Mentre manca poco al passaggio definitivo di Autostrade per l’Italia a Cassa depositi e prestiti, la ex controllante, Atlantia, la holding di partecipazioni controllata al 33,1% dalla famiglia Benetton tramite Edizione, è al centro di una battaglia per il controllo.

A volere il gruppo è lo spagnolo Acs di Florentino Perez (foto), presidente del Real Madrid e socio con la stessa Atlantia in Abertis – gestore autostradale spagnolo -, in accordo con il fondo americano Gip – lo stesso che ha rilevato i treni Italo – e il fondo canadese Brookfield, con cui poi Acs ha un accordo per rilevare la maggioranza delle autostrade estere di Atlantia.

Opa e contro opa?

Acs ha infatti confermato l’interesse per la società e l’accordo con i fondi dopo i rumors circolati nel pomeriggio del 6 aprile e su richiesta della Consob spagnola, ma al momento, recita la nota, “nessuna decisione ufficiale è stata presa” anche se gli analisti ci leggono già una possibile offerta pubblica di acquisto. Opa che però ha tutta l’aria di essere ostile se non dovesse esserci un’apertura a vagliare nuovi investitori nella capogruppo infrastrutturale che controlla, ancora per qualche settimana Autostrade per l’Italia, Aeroporti di Roma, alcuni scali in Francia, detiene il 20% dell’Eurotunnel.

Edizione non sembra essere intenzionata a vendere quote, tanto che già si parla di una contro opa dei Benetton appoggiati da Blackstone, il fondo che con Cdp e Macquarie a breve rileverà Autostrade per l’Italia per ritirare Atlantia dal mercato ed evitare il temuto spezzatino.

In Borsa il titolo è stato sospeso più volte in asta di volatilità nell’arco di pochi minuti per poi chiudere a +2,45%.

La società

Atlantia è uno più grandi operatori infrastrutturali mondiali, controlla su terra il gruppo Abertis (50% più uno), titolare di concessioni autostradali in Francia, Spagna, Italia, Brasile, Cile e Messico mentre ha anche ulteriori concessioni in Brasile, Cile e Polonia. In aria si occupa della gestione di Aeroporti di Roma e di Aéroports de la Cote d’Azur in Francia. L’ultima operazione da 950 milioni di euro ha riguardato Yunex Traffic, la piattaforma di gestione dei flussi di traffico e di mobilità urbana comprata dai tedeschi di Siemens.

Nel 2021 Atlantia ha registrato un ebitda pari a 4 miliardi di euro, in crescita del 31% su base annua, escludendo il contributo di Autostrade per l’Italia per 8 miliardi. I ricavi operativi sono balzati del 22% a 6,4 miliardi. Il risultato consolidato è stato negativo per 544 milioni a seguito di svalutazioni per 800 milioni, dimezzando il rosso di 1,18 miliardi nel 2020. L’utile netto di pertinenza del gruppo è salito a 626 milioni, includendo la performance di Aspi di 926 milioni. La capogruppo Atlantia Spa ha chiuso l’esercizio con un utile di 1,2 miliardi, dovuto principalmente alla plusvalenza da cessione per il 49% di Telepass per oltre un miliardo.

 

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