Dopo un avvio di giornata cautamente positivo Piazza Affari aveva rallentato a metà seduta, per poi tornare nuovamente positiva in chiusura dei lavori, trainata dalla performance del comparto bancario, con un leggero incremento del +0,24% a 25.884 punti base.

Un simile andamento ha caratterizzato anche le altre Borse Europee, con la fiducia degli investitori sospesa tra le parole di Christine Lagarde di ieri e il miglioramento degli indici Pmi europei. Quest’ultimo potrebbe essere sintomo di una frenata dell’economia più contenuta del previsto, che porterebbe le banche centrali a poter attuare una politica meno ferrea rispetto a quanto preventivato. Tuttavia, meno di 24 ore fa Christine Lagarde, presidente della Bce, ha ribadito che i tassi dovranno ancora aumentare significativamente. Dichiarazioni solo in parte mitigate dalle parole del membro del consiglio direttivo della Bce Fabio Panetta che ha spiegato in un’intervista al quotidiano tedesco Handelsblatt: “Qualsiasi indicazione incondizionata, ossia slegata dall’evoluzione prospettica dell’economia, che vada oltre febbraio si discosterebbe dal nostro approccio basato sui dati”.

A influenzare i mercati c’è poi il primo “valzer” delle trimestrali del 2023, al via in Italia, mentre negli States è già in fase più avanzata. È proprio oltreoceano si è verificato un fatto curioso: molte azioni quotate alla Borsa di New York si sono fermate per un problema tecnico. Secondo quanto annunciato da  Cnbc News. Tra i principali titoli colpiti dall’arresto ci sono Morgan Stanley, Verizon, At&T, Nike e McDonald’s.


Fonte: Borsa Italiana

Il settore bancario traina il Ftse Mib

In una giornata caratterizzata da rialzi che si sono concretizzati nelle ultime ore della seduta odierna a dare spinta al Ftse Mib è stato il comparto bancario. Intesa Sanpaolo, la migliore del listino, ha messo a segno un incremento del +2,05%, seguita da Unicredit (+1,5%), Bper Banca (+1,43%) e Banco Bpm (+1,27%).

Chiude, invece, in negativo Saipem cedendo il -3,35% e attestandosi come la peggiore del principale indice di Piazza Affari, rallentata dal dietrofront del greggio. Tuttavia, questa frenata giunge per il titolo della società dell’energy & infrastructure dopo due ottime performance in Borsa, che ne avevano portato il valore delle azioni fin sopra gli 1,38 euro, il più alto post aumento di capitale.

Spread a 176 punti base

Si è chiuso poi in netto calo spred, con un dremecremneto di ben sei punti rispetto al precedente riferimento di  ieri. In un contesto di generale calao dei rendimenti, il differenziale tra i Btp e i Bund tedeschi è dunque sceso a 176 punti base. In decisa riduzione anche il rendimento del Btp decennale benchmark, che a fine seduta è indicato al 3,92%, contro il 4,01% della vigilia.

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