Nuovo capitolo nella guerra dei dazi tra Cina, Stati Uniti ed Europa e questa volta ci si fronteggia relativamente alle auto elettriche (ma prima c’è stato anche Campari, coinvolto nella guerra del cognac). Non passa la paura che nel settore automobilistico europeo e statunitense le auto cinesi meno costose possano dominare il settore. Un sorpasso aiutato dato dalla concorrenza sleale, dato che Pechino detiene il primato della catena di approvvigionamento ed è accusata di distorcere il mercato con il dumping sovvenzionato dagli aiuti statali. Un tema sul quale la commissione Ue ha aperto un’indagine a settembre 2023 e che si scalda dopo la decisione del presidente Usa Joe Biden di aumentare le tariffe sulle importazioni di auto elettriche cinesi. Oltre il 100% fa sapere la Casa Bianca; una scelta fatta proprio per tutelare il made in Usa.

La scelta di Stellantis: cooperare con Pechino

Il muro di Biden non è stato replicato in Europa dove i dazi per le auto cinesi sono più bassi, ed è escluso un provvedimento più forte prima del rinnovo dell’Europarlamento. Certo è che c’è già chi ha deciso di collaborare con Pechino da produttore a produttore.

Stellantis ha chiuso l’accordo con il partner cinese Leapmotor che da settembre porterà le sue auto in Europa. Nove Paesi tra i quali l’Italia con una rete di 200 venditori. I modelli T03 e C10 saranno lanciati per primi, con almeno un nuovo veicolo all’anno introdotto nei mercati per i prossimi tre anni.

L’intesa, presentata ad Hangzhou, sede del partner cinese, prevede l’acquisizione del 21% di Leapmotor per circa 1,5 miliardi di euro.

Per ora no alla produzione in Europa

Stellantis quindi funzionerà da simil-distributore per le auto cinesi con un ruolo di penetrazione piuttosto rilevante nei mercati europei. Tavares ha spiegato che quest’anno le case cinesi conquisteranno almeno il 10% del mercato europeo. Si tratta di “un processo ormai avviato, non possiamo fermarlo. Possiamo solo inserirci in questa dinamica in corso”, ha detto il manager portoghese.

Dinamica che per ora in Italia sembra contenuta, anche se la quota di mercato dei brand cinesi nel 2024 è il doppio, 4,5% (dati Unrae sulle immatricolazioni), per le auto elettriche rispetto alle auto tradizionali (2,2%).

Quanto vale la guerra commerciale tra Cina ed Europa sulle auto

La guerra commerciale tra Cina e Occidente vale circa 390 miliardi di capitalizzazione di mercato in Europa per l’automotive, spiega Milano Finanza. L’Europa rappresenta il secondo mercato al mondo per l’auto elettrica secondo gli analisti di EV-Volumes.com.

Ma è anche vero che l’Europa non sono gli Usa: i dazi possono davvero fare la differenza in una politica protezionistica? O ha ragione Tavares quando dice che vincere non è possibile e allora meglio allearsi e farlo prima di altri produttori?

In Italia le reazioni alla politica Usa sui dazi non sono mancate: il presidente di Confindustria Carlo Bonomi ha detto che “i dazi Ue verso i prodotti cinesi sono molto più bassi di quelli americani. Io sono per il libero mercato. Questo però non vuol dire che si possa assistere silenti al dumping di prezzo ai nostri danni”. Mentre il ministro del made in Italy Adolfo Urso ha sottolineato, e non è la prima volta la necessità di produrre più auto in Italia pensando anche alla nascita di un secondo produttore oltre Stellantis.

Auto elettriche cinesi: la posizione degli Stati Uniti

“I nuovi dazi proteggeranno i nostri lavoratori da pratiche commerciali sleali”, ha detto il presidente Usa venerdì scorso annunciando il rinforzamento delle aliquote. La stretta entrerà in vigore tra quest’anno e il 2026 e le nuove aliquote, ricostruisce Il Sole 24 Ore, colpiscono circa 18 miliardi di dollari di merci, secondo le stime della Casa Bianca.

I dazi sulle auto elettriche cinesi vengono moltiplicati quasi per quattro, al 102,5% dall’attuale 27,5%. Una mossa che nelle intenzioni dovrebbe stroncare lo sbarco di massa della auto cinesi a favore invece della produzione Usa. Ma l’effetto dazi potrebbe anche avere un altro impatto non così positivo per il mercato interno a stelle e strisce.

Biden ha annunciato di voler portare la quota di auto elettriche circolanti negli Usa al 56% entro il 2032. Dunque ci si chiede come ciò sarà possibile visto che diventerà più complicato e costoso per i produttori americani scegliere componenti economiche per la produzione statunitense.

Dove impatteranno gli aumenti

Gli aumenti impatteranno su veicoli, batterie e componenti di batterie elettriche. Ma c’è già chi guarda alla decisione come un tentativo di scippare a Trump, l’iniziatore delle guerre tariffarie con il Dragone, la battaglia politica in vista delle elezioni. Eppure c’è attenzione anche alla decisione di Stellantis di collaborare con Pechino, annunciando la vendita di auto Leapmotor in Europa a partire da settembre 2024, grazie a una joint venture con il produttore cinese.

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