L’azionario europeo è un asset class attraente, in questa fase storica, grazie alle prospettive di crescita degli utili delle società.

E’ quanto emerge dall’analisi di Aneeka Gupta, equity e commodity strategist di WisdomTree.

Le incertezze non toccano le borse

L’ambiente macro a livello globale appare avvolto dall’incertezza a causa delle preoccupazioni sulla diffusione della variante Delta e sul venir meno, prima del previsto, degli stimoli da parte della Fed.

Tuttavia, i mercati azionari e obbligazionari raccontano una storia contraddittoria. Mentre le obbligazioni riflettono i crescenti timori, i mercati azionari globali, guidati dall’Europa e dagli Stati Uniti, continuano a registrare nuovi massimi, sostenuti da utili più robusti.

I premi al rischio azionario in Europa sono saliti ai massimi da quindici mesi, al 4,5%. Ciò suggerisce che l’equity europeo rimane interessante rispetto alle obbligazioni e ad altri mercati azionari globali.

Le aziende europee stanno registrando le migliori revisioni sugli utili fra tutte le regioni globali, riflettendo una forte ripresa dell’attività economica. I risultati del secondo trimestre di quest’anno e gli aggiornamenti della guidance per l’intero anno stanno spingendo il tasso di crescita degli utili al 31% nei prossimi due anni (rispetto al 24% di inizio anno) e il rapporto di revisione netto al 50%, il livello più alto dalla seconda metà del 2017. I settori ciclici come l’energia, i materiali, i finanziari e i beni di consumo discrezionali sono stati i principali responsabili del ciclo di revisione degli utili.

I settori difensivi, invece, hanno visto cambiamenti limitati alle stime future sugli utili per azione e gli indici di revisione sono sostanzialmente più bassi rispetto ai ciclici. Le società legate ai consumi stanno ottenendo buoni risultati, con il 70% che riporta vendite più alte rispetto al 2019.

Europa meglio degli Stati Uniti

“Le menzioni della parola buyback nei report europei sono state le più elevate degli ultimi cinque anni, il che suggerisce che più buyback in Europa potrebbero rappresentare un catalizzatore positivo per il mercato azionario europeo”, spiega Gupta.

Inoltre, il free cash flow è in crescita dell’8% da un anno all’altro e le attuali stime sui dividendi sembrano conservative, dato che il payout ratio a livello di flusso di cassa si attesta al 52% contro il 61% nel 2019, aprendo la possibilità a pagamenti di alti dividendi.

I ricavi Usa, guidati da energia, beni di consumo discrezionali e assistenza sanitaria, hanno superato le aspettative. Il tasso di crescita dei ricavi misti per il secondo trimestre 2021 del 24,7% è ben al di sopra del tasso di crescita medio a cinque anni del 4,5% e del tasso di crescita a dieci anni del 3,4%. Le aziende statunitensi hanno registrato margini robusti, con i margini netti del secondo trimestre (esclusi i settori finanziari) che hanno raggiunto un nuovo massimo del 13,1%, superando il 12,5% del trimestre precedente.

“Le aziende ci dicono che l’accelerazione dell’inflazione dei costi è stato percepito come un tema chiave. Le aspettative di margine del consenso per il secondo semestre 2021 stanno ora riflettendo questo rischio, con i margini previsti per ridursi al 12,6% il prossimo trimestre”, aggiunge l’analista.

Le menzioni della parola inflazione sono balzate del 900%, record annuale nelle relazioni sugli utili del secondo trimestre. Gupta conclude dicendo che “a causa del tasso di revisione molto elevato per tutta la prima metà dell’anno, ci sembra difficile immaginare un’accelerazione degli utili negli Stati Uniti in futuro. Poiché il picco della fase di accelerazione del macrociclo statunitense è probabilmente passato nel secondo trimestre, ci aspettiamo che gli utili comincino a ridursi in futuro”.

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