valutazione del credito con l’Intelligenza Artificiale”, Alessandro Fischetti, founder di Leanus, già consulente e professionista d’impresa, e Daniele Mondello, founder di Olomedia ed esperto di Ai, hanno illustrato le nuove frontiere, ma anche i limiti, dell’utilizzo di AI.

Una realtà in costante crescita

Entra subito nel vivo Fischetti, descrivendo nascita e sviluppo di Leanus. “Abbiamo fondato la piattaforma nel 2004. Con il mio socio, Stefano Carrara, abbiamo maturato una lunga esperienza nel ramo banca affari, svolgendo consulenze per imprese piccole e medie, con modelli diversi, ad esempio, i classificator, cosa che, devo dire, ha funzionato molto bene. Abbiamo cercato di capire se questo sistema potesse funzionare ad una scala più ampia e strutturata, e con Daniele Mondello abbiamo attivato nel 2010 una collaborazione in questo senso. Dopo 14 anni di sviluppo abbiamo elaborato una piattaforma che consente di azzerare i tempi di lavoro nell’analisi e valutazione delle imprese”.

Non finisce qui: in Leanus ci si chiede, a questo punto, quali servizi in più si possano fornire ai professionisti. “La piattaforma – prosegue Fischetti – consente di effettuare tutta una serie di valutazioni necessarie al professionista, che deve riuscire attraverso i numeri ad elaborare un profilo aziendale. Risultato, una personalizzazione che ci permette, grazie anche all’Ai, di prendere in esame il cliente, ‘trasformarlo’ in sistema gestionale ed elaborare una serie di valutazioni, creando un modello che acquisisce i dati, li capisce, li interpreta e individua eventuali errori. In sintesi, una reportistica automatica e intelligente, che permette al cliente di capire ‘in tempo reale’ cosa sta accadendo. Leanus valuta inoltre la parte prospettica, svolgendo anche stress test sull’azienda in esame, dopodiché si va a personalizzare il modello di interesse. Tutti aspetti, questi, su cui con Daniele Mondello stiamo investendo tanto, mantenendo comunque al centro l’essere umano”.

Il ruolo dell’Ai

L’Intelligenza Artificiale è oggetto di continui dibatti e discussioni. Proprio a riguardo, qualche giorno fa, il Parlamento Europeo ha approvato una legge che garantisce sicurezza e rispetto dei diritti fondamentali e promuove l’innovazione. Tuttavia, come sottolinea Laura Morelli, “c’è ancora tantissima confusione intorno all’Ai, si prefigurano scenari per lo più negativi, anche se, in realtà, viene utilizzata già in moltissimi ambiti, come nella valutazione del credito”.

Ma come avviene l’impiego di Ai, in particolare in questo campo? Risponde Daniele Mondello: “AI è una branca dell’informatica, ramo in cui come Olomedia operiamo da molto tempo, che ‘scimmiotta’ il nostro cervello, elaborando calcoli statistici ma che, grazie all’avanzamento costante della tecnologia, sta acquisendo capacità enormi. Fra le novità possiamo sicuramente annoverare sistemi come Chatgpt, che ‘sembra’ intelligente, ma che per risponderci, deve comunque essere ‘informata’. Venendo al nostro settore, il compito principale di questi programmi è quello di rispondere alle nostre domande sulla base di dati statistici. Non bisogna sottovalutare però il fatto che anche Ai può sbagliare, avere, come si dice tecnicamente, delle ‘allucinazioni’. Ebbene, noi stiamo cercando di addestrare queste AI in modo da poterci rispondere in maniera più corretta possibile, dando cioè pertinenza nelle risposte. Riguardo poi ai timori di una sostituzione tout court dell’essere umano, al momento questo è impensabile, l’uomo resta insostituibile”.

“La tecnologia – fa eco Fischetti – nella fattispecie l’Ai, consente di leggere ed esaminare qualsiasi tipo di dato, ma è l’uomo che deve sapere come interrogarla, sulla base delle sue competenze. Ancora oggi, per poter istruire un modello si utilizzano algoritmi, e per poter ottenere risposte da AI, bisogna introdurre un modello”.

Utilizzo dell’Ai nella valutazione aziendale: esempi pratici

Altra domanda: come avviene nella pratica l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale nel campo della valutazione aziendale? “Noi – spiega Mondello – cerchiamo di ‘addestrare’ un modello, ‘dando in pasto’ all’Ai una serie di dati da leggere e a cui riporre attenzione o, in alternativa, di fornire un know how specifico al modello, con cui operare. Questo pone, fra l’altro, l’accento su una serie di questioni, fra cui la necessità di un’elevata potenza di calcolo”.

“Istruire l’AI, all’inizio è facile – interviene Fischetti – ma quando si deve entrare sempre più nel dettaglio, la cosa diventa oggettivamente complessa. Oggi noi riusciamo anche a leggere i Pdf con un’elevata percentuale di successo, estremizzazione di questo percorso, utilizzando verticali molto avanzati e reimpostando una classificazione su base gestionale, che fornisce un rendiconto dettagliato sull’attività dell’azienda in tempi velocissimi, mettendo in evidenza intuizioni e segnalazioni relative alla sua attività. Un esempio concreto di come si possa immettere una competenza verticale in ciò che è software.”

Fra gli elementi di valutazione aziendale, anche la ricerca ed elaborazione del Benchmark. “Con il nostro sistema – spiega ancora Fischetti – esaminando i dati contabili dell’azienda presa in esame, possiamo mettere in evidenza i dati specifici che ci interessano, in modo da metterli in comparazione con i competitors. Leanus consente di analizzare e mettere a confronto azienda rispetto ad azienda, oppure azienda rispetto a mercato. Inoltre i dati vengono aggiornati e mantenuti, senza sovrascriverli o sovrapporli a quelli precedentemente acquisiti. Si possono anche effettuare studi di settore, partendo semplicemente da un codice Ateco, ricavandone voci dettagliate. In ogni caso, più si riesce a circoscrivere l’argomento della ricerca, più precise e puntuali saranno le risposte che otterremo. Ancora: nell’elaborazione di un Business Plan, il vantaggio del software, inteso come AI, è di elaborare e rendere disponibili anche dati più difficili da reperire velocemente, come ad esempio, la situazione patrimoniale di un’azienda, etc. Il piano può essere impostato su 12 colonne, ed essere mensile, o annuale”.

Valutazione degli scenari  

Dunque, l’attuale impiego dell’Intelligenza Artificiale e le sue potenzialità di utilizzo sono notevoli e decisamente vasti. Ma quali scenari si possono prefigurare? E soprattutto, riprendendo uno degli interrogativi iniziali, che è poi la domanda delle domande, Ai si sostituirà al lavoro umano?

Fischetti risponde così: “Non possiamo sapere con certezza quello che porterà questo nuovo trend. Ma basta ricordare ciò che si diceva all’avvento di Internet, e cioè che nessuno avrebbe letto più i libri. È vero che la macchina fa molte cose meglio dell’uomo, ma è vero anche il contrario. Il Benchmark ad esempio, è un’esigenza molto ‘mentale’, che difficilmente si può ricondurre ai modelli propri su cui opera al momento AI. Inoltre ci sono una serie di forze che giocano a favore o contro lo sviluppo di queste nuove tecnologie, e che sicuramente andranno considerate”.

“In fondo – interviene Mondello – l’Ai opera su dati e modelli, che introduciamo e creiamo noi. Possiamo dire, questo sì, che cambierà l’interfaccia di come interagiamo con il computer. Ci spingeremo all’utilizzo dei sistemi con interfacce completamente nuove rispetto alle attuali, potrebbe anche solo essere sufficiente una fotocamera. Si tenga però presente che, quando si parla di AI, non si può considerare come se fosse un tutt’uno, ma bisogna parlare di ambienti differenti, come ad esempio l’Ai applicata alle auto a guida autonoma, un sistema che doveva ‘semplicemente’ riconoscere patterns come segnali stradali; poi è arrivata una nuova tecnologia, come Chatgpt, che ha portato un livello di astrazione totale, ma che presenta problemi quando deve entrare nello specifico”.

Conclude Mondello: “In futuro si parlerà di ‘allineamento’ di Ai a valori etici e morali, il problema, sarà stabilire quali saranno i valori di riferimento, visto che possono non essere uguali e condivisi da tutti. In sintesi, si va verso un’Intelligenza Artificiale poliedrica, ma bisognerà stare molto attenti a come la si utilizzerà”.

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