Finisce l’era dei tassi negativi. La Bce, un po’ a sorpresa (ma neanche troppa) alza i tassi di 50 punti base su tutti e tre i tassi principali e lo fa in maniera compatta, senza astenuti o voti contrari. Undici anni dopo l’ultima volta, le operazioni di rifinanziamento passano allo 0,5% (grafico sotto), quelle di rifinanziamento marginale allo 0,75%, infine le operazioni sui depositi presso la banca centrale salgono allo 0%. L’Eurotower ha anche ufficializzato il cosiddetto scudo anti spread. Che adesso ha anche un nome: si chiama Transmission Protection Instrument (Tpi).

La decisione di alzare i tassi di 50 punti base invece che di 25 pb, come la Bce stessa aveva anticipato nel meeting precedente, è stata motivata con le seguenti parole: “Necessità di uscire presto da quest’epoca di tassi negativi, necessità di azioni concrete per avvicinarci al 2% di inflazione nel medio termine”. Inoltre, secondo quanto riportato dal comunicato stampa, altri aumenti saranno contemplati nei prossimi meeting per raggiungere l’obiettivo di normalizzazione monetaria.

“Nessuna recessione per il 2022 né per il 2023”

Tradotto: in arrivo nuovi ritocchi al rialzo dei tassi anche per il mese di settembre, probabilmente diversi rispetto a quelli attesi fino a oggi (si parlava di un rialzo di 50 punti base). In questo senso la precedente guidance non è più valida e non ne verrà fornita una nuova. Si navigherà a vista, sulla base dei dati e delle proiezioni dell’economia dell’Eurozona, per la quale al momento la Bce non prevede recessione né per il 2022, né per il 2023.

Linea dura dunque. Ed è un segnale, quello della Banca centrale europea, che tende a smentire quella divisione all’interno del board vociferato in quest’ultimo periodo, motivo per cui, questa poteva essere un’interpretazione, il rialzo dei tassi non sarebbe stato possibile al di sopra dei 25 punti base. E invece Christine Lagarde lo ha detto chiaramente: “Tutti i governatori della Bce sono stati d’accordo su aumento tassi di 50 pb, concordi sul fatto che l’inflazione rimarrà ancora a lungo indesideratamente elevata (+8,6% a giugno, grafico sotto NdR). Anche il Tpi è stato approvato all’unanimità del consiglio”.

“Attiveremo il Tpi sulla base della gravità dei rischi”

Già, il Tpi. Per molti, l’attesa vera era proprio verso lo scudo anti spread. Uno strumento studiato allo scopo di “sostenere l’effettiva trasmissione della politica monetaria” che potrebbe essere danneggiata da tassi di mercato troppo diseguali. La portata degli acquisti di tale strumento dipenderà dalla gravità dei rischi per la trasmissione della politica monetaria. In pratica l’attivazione sarà interamente a discrezione del consiglio, che non ha parlato di cifre ufficiali dopo i 1.200 miliardi di euro che la Bce ha messo a disposizione dell’Italia negli ultimi sette anni per sostenere i consumi di famiglie e imprese.

Inoltre, parole di Christine Lagarde, rispondendo se tale strumento fosse studiato o meno a favore del nostro Paese, la cui condizione si è aggravata dopo le dimissioni di Draghi: “Tutti i paesi membri dell’euro possono beneficiare dello scudo. Il consiglio nella sua valutazione determinerà sulla base dei criteri di idoneità e di indicatori che rivelino movimenti disordinati e ingiustificati dei mercati se attivare il Tpi”.

Tpi, i criteri per far scattare lo scudo

Il Transmission Protection Instrument dunque è a disposizione di tutti. Ma con delle limitazioni. I beneficiari non dovranno essere in procedura di deficit eccessivo e non dovranno avere squilibri economici, dovrà essere garantita la sostenibilità fiscale con le politiche macroeconomiche sane e sostenibili, in linea con i dettami del Pnrr. I Paesi a rischio maggiore di debito insomma dovranno continuare a fare i “compiti a casa”, cercando di non sforare nei propri bilanci.

Questo il commento di Fabrizio Santin, Senior Investment Manager di Pictet Asset Management: “Il riferimento al Tpi è importante, perché di dimensioni potenzialmente illimitate. Ed è anche così che la Bce ha giustificato la scelta dei 50 punti base: oltre ai rischi inflattivi incrementati, la disponibilità dello scudo un mese fa non esisteva. La Bce intende effettuare scelte secondo piena discrezionalità, senza essere ostaggio di nessun attore economico o politico. Alla luce dei recenti avvenimenti politici in Italia, i mercati finanziari andranno a testare la risolutezza della Bce a contenere l’allargamento degli spread. Una prima soglia di attenzione è fissata a 250bp”.

Reazione del mercato

Il rendimento del decennale btp ha raggiunto un massimo di giornata del 3,75% (grafico sotto), raggiunto alla pubblicazione del comunicato stampa, ma anche durante la conferenza di Christine Lagarde e rimanendo leggermente al di sopra del rendimento della Grecia, che dunque, almeno per il momento, è considerata più affidabile dell’Italia.

Lo spread, dopo un massimo a 248 punti, si è riassestato a quota 238 mentre il Ftse Mib, scivolato fino a un rosso del 2,7% all’ufficialità delle dimissioni di Draghi, era risalito ai valori della vigilia alla pubblicazione del comunicato (il mercato apprezza il rialzo dei tassi e della velocità con cui è stato messo a punto il Tpi), per poi scendere nuovamente dello 0,9% a metà pomeriggio. Dopo un picco a 1,027, anche l’euro si è riposizionato appena sotto 1,02 nel cambio con il dollaro, per una crescita dello 0,1%.

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