Al momento è tra le armi più potenti possedute dell’Unione europea contro la Russia per riportarla sulla linea dei negoziati. Ma l’esclusione di alcune banche russe dal sistema di pagamenti internazionali Swift può essere una lama a doppio taglio per lo stesso occidente. L’obiettivo è quello di isolare il sistema economico e finanziario di Mosca, per rendere difficile l’adozione da parte del Cremlino di contromisure alle pesanti sanzioni imposte da Stati Uniti e Ue.

Che cos’è

Acronimo di Society for worldwide interbank financial telecommunication, Swift non è una banca o un sistema di pagamento, ma una società per le telecomunicazioni finanziarie interbancarie mondiali. Si tratta del principale sistema circolatorio delle transazioni commerciali internazionali, utilizzato dalle banche per effettuare pagamenti transfrontalieri rapidi e sicuri. Una piattaforma di scambio di messaggi telematici per gli istituti bancari, la principale per gestire una serie di servizi tra cui appunto i pagamenti internazionali.

Aderiscono al sistema Swift, fondato nel 1973 e con sede a Bruxelles, oltre 11mila istituti finanziari in più di 200 Paesi, con un traffico di 42 milioni di messaggi al giorno. Nel 2020, circa 38 milioni di transazioni sono state inviate ogni giorno sulla piattaforma Swift, facilitando trilioni di dollari di affari, riporta il Guardian. Anche le banche e il commercio russi dipendono dallo Swift. Senza di questo, le transazioni ordinarie russe dovrebbero essere condotte direttamente tra banche o sistemi concorrenti considerati meno sicuri, aumentando i costi e creando ritardi.

Colpire la Russia

“Tagliare fuori le banche – ha spiegato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen – impedirà (alle banche russe, ndr) di condurre la maggior parte delle loro transazioni finanziarie in tutto il mondo e bloccherà efficacemente le esportazioni e le importazioni russe”. Inoltre, con questo blocco, “impediremo a Putin di usare il suo tesoro per la guerra. Paralizzeremo le attività della banca centrale russa. Questo bloccherà le sue transazioni. E renderà impossibile per la banca centrale liquidare i suoi beni”, ha aggiunto von der Leyen.

Senza la possibilità di usare lo Swift, gli istituti bancari e finanziari possono continuare a fare transazioni da e verso Paesi diversi, ma devono ricorrere a sistemi di comunicazione alternativi, meno diffusi, meno efficienti e spesso più costosi. Anche le semplici mail in teoria sono uno di questi sistemi, ma evidentemente meno sicuro e più lento. Secondo il Financial Times, la Russia è responsabile di circa l’1,5% del volume delle transazioni totali sul sistema Swift, il sesto Paese al mondo per numero complessivo.

Già nel 2019, un altro Paese è stato punito nello stesso modo della Russia. Tutte le banche dell’Iran, infatti, furono escluse da Swift sempre come conseguenza delle sanzioni internazionali: in quel caso fu una sospensione totale, e fece perdere il 30% degli affari con l’estero al Paese. Pochi anni prima, nel 2014, Mosca, rischio di essere espulsa da Swift, minacciata dall’Occidente dopo aver dato il via all’operazione di annessione della Crimea. La Russia rispose che una tale decisione sarebbe equivalsa a una dichiarazione di guerra e, alla fine, Stati Uniti ed Europa, decisero di non procedere.

Effetto boomerang?

Tagliare Mosca fuori dallo Swift non colpirebbe, però, solo l’economia russa, ma anche gli interscambi commerciali tra Russia e occidente. Tra i Paesi Ue più esposti ci sono Germania, Olanda e Italia. L’interscambio su gas naturale e petrolio potrebbe venire compromesso, se non bloccato, con effetti a catena anche per gli Stati Uniti, innescando così un aumento dei prezzi.

Il timori di molti poi è che l’esclusione da Swift incoraggerebbe Mosca, e magari la Cina, a sviluppare sistemi alternativi: la Banca di Russia ci ha già provato nel 2014, raccogliendo però appena 400 adesioni. Un’alternativa candidabile sarebbero proprio le valute digitali e i crypto-asset che le banche centrali occidentali cercano di contrastare.

Il sistema finanziario russo, infatti, potrebbe poi effettuare versamenti internazionali grazie al Cips, il canale cinese di pagamenti internazionali alternativo basato sul renminbi (o yuan), la moneta del popolo cinese. Un circuito che fa parte del pacchetto di misure strategiche lanciato da Xi Jinping una volta salito al potere, dal 2012 in poi, per creare un’alternativa al sistema americano e si aggiunge alla Belt&Road e all’Aiib, nota anche come la World Bank cinese. Attraverso il Cips, la Russia potrebbe quindi condurre la maggior parte del suo commercio in renminbi anziché in dollari trasferendo i pagamenti commerciali fuori dal sistema del dollaro Usa.

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