Il ruolo dell’intelligenza artificiale nel settore assicurativo ha già cambiato faccia. Non si parla più di strumento duro e puro o di tecnologia, ma di vero e proprio “mindset”, ossia una parte integrante del modo di lavorare, sorta di copilota dell’organizzazione e della singola unità che si rivela già trainante.

È quanto è emerso durante l’evento “AI e Insurtech: nuove frontiere e opportunità per un’industria assicurativa che guarda al futuro”, realizzato da Italian Insurtech Association, in partnership con Share. Cruciale capire il posizionamento italiano nel grado di innovazione e negli investimenti con la nuova edizione dell’Insurtech Investment Index 2023, ideato da IIA ed elaborato dall’Osservatorio Fintech & Insurtech del Politecnico di Milano.  

La posizione dell’Italia 

Prima buona notizia, l’Italia sta migliorando. Il punteggio dell’Index 2023 è di 20 su 30, in netto miglioramento rispetto al 2022 (quando era “solo” di 14 su 30). “Un ritorno alla piena sufficienza dopo due anni di insufficienza”, spiega a Dealflower Filippo Renga, Direttore dell’Osservatorio Fintech & Insurtech del Politecnico di Milano. Per quanto riguarda gli investimenti a crescere sono soprattutto quelli destinati allo sviluppo di progetti interni tra compagnie e startup insurtech. “Più 96% del numero dei progetti rispetto al 2022, per un valore di 44,8 milioni di euro, rispetto ai 23,7 milioni del 2022, con un incremento del 89%”.

Proprio le partnership interne con startup promettono bene grazie soprattutto al ruolo dell’AI se il 91% delle compagnie assicurative ritiene che le tecnologie per la raccolta e l’analisi dei dati avranno un ruolo cruciale nella rivoluzione del mercato insurtech nel prossimo decennio. Il fronte interno è il più incoraggiante. “Sono aumentati sia il numero di deal che la quantità di investimenti, per cui questa è la dimensione più forte”, puntualizza Renga. ”Una conferma del fatto che chi ha imparato a costruire le partnership e a lavorare bene con il mondo insurtech, stia continuando a farlo portando a casa i risultati e ampliando il portafoglio di attività”, sottolinea il direttore. 

Nel 2024 previsti investimenti per 50 milioni

Secondo le stime di Italian Insurtech Association il 2024 segnerà un anno record per quanto riguarda gli investimenti in insurtech da parte del mercato. Entro fine anno saranno investiti in soluzioni di intelligenza artificiale circa 50 milioni di euro, che potrebbero arrivare a 90 milioni entro il 2025 e 140 milioni nel 2026.

Gli investimenti fatti ad oggi in AI sono stati prevalentemente nell’ambito operation & data management e nella digitalizzazione e creazione dei prodotti. Nel 2024 si prevede un incremento nelle componenti sales e marketing, dove l’AI sarà utilizzata prevalentemente per educare consumatori e intermediari, in un Paese come l’Italia ancora fortemente sotto assicurato.

“Come mostrano i dati del Politecnico, le compagnie assicurative stanno cercando di sviluppare progetti interni per aumentare la propria competitività. La principale sfida riguarda, a nostro avviso, non solamente il valore degli investimenti, di cui prevediamo un forte aumento, bensì il reperire quei profili competenti che avranno l’arduo compito di sviluppare questi servizi”, dichiara Simone Ranucci Brandimarte, Presidente di IIA.

L’associazione calcola che nel triennio 2023/2025 è previsto l’inserimento di 25.000 nuovi profili come data manager, cloud architect e data analytics. Secondo il forecast del Report Competenze 2024, entro giugno saranno 15mila le figure ricercate dai player assicurativi e che saranno impiegate nello sviluppo di progetti inerenti all’AI e la chiave per le competenze sarà sviluppare partnership, non solo con le università, ma in primis con startup insurtech e aziende tecnologiche “giovani” che possono portare figure utili e già formate al settore e al suo sviluppo.

Quindi, ed è l’ultima nota della giornata, è cruciale già da ora formare e sensibilizzare gli attori a tutti i livelli, a partire dai consumatori che devono superare la loro diffidenza verso i prodotti e non fermarsi “alla conoscenza dell’Rc auto”, enfatizza Ranucci Brandimarte. Il cambio di mindset, insomma, non si costruisce in un giorno. E tutti oggi ne sembrano ampiamente consapevoli. 

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