Festeggia diciotto mesi di operatività in Italia, Bitpanda. E lo fa con una doppia operazione. La prima: via libera alla licenza crypto dall’autorità federale tedesca di vigilanza finanziaria annunciata il 22 novembre scorso. La seconda: accordo con Hype, open banking attiva nella gestione del denaro, tramite app.

Una collaborazione che prosegue nella direzione intrapresa da Bitpanda sin dalla fondazione, nel 2014 a Vienna: “Quella di rendere gli investimenti accessibili a tutti -spiega Orlando Merone, country manager di Bitpanda- in un contesto sicuro e regolamentato”.

Nel dettaglio dell’accordo con Hype, la digital bank integrerà i servizi della piattaforma di investimento digitale ampliando così la sua offerta, e permettendo agli oltre 1,7 milioni di clienti di investire in più di 2.500 risorse, a partire dalle azioni frazionate, Etf  e metalli preziosi. Con qualsiasi importo. Ventiquattr’ore su 24 e 7 giorni su 7, anche a mercati chiusi.  Una funzionalità che verrà resa disponibile gradualmente a partire dalle prossime settimane.

Bitpanda e Hype, nuovo passo per “democratizzare” i mercati finanziari

“Vogliamo che Hype sia una porta d’accesso a tutti i servizi finanziari e uno strumento per cogliere sempre nuove opportunità nell’ambito della gestione del denaro -è il commento di Luca Grampioggia, deputy ceo di Hype-.  L’integrazione di Bitpanda conferma questa direzione e aggiunge un nuovo tassello estremamente importante per mettere a frutto i risparmi immobili dei clienti sui loro conti correnti”.

“Questo accordo permette di democratizzare ancora di più le opportunità dei mercati finanziari -continua Orlando Merone-. Un concetto a cui tengo molto, lo porto con me da prima che entrassi in Bitpanda. Da investitore chiesi alla mia vecchia banca di poter investire in azioni Amazon: mi venne risposto che non era possibile e che probabilmente non era un investimento adatto a me. Capii che in un ecosistema già complesso esistevano ulteriori limiti, legati alle tempistiche e alla difficoltà di utilizzo”.

Bitpanda ha chiuso i suoi primi 18 mesi dal suo ingresso in Italia. Si apre una seconda fase?

In Italia abbiamo superato i 200.000 utenti a settembre. Il nostro percorso di sviluppo è iniziato nel mese di marzo 2021, prosegue e sicuramente si rafforza con questa partnership con Hype dopo quella di un anno fa chiusa con Fabrick, che di fatto ci ha abilitato all’ecosistema italiano. Avremo la prima dimostrazione effettiva tra pochi giorni, quando sarà terminata la fase di test che ci abiliterà sulla customer base di Hype, non lontano dal milione e settecentomila utenti.

Rendere ancora più semplice l’accesso agli investimenti proprio nel momento in cui si inizia a sentire forte la voglia di ripartire dei mercati. Tempismo voluto?

Ci abbiamo lavorato molto quest’estate, diciamo quindi in tempi non sospetti. Hype aveva verificato il need della customer base attraverso diverse indagini, noi abbiamo abilitato la tecnologia richiesta sulla piattaforma Fabrick e nel periodo estivo abbiamo reso disponibile l’accesso. Di sicuro questo è un periodo storico in cui ci si augura che il mercato possa ritrovare smalto al più presto. Sdoganare in questo senso l’investimento frazionario in azioni ed etf, compresi i metalli preziosi, è un fattore importante.

Perché è importante?

Perché fino a oggi tutto questo si poteva fare solo su broker molto più conosciuti e soprattutto di matrice estera. Tra poco invece sarà qualcosa che si può trovare e ottenere all’interno di un contesto naturale e sicuro di tipo bancario o semi bancario italiano. Di questo siamo molto contenti. Come lo siamo per l’operazione in Germania, dove l’autorizzazione ottenuta ci è costata ben due anni di lavoro. Anche in questo caso ci troviamo davanti a una licenza importante, che si aggiunge a quelle che già deteniamo in altri paesi Ue. Austria, Francia, Italia, Spagna, Regno Unito, Repubblica Ceca e Svezia tanto per citare i principali. Bitpanda è l’azienda che detiene in Europa il più alto numero di licenze e registrazioni rispetto a qualsiasi altra piattaforma.

Avete chiuso il 2022 con due operazioni. I primi mesi del 2023 sono già programmati?

Di sicuro consolideremo la nostra struttura. E i tre pilastri del nostro moderno: piattaforma retail, white label (ovverosia la piattaforma di trading digitale per il mondo bancario) e custodia. C’è voglia di crescere ancora, stiamo parlando con tante banche fintech, per noi non sono competitor, anzi. La nostra strategia con questi interlocutori ci mette nelle condizioni di avviare accordi di collaborazione anche primaria. Così i nostri strumenti si possono integrare ai loro, di strumenti. E questo è un punto fondamentale. Come lo è il livello di sicurezza in cui l’utente si aspetta di agire, che sia in grado di rispettare gli standard previsti per un player italiano, che sono molto rigidi.

A proposito di sicurezza. Capitolo crypto. Vi siete esposti con i vostri clienti dopo il crollo di Ftx rassicurandoli e invitandoli a contattarvi in caso di necessità. Per voi è stata la prima volta? 

Tutta l’industria è stata additata dopo i fatti di Ftx. Abbiamo pensato fosse fondamentale garantire la massima trasparenza. Ho già lavorato nel bear market. Ci sono stati casi simili, e non mi riferisco soltanto a Terra Luna. Può considerarsi una fase in cui si ripulisce l’industria delle cose che non vanno e se ne costruiscono di nuove per il prossimo ciclo, a partire da bitcoin e blockchain. Chi lavora seriamente sarà premiato. Sembra banale, ma non lo è per niente. Le partnership si chiudono con customer base seri e importanti. E che rispetta le leggi europee. Il nostro approccio in termini di expansion non cambierà, perché già siamo il player che ha più licenze in Europa. Non ci fermeremo.

Ma il problema di Ftx è stata l’azienda o sono le criptovalute?

Siamo davanti a una compagnia la cui casa madre erano le Bahamas. Che apre su tanti mercati e poi si preoccupa della regolamentazione del mercato specifico. Chiaro che in questo caso il problema parta dall’azienda. Bitpanda prima si è preoccupata di fare tutto ciò che necessario a livello di regolamentazione. Poi è partita con un piano di espansione. Ed è quello che paga nel momento in cui gli utenti voglio sentirsi sicuri e tutelati.

Quindi il mercato cripto ripartirà, prima o poi. 

Tutto è guidato dai cicli. Quando il mercato azionario ricomincerà ad andare meglio, le persone avranno un approccio diverso per quanto riguarda il rischio. E quindi anche le cripto, a partire dal bitcoin, torneranno a essere comprate. Di sicuro le politiche monetarie restrittive delle banche centrali, che mirano in questo momento a strozzare la liquidità, hanno messo gli investitori in modalità risk off.

Bitpanda darà il buon esempio? Tradotto: nuove parternship in arrivo, tipo quella con Hype?

Ne sono convinto. Anche per quanto riguarda l’offerta alla clientela italiana. Come ho già detto, per noi si aprirà una nuova fase di consolidamento e continueremo a integrare sistemi di pagamento locali, che possano rendere il processo di investimento sempre più friendly. E sempre più democratico.

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