Pagare con i propri dati – e quindi monetizzarli – è uno scenario sempre più realistico. Ne hanno parlato al 21WOL di Milano al quarto appuntamento dell’Aperitech di Dealflower che ha ospitato il ceo e co-founder di Hudi, Francesco Maria Ballarini, l’avvocato di 42 Law Firm  Marco Tullio Giordano, in veste di Hudi legal advisor, e la cofondatrice e partner Klecha & coFabiola Pellegrini.

Per prima cosa Pellegrini ha spiegato cosa sono i dati e perché ormai sono così importanti. “Qualsiasi entità lascia una traccia digitale o fisica – ha sottolineato la cofondatrice e partner Klecha & co – Monitorando queste tracce è possibile identificare le informazioni che ci permettono di stabilire e anticipare dei trend che hanno degli impatti economici”. La finanza è stata la prima ad utilizzare questo tipo di dati, ha aggiunto Pellegrini, per poi essere d’esempio ad altri ambiti: dall’agricoltura ai mezzi di trasporto in generale. Il dato ha un valore, come tutte le informazioni e queste hanno un impatto economico.

Francesco Maria Ballarini ha raccontato l’esperienza di Hudi, nata nel 2017, che prende spunto dall’ecosistema di monetizzazione di internet. Ognuno lascia delle tracce online, dalla semplice visualizzazione di qualcosa a ricerche più specifiche e mirate. Tracce che vengono utilizzate dalle piattaforme, le cosiddette “data giant“. Ad esempio Facebook e tutti i social a cui vengono forniti quotidianamente dati e informazioni personali gratuitamente. “L’obiettivo di Hudi è quello di concretizzare il mondo dei dati – ha spiegato Ballarani – Oggi l’accesso è di esclusività di poche grande aziende. Noi invece vogliamo ridisegnare questo ecosistema mettendo al centro gli utenti che generano questi dati“.

La monetizzazione dei dati – e di quali dati nello specifico – resta un tema delicato. Il dibattito si divide tra quelli che ritengono inviolabili le informazioni degli utenti e quindi l’impossibilità di guadagnarci e altri come Hudi che sostengono invece il diritto degli utenti di poter avere un ritorno per le informazioni fornite. “I dati sono il nuovo petrolio digitale. Quotidianamente sono usati da social e piattaforme, semplicemente nessuno ci paga per fornirli”, ha sottolineato l’avvocato Marco Tullio Giordano che ha anche illustrato la compliance necessaria dietro un progetto come quello di Hudi.

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