Opa contro Opa. Atlantia è un bottino succulento. Florentino Perez lo sa. La famiglia Benetton pure. Figurarsi il governo, pronto a premere “il pulsante” golden power in qualunque momento. La nuova dimensione strategica della compagnia ormai è sotto gli occhi di tutti, investitori stranieri in primis. Perché in palio c’è una bella fetta di liquidità: Cdp verserà 8,2 miliardi di euro per l’acquisto di Autostrade per l’Italia, un’operazione che si concluderà a fine mese. E poi ci sono tutte le società, tante, in cui Atlantia partecipa. La partita è appena iniziata. Le speculazioni si sprecano. A Piazza Affari il titolo ha già brindato i massimi giovedì 7 aprile senza fare prezzo in apertura. Mercoledì la quotazione ha registrato un’impennata del 4% a metà pomeriggio dopo una seduta sostanzialmente fiacca. La settimana potrebbe chiudersi con un guadagno complessivo del 14%.

Lo squalo vuole Atlantia

A innescare la miccia il gruppo infrastrutturale Acs di Florentino Perez, presidente storico del Real Madrid soprannominato “lo squalo”, in consorzio con Global Infrastructure Partners e Brookfield Infrastructure. Sul tavolo, una proposta di acquisto non vincolante per la maggioranza di Atlantia. Per gli analisti Opa possibile oltre i 23 euro ad azione. E non è un caso che il titolo sia cresciuto da 18 a quasi 22 euro in meno di tre giorni. Ma la famiglia Benetton non molla. Fa le barricate e rilancia: “L’investimento in Atlantia ha natura strategica”. Allo studio c’è già una contro Opa assieme al fondo americano Blackstone, già presente nella cordata Cdp che rileverà Aspi entro il 5 maggio, per una partita che si fa sempre più internazionale se si considera che alla finestra ci sarebbe anche il gruppo industriale francese Vinci. Un segnale positivo per gli analisti: il mercato mostra segnali di dinamismo e attrattività anche per gli investitori stranieri.


Fonte: Borsa Italiana

 

Ma Atlantia non è solo liquidità. La compagnia partecipa a una serie di società in Italia e all’estero. Un terzo del valore degli asset del gruppo è composto da Aeroporti di Roma, lo scalo di Bologna, Aéroports de la Côte D’Azur e Azzurra Aeroporti. Segue il 15,5% di Getlink, che ha in mano la gestione del tunnel sotto la Manica, e il 15,9% del costruttore tedesco Hochtief. Non mancano autostrade e concessioni estere (Atlantia Motorway e Abertis Motorway). Infine Telepass, di cui Atlantia ha ceduto il 49% per un miliardo di euro da reinvestire nel fintech.

Perez e Benetton, guarda un po’ chi si rivede

Ma non è finita. Florentino Perez e i Benetton hanno una partecipazione che li accomuna. I due gruppi detengono “in condominio” la proprietà di Abertis,  primo operatore nazionale di autostrade in Spagna, Cile e Brasile. Un’alleanza che però la famiglia italiana non vede di buon occhio in Atlantia. Che anzi vuole preservarne l’integrità per trasformarla in una piattaforma internazionale, sfruttando gli oltre 8 miliardi in arrivo da Cdp per rilanciare il gruppo.  Secondo Bloomberg lo scenario preferito di Perez, al contrario, sarebbe proprio fare squadra con i Benetton. E infatti Brookfield e Gip hanno ribadito che si tratta di un’Opa amichevole. Il piano prevede la cessione della quota di Abertis e delle altre autostrade, per poi sviluppare la nuova società su aeroporti, ferrovie e mobilità. Lo spezzatino però non piace ai vertici di Atlantia. Che ha un ultimo asso nella manica.

Golden Power su Atlantia? Il governo è pronto

Il primo ostacolo per Perez e la sua cordata è rappresentata dai soci forti della compagnia, che ne rappresentano il 50%. Al 33,1% dei Benetton, vanno aggiunti Gic con l’8,2%, Hsbc con il 5% e fondazione Crt con il 4,5%. Il secondo è rappresentato dalla politica. Perché il 60% degli oltre 8 miliardi in arrivo dalla cordata Cdp saranno messi sul piatto proprio dallo Stato. Molti analisti ritengono che nel caso in cui l’Opa si rivelasse ostile, lo scudo del Golden Power sia certo, attraverso la clausola del change of control su un’infrastruttura aeroportuale d’importanza strategica. Per ora nulla è ancora in agenda perché nessuno ha ancora fatto la prima mossa. Anche se si ipotizzano già le cifre minime stimate per le squadre che puntano al controllo del gruppo: poco sopra i 19 miliardi per gli spagnoli di Acs, almeno 13 miliardi per i Benetton con Blackstone.

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