Nel prossimo futuro il veicolo deve essere pronto per dialogare con l’infrastruttura, nel doppio binario di innovazione e sostenibilità. È quanto emerso durante un incontro organizzato da Astm Group e Volkswagen Group Italia che, grazie a una Golf con tecnologia Car2X integrata, hanno testato la mobilità intelligente sulla tratta Arluno-Rho dell’autostrada A4 Torino-Milano. Un progetto pilota che evidenzia però come il futuro della mobilità passi sempre così dalla sinergia di tutti gli attori e dalla loro capacità di fare squadra, essendo coinvolti in nuovi modelli integrati di business che comprendono come in questo caso tra car maker e road operator.

Un progetto da 600 milioni

Il nuovo progetto di mobilità intelligente sul tratto Arluno-Rho dell’A4 Torino-Milano si basa sulla piattaforma software Emeras sviluppata da Sinelec – la società tecnologica del Gruppo Astm che gestisce tre miliardi di pedaggio all’anno – che garantisce l’integrazione con i sistemi Its (Intelligent Transportation Systems) su strada e rende possibile l’interconnessione bidirezionale real-time tra veicoli e infrastrutture. In questo contesto le tecnologie evolvono da sistemi intelligenti a sistemi “cooperativi” dove la cooperazione tra veicoli e infrastruttura fornisce servizi di migliore qualità (per la sicurezza, il comfort e la riduzione della congestione).  Gli operatori stradali e i conducenti avranno la possibilità di scambiarsi informazioni in tempo reale per ottimizzare gli spostamenti, riducendo così incidenti, congestioni ed emissioni inquinanti.

Il funzionamento del progetto

“Con questo progetto vogliamo essere protagonisti del rilancio del nostro paese: le infrastrutture sono un asset strategico per la crescita economica e il benessere dei cittadini”, spiega Umberto Tosoni, amministratore delegato del gruppo Astm, che sottolinea come le società siano già in contatto con il ministero per svilupparlo. Il valore dell’investimento del progetto, aggiunge, si aggira intorno a 600 milioni di euro. La piattaforma Emeras raccoglie e aggrega le informazioni relative allo scenario in essere e attiva immediatamente il piano di risposta disseminando messaggi geolocalizzati. “Non c’è abilitazione tech se non c’è una rete di trasporto che ne consente la comunicazioni dinamica”, sottolinea Andrea Nicolini, Amministratore Delegato di Sinelec. Ciò che permette all’auto di comunicare direttamente con l’infrastruttura è la presenza della tecnologia Car2X integrata, disponibile su diversi modelli del Gruppo Volkswagen. Un traguardo tecnologico significativo, che consente all’auto di essere in grado di dialogare con l’ambiente circostante, senza l’ausilio di una on board unit esterna.

Appuntamento al 2025 

Insomma, sembra chiaro che gli operatori stradali e i conducenti avranno quindi la possibilità di scambiarsi informazioni in tempo reale per ottimizzare gli spostamenti. Il progetto di Astm prevede una comunicazione che copre un raggio di 800 metri in pochi millisecondi e sfrutta il principio dell”intelligenza collettiva’, cioè con il miglioramento progressivo delle informazioni con l’aumentare dei veicoli che la utilizzeranno. Una tecnologia innovativa che segna il percorso di di trasformazione del Gruppo Volkswagen.

“La nostra scelta è diventare tech company. In questo senso prevediamo ingenti investimenti – 27 miliardi di Euro entro il 2025 – , l’integrazione di competenze specifiche – con Cariad, la software company del Gruppo – e con lo sviluppo di piattaforme tecnologiche che porterà alla nascita di un sistema operativo unificato”, spiega Massimo Nordio, Vice President Group Government Relations and Public Affairs di Volkswagen Group per l’Italia. “Entro il 2030 – prosegue –  fino a 40 milioni di nostri veicoli opereranno sul software stack del Gruppo Volkswagen. Ma per velocizzare la creazione dell’ecosistema della mobilità connessa e, in uno step successivo, di quella autonoma, è fondamentale un gioco di squadra tra tutti gli attori coinvolti: costruttori di automobili, aziende tecnologiche, gestori delle infrastrutture, istituzioni e centri di ricerca”.

Non solo, dalle analisi di PwC Italia sugli scenari futuri della mobilità emerge proprio come le soluzioni di smart mobility e la guida autonoma risponderanno ai nuovi bisogni degli automobilisti e alla crescente richiesta di sostenibilità: maggior intensità di spostamento, meno viaggi sistematici casa-scuola/lavoro, più spostamenti intermodali, espansione della mobilità condivisa e maggiore digitalizzazione. Nel dettaglio, PwC stima che entro il 2025 il 100% delle auto nell’Unione Europea sarà connesso e nel 2030 si prevedono in Europa circa 20 milioni di auto a guida autonoma, di cui 2,8 milioni solo in Italia, nell’ipotesi di un trend omogeneo al resto del continente.

A incidere sullo sviluppo della smart mobility sono in primis le infrastrutture, destinate a trasformarsi per interagire con i veicoli in real-time (come nel progetto in questione), gestire in modo dinamico le informazioni provenienti dalle vetture e i flussi di traffico, garantendo sicurezza ai viaggiatori. “Il cambiamento delle abitudini di mobilità è il driver della trasformazione del settore. Tra le tendenze si nota la mobilità condivisa e la digitalizzazione”, fa notare Paolo Guglielminetti, Partner PwC Italia Global Railways & Roads Leader, Alcune tecnologie hanno bisogno di connettività “si pensi che quelle col 5g avranno bisogno di maggior tempo di implementazione”. In questo contesto risulta cruciale la maturità dei fattori abilitanti – come la regolamentazione, le infrastrutture, i modelli assicurativi e i modelli di business – in modo da avere soluzioni su misura alle specifiche realtà nazionali e locali.

Nuove frontiere

Astm Group ha annunciato i propri progetti di ammodernamento, di innovazione tecnologica e transizione ecologica dell’autostrada A4 Torino-Milano. Una prima parte di tali interventi sarà realizzata entro il 2024 sul tratto pilota Milano-Novara, per poi, previa autorizzazione del Mims, essere estesi a tutta l’autostrada. Entro il 2030 si potrà assistere, tra le diverse iniziative, all’estensione di sistemi di comunicazione veicolo-infrastruttura, all’incremento del sistema di monitoraggio con sensori delle opere d’arte, all’introduzione di varchi intelligenti con un sistema di pedaggio “free flow” e di sistemi antinebbia, all’utilizzo di asfalto riciclato al 70% per strati profondi e di asfalto al grafene per il manto superficiale, a sistemi di rilevamento contromano e di rilevamento merci pericolose, alla introduzione di distributori ad idrogeno e a una maggiore presenza di stazioni di ricarica elettrica.

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