Proporre al mercato italiano una modalità di accesso al credito semplice e veloce, attraverso una piattaforma di peer-to-peer lending. Questo l’obiettivo e il cuore di BHLending, startup innovativa nata a maggio e operativa da settembre 2021, composta da un team interamente under 35 e a maggioranza femminile che sta seguendo lo sviluppo della piattaforma high-tech intorno alla quale ruota il core business dell’azienda.

La tecnologia proposta 

Come spiega a Dealflower il fondatore Paolo Divizia (nella foto), l’azienda vuole proporre un luogo di incontro virtuale, dove investitori e richiedenti italiani possono conciliare i loro interessi e aiutarsi reciprocamente per raggiungere i loro obiettivi. Il marketplace di BHLending offre ai risparmiatori amatoriali e professionali italiani un investimento alternativo su prestiti con un differente rating creditizio. Sarà un sistema di intelligenza artificiale assegnerà il rating creditizio sul quale si determineranno i tassi di interesse e le commissioni.

Le categorie di investitori a cui si rivolge BHLending sono sia risparmiatori privati che investitori professionali. Le categorie di richiedenti, invece, si compongono di lavoratori dipendenti, liberi professionisti, giovani imprenditori e PMI. L’idea, tuttavia, è quella di riservare una particolare attenzione alle startup e alle imprese emergenti che possono mettere a disposizione le loro idee e le loro energie per creare nuova occupazione. Il tutto con un attenzione particolare ai settori dello sport, della moda, del cinema e dello spettacolo.

“Contiamo di fare il primo prestito nelle prossime settimana – spiega – dopodiché concludere il primo aumento di capitale entro fine 2021 e fare un aumento di capitale istituzionale il prossimo anno”. La fintech, inoltre, è accreditata presso il registro dei portatori di interesse della camera dei deputati: “è nostra volontà – sottolinea il Ceo – affiancare il regolatore e il legislatore per portare nuove proposte e farci portavoce di tutto l’ecosistema fintech”. Per questo la startup ha sede sia a Milano che a Roma, proprio per creare una connessione fra la capitale finanziaria del paese e il mondo regolatorio.

La direttiva europea 

Proprio da oggi, 10 novembre, entrano in vigore le nuove disposizioni europee sui servizi di crowdfunding, in particolare per le due tipologie azionarie basate sull’assunzione di prestiti e sulla emissione di valori mobiliari o di altri strumenti ammessi. Il testo punta ad allineare l’organizzazione, l’autorizzazione e la vigilanza dei fornitori di servizi, nonché la trasparenza e la chiarezza delle comunicazioni di marketing relative alle prestazione dei servizi stessi nel territorio della comunità.

Ci sarà una piattaforma armonizzata in cui si potrà fare sia la raccolta di equity crowfunding che il peer-to-peer lending – sottolinea Divizia – uno strumento innovativo soprattutto in Italia in quanto il peer-to-peer lending non è normato ma rientra in una riserva di legge. Questa opportunità che ci sta dando l’Europa potrà permettere di allargare non solo il mercato, ma generare parecchia nuova liquidità dal punto di vista degli investitori”.

Difatti, potrà fungere sicuramente da stimolo se si considera che il peer-to-peer lending non è riuscito finora ad imporsi sul mercato della penisola come metodo di investimento alternativo a causa di una mentalità ancora legata ad investimenti classici nei mercati finanziari e alla gestione del risparmio da parte delle banche d’investimento.

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