È una questione di classificazione. E quindi di accantonamenti. Volendo riassumere è questo il problema che ha portato il titolo di Bff Bank, la vecchia Banca Farmafactoring, a registrare un calo di oltre il 10% del titolo giovedì, mitigato solo dalla sospensione delle contrattazioni per eccesso di ribasso per buona parte della giornata, per poi crollare oggi, venerdì 10 maggio, lasciando sul terreno il 25,7% a 8,14 euro.

Cosa è successo? Durante la presentazione dei dati del primo trimestre 2024, che hanno riportato un utile netto in calo del 21% a 41,5 milioni ma ricavi in salita del 15% a 202,4 milioni, l’amministratore delegato Massimo Belingheri ha infatti comunicato un’ispezione di Banca d’Italia, risalente a gennaio, che ha portato l’autorità di vigilanza a sospendere temporaneamente, fra le altre cose, la distribuzione di dividendi, il pagamento della parte variabile delle retribuzioni e l’apertura di sedi all’estero. Ciò ha provocato, inevitabilmente, una pioggia di vendite.

I rilievi di Banca d’Italia

Nel dettaglio Bankitalia ha rilevato che la modalità di classificazione di tali crediti fatta dalla banca, specializzata nella gestione e nel factoring di crediti pro-soluto verso la pubblica amministrazione, non sarebbe conforme agli orientamenti dell’Autorità bancaria europea (Eba) per la nuova definizione di “default”.

A cambiare dovrebbe essere il conteggio dei giorni di arretrato. Un aspetto tecnico che però ha conseguenze pesanti sul capitale perché per la banca comporterebbe un incremento degli assorbimenti patrimoniali e degli accantonamenti prudenziali. Inoltre, Bankitalia ha anche formulato rilievi sulla governance e sulle prassi aziendali interne in materia di remunerazione, in particolare per ciò che riguarda l’ad Belingheri.  

Nel dettaglio tecnico

Nel corso degli accertamenti ispettivi, dice BFF, la banca aveva rappresentato alla Banca d’Italia uno scenario estremo di classificazione del portafoglio creditizio al 30 giugno 2023, basato sulla disapplicazione di mitigant utilizzati a quella data, oggetto di rilievo di conformità. In particolare, in tale scenario, assumendo che ai fini dell’applicazione del “prudential backstop” si prenda a riferimento la data di segnalazione delle posizioni in Past Due, si sarebbe potuto generare un incremento del Past Due di circa 1,29 miliardi, con RWA (attività ponderate al rischio) aggiuntivi per circa 1,72 miliardi, corrispondenti a un capitale assorbito aggiuntivo pari a 207 milioni, per raggiungere il target di capitale soglia del 12%1 per il pagamento dei dividendi.

Per la banca quanto sopra verrebbe coperto da un eccesso di capitale al 31 marzo 2024 rispetto al target di CET1 ratio consolidato (pari al 12%), pari a 49 milioni e uno generato con l’utile del primo trimestre 2024, pari a 41,5 milioni e da u. incremento del tasso di competenza degli interessi di mora e dell’indennizzo forfettario per il recupero del credito (dal 50% attuale al 60 / 70%), stimato in un incremento di capitale one-off di circa 70 – 140 milioni.

Nella nota, Bff ha anche confermato da parte del consiglio di amministrazione “piena fiducia al ceo, Massimiliano Belingheri” e ha avviato “un franco e costruttivo dialogo con la Vigilanza” per una pronta risoluzione dei rilievi. Ha tempo fino a luglio per rispondere all’ispezione.

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