L’uscita di scena di Silvio Berlusconi e l’eredità che potrebbe aprire nuovi scenari per le controllate da Fininvest, tra Mediaset, Mondadori e Mediolanum (vi raccontiamo tutto qui) rimette al centro del dibattito (e della curiosità) i patrimoni delle famiglie più ricche d’Italia, le loro aziende, e soprattutto chi sono gli eredi. L’impero finanziario dell’ex cavaliere sarà suddiviso tra i cinque figli mentre più complicata la questione politica, dove sarà Antonio Tajani a traghettare il partito fino al 2024.

A sorpresa, tuttavia, Berlusconi non figurava tra i cinque imprenditori più ricchi d’Italia. Il suo patrimonio, di circa 7 miliardi di euro, lo posizionava fuori dalla Top 5. E non è l’unico escluso che fa scalpore. Non ci sono infatti neanche gli Agnelli nonostante con Exor controllino aziende come Stellantis, Cnh, Iveco, Ferrari e Juventus. Mancano in questa speciale classifica anche i Benetton e la famiglia Moratti.

Il primo posto va a Giovanni Ferrero, dal 2011 amministratore delegato del Gruppo Ferrero dopo la morte del fratello Pietro. La sua ricchezza all’8 marzo 2023 è stata valutata dalla rivista Forbes in circa 39,2 miliardi di dollari, rendendolo l’uomo più ricco d’Italia, proprietario di una compagnia che non è quotata in Borsa. Al contrario di EssilorLuxottica, il marchio che fa capo alla famiglia Del Vecchio. Oggi il valore della compagnia è di 27,3 miliardi di dollari mentre la fortuna dell’imprenditore, stimata in circa  25,5 miliardi di dollari e custodita nella cassaforte Delfin, holding lussemburghese, è già stata già suddivisa tra figli, sette, la vedova e due manager (ve lo raccontiamo nel dettaglio qui)

 

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Le famiglie più ricche d’Italia dopo Berlusconi: ci sono anche Armani e i fratelli Rocca

Terzo posto per Miuccia Prada e Patrizio Bertelli. Il brand Prada conosciuto in tutto il mondo (chi non ha visto il film: “Il Diavolo veste Prada”?)  oggi vale 11,5 miliardi di euro di patrimonio per un’impresa quotata a Hong Kong ma che starebbe valutando, stando ai rumors che vi raccontiamo qui, un ritorno in Italia, o meglio un dual listing che è un po’ quello che sta facendo Ferretti. L’erede dei due imprenditori è Lorenzo Bertelli, figlio maggiore di Miuccia e Patrizio, già direttore marketing della compagnia.

Fuori dal podio ecco un altro gruppo del settore del lusso ma che in Borsa, quotata, non è. Re Giorgio Armani possiede un impero che vale 11,1 miliardi di euro. Una curiosità: se si digita su Google “Giorgio Armani” esce fuori prima l’azienda, poi la persona. L’imprenditore nato a Piacenza e che nel 2024 compirà 90 anni, non ha coniugi o figli, e quindi non ha eredi diretti. Tre i nipoti: Silvana e Roberta, figlie del fratello Sergio, scomparso diversi anni fa, e Andrea Camerana, figlio della sorella Rosanna. Sarebbe lui, secondo alcuni rumors, il successore di King George, almeno finché non lascerà i suoi attuali incarichi operativi nel gruppo. Di ufficiale però non c’è niente. Anzi, nella sua autobiografia “Per Amore”, Giorgio stesso scrive: “La successione? Ce l’ho in mente e ci sarà. Anzi, è già tutto deciso. Il piano è pronto ma non lo rivelo adesso, perché ci sono ancora. Io continuo a lavorare”.

Chiudono il quintetto i fratelli Rocca, Paolo e Gianfelice, proprietari di Tenaris. Le vicende geopolitiche hanno prodotto una crescita vicina al 50% per la compagnia quotata a Piazza Affari attiva nelle infrastrutture per gas e petrolio, per una ricchezza solo azionaria balzata a 9,4 miliardi di euro. Paolo e Gianfelice Rocca sono molto riservati. Non ci sono informazioni pubbliche riguardanti i loro eredi ma si sa che Paolo è naturalizzato argentino, e infatti vive a Buenos Aires. Il gruppo che detiene Tenaris è Techint, multinazionale argentina che comprende oltre 100 società in tutto il mondo, fondata nel 1945 dal papà, Agostino Rocca.

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