Vincere senza debiti si può. Vincere sotto bandiera americana, pure. Questo è il messaggio dell’Atalanta. Più chiaro di così. Piero Gasperini non solo regala a Bergamo la prima coppa europea, la seconda più  importante del vecchio continente dopo la Champions League. Ma si permette anche il lusso di togliersi qualche sassolino dalla scarpa. Lanciando una freccia dritta al cuore finanziario nerazzurro, altra sponda ovviamente, quella dell’Inter, con cui Gasp non si certo lasciato in buoni rapporti dopo il suo breve trascorso da allenatore.

L’Inter ha vinto lo scudetto con una proprietà fortemente indebitata (leggete qui tutta la storia). Anche la Juventus se vogliamo ha portato a casa la Coppa Italia con i conti che però dipendono quasi esclusivamente dagli aumenti di capitale da parte di Exor. E poi c’è l’Atalanta.

Che asfalta quella che si presumeva fosse la squadra più forte d’Europa, quel Bayer Leverkusen imbattuto da oltre cinquanta partite travolta 3-0 con tripletta di Ademola Lookman, attaccante 26enne pagato 9 milioni di euro due estati fa e che ora sembra possa valerne 30, tre volte tanto in appena due anni. E lo fa con un bilancio attivo per l’ottavo anno consecutivo. Con buona pace di chi chiude i conti ogni anno con i conti in profondo rosso (ovverosia la maggior parte dei club in Europa).

I conti dell’Atalanta

Primi sei mesi della stagione 2023/24: 13,3 milioni di euro di utili. Nello stesso periodo del 2022/23 erano 6,9 milioni. Fatturato: 130,9 milioni, anche in questo caso in crescita rispetto ai 102,2 milioni di euro relativo al periodo chiuso a fine 2022. Anche i costi sono aumentati, da 91,2 milioni a 105,1 milioni di euro. Da segnalare che il massimo storico di giro d’affari per il club è stato ragiunto nel 2021: 242,6 milioni, complice la partecipazione in Champions League.

Tuttavia sono i ricavi da gestione dei diritti dei calciatori ad attirare di più l’attenzione: 71 milioni di euro di cui 66,9 milioni dalle plusvalenze ottenute dall’acquisto di determinati giocatori a un prezzo basso, poi rivenduti a un prezzo più alto. Dal 2016 a oggi, la top 5 delle cessioni più remunerative è composta da Rasmus Hojlund, +53,9 milioni di euro, Dejan Kulusevski, +35,5 milioni, Cristian Romero, +35 milioni, Alessandro Bastoni, 30,1 milioni e Franck Kessie +30,5 milioni di euro.

La scorsa estate l’Atalanta non si è comunque mossa al risparmio. Importanti investimenti infatti sono stati fatti con gli acquisti di El Bilal Touré, pagato 29,1 milioni di euro all’Almeria, e Gianluca Scamacca, 25,5 milioni di euro. Investimenti che portano il nome di Stephen Pagliuca, l’imprenditore americano presidente del fondo Bain Capital nonché proprietario dei Boston Celtics, franchigia con più titoli Nba della storia, e che nel mese di febbraio 2022 a capo di una cordata di investitori ha rielvato il 55% della società calcistica dell’Atalanta, pur lasciando il ruolo di presidente e Ceo ad Antonio e Luca Percassi (di loro parliamo anche qui).

Il valore del club

Importante la strategia dell’Atalanta anche sul fronte dell’impianto sportivo. Nel 2017 la società ha acquistato lo stadio dal comune operando un restyling integrale, 25mila posti interamente coperti con tanto di sponsor, Gewiss Stadium, per un investimento complessivo di oltre 100 milioni di euro.

Due anni fa, la valutazione del club ha raggiunto quota 500 milioni di euro. Ovviamente dopo la vittoria in Europa League è ulteriormente salita. Nel 2010 la famiglia Percassi l’ha comprata spendendo meno di 15 milioni. Da allora, gli utili hanno raggiunto un livello complessivo di 160 milioni di euro.

Antonio Percassi, presidente dell’Atalanta

I fondi americani alla guida dei club nerazzurri

Già, anche la Dea batte bandiera statunitense. Come altre sette club del campionato italiano: Milan, Roma, Fiorentina, Genoa, Parma e, ultima l’Inter. Proprio la società a cui Gasperini ha rivolto la sua stilettata in conferenza stampa senza che nessuno lo censurasse, al contrario di quanto accaduto a Paolo Maldini, la cui stilettata in verità era rivolta al Milan, celebrando il metodo di lavoro gestionale dei cugini nerazzurri (leggi qui il nostro approfondimento).

Di origini abruzzesi, Pagliuca è entrato in Bain Capital nel 1989 investendo in numerose aziende nei settori dei media, della tecnologia, dei servizi finanziari e della sanità. Dal 2016 è co-presidente dell’azienda dopo essere stato membro del Cda di Burger King, Warner Chilcott, Gartner Group e Hospital Corporation of America.

Bain Capital, 180 miliardi di patrimonio gestito, è specializzata in acquisizioni, private equity, venture capital, credito e real estate. Investe in una vasta gamma di settori industriali e aree geografiche ed è stato fondato da Mitt Romney, ex candidato repubblicano alla presidenza degli Stati Uniti e sconfitto da Barack Obama alle elezioni del 2012. Nel 2023, Bain Capital si è classificata al 13º posto nella classifica PEI 300 di Private Equity International’ delle più grandi società di private equity nel mondo.

Suning Holding Group è stata la prima proprietà straniera in Italia a portare a casa lo scudetto. Una proprietà che batte bandiera cinese. Ma l’Atalanta, così come anche il Milan sotto il fondo Elliot, hanno dimostrato che la gestione americana è altrettanto virtuosa. E vincente. Tutto dipenderà dalle intenzioni di Oaktree, da questa settimana alla guida dell’Inter.

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