La Banca centrale europea manterrà i tassi d’interesse invariati e probabilmente continuerà a raffreddare le scommesse degli investitori, che si aspettano un ciclo di allentamento monetario in primavera, nonostante una crescita economica debole e un rapido rallentamento dell’inflazione.

A settembre la Bce ha concluso il suo ciclo di rialzo dei tassi più consistente e più rapido di sempre ma ha ribadito che anche solo discutere di un’inversione di tendenza sarebbe prematuro, dal momento che le pressioni sui prezzi non si sono ancora spente del tutto e sono ancora in corso trattative salariali.

Gli investitori, tuttavia, scommettono che la Bce si stia sbagliando sia sulla crescita che sull’inflazione e che sarà costretta a fare un passo indietro quanto prima.

Cosa dirà Christine Lagarde

Tale svolta non sarà per ora all’ordine del giorno, soprattutto dopo che la scorsa settimana molti esponenti di spicco della banca centrale hanno cercato di convincere i mercati che i tassi resteranno alti a lungo.

La presidente Christine Lagarde probabilmente affermerà che le pressioni sottostanti sui prezzi sono ancora forti, in particolare per i servizi, mentre restano numerosi i rischi, dagli accordi salariali alle tensioni geopolitiche, comprese le tensioni nel Mar Rosso.

Lagarde e il capo economista Philip Lane, insieme ai principali rappresentanti del board, hanno ripetutamente indicato gli accordi salariali del primo trimestre, i cui dati saranno disponibili a maggio, come un indicatore di primo piano da monitorare. E alcuni vedono questa indicazione come un indizio del fatto che un primo taglio dei tassi potrebbe avvenire alla riunione di giugno.

Le previsioni degli analisti

“Il nostro parere è che le deboli prospettive di crescita – con un’attività al di sotto del potenziale per molti trimestri a venire – e il calo dell’inflazione faranno sì che i tagli possano avvenire prima più che poi”, ha detto Peter Goves, di Mfs Investment Management.

“Crediamo che la decisione di non impegnarsi su un prossimo taglio del denaro sia legata al fatto dei rischi al rialzo sulle pressioni inflazionistiche sia per un potenziale aumento dei prezzi energetici per le tensioni geopolitiche in Medio Oriente sia per i prossimi accordi sindacali sui salari dei lavoratori in alcuni paesi dell’Eurozona -aggiunge Filippo Diodovich, senior strategist di Ig Italia-. Il Governing Council della Bce cercherà di usare una comunicazione con l’obiettivo di cambiare le aspettative del mercato fissate su un taglio del costo del denaro da parte dell’istituto di Francoforte già a marzo/aprile”.

I mercati prezzato in questo momento 127 punti base di tagli dei tassi quest’anno, pari a cinque interventi, con il primo in aprile o giugno, in netto calo rispetto a due settimane fa, quando ne prezzavano 150, con il primo intervento in marzo o aprile.

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