Bper sceglie Gardant come possibile partner per la gestione dei crediti deteriorati. Al termine di una gara tra alcuni soggetti del mercato, la banca modenese ha selezionato il servicer nato dal riassetto di Credito Fondiario per negoziare la costruzione di una partnership riguardante la gestione delle esposizioni creditizie deteriorate del gruppo Bper classificate come “sofferenze” (Npl) e “inadempienze probabili” (Utp).

L’accordo prevede la creazione di una piattaforma di servicing di durata decennale per il recupero di Npl e Utp e la cessione di portafogli di crediti Npl e Utp del gruppo guidato da Piero Montani (nella foto), pari rispettivamente a circa 1,5 miliardi di euro e 1 miliardo, al lordo delle rettifiche di valore, con l’obiettivo di conseguire il pieno deconsolidamento contabile e regolamentare del portafoglio Npe alla data del closing.

L’operazione, in linea con il processo virtuoso di derisking già avviato dal gruppo Bper nel corso degli ultimi anni, rappresenta una leva importante del nuovo piano industriale del gruppo 2022-2025 e permetterà potenzialmente alla Banca di ridurre il costo del rischio prospettico, sia per effetto del clean-up del portafoglio crediti che dell’atteso miglioramento delle performance di recupero.

I risultati della banca

L’istituto ha chiuso il primo semestre del 2022 con un utile in aumento a 1,384,8 miliardi grazie alla contabilizzazione dell’avviamento negativo derivante dall’acquisizione di Banca Carige (che ammonta a 1,18 miliardi). Escludendo le poste straordinarie il risultato del semestre per l’istituto è di 316,6 milioni, di cui 203,9 milioni registrati nel secondo trimestre, in aumento dell’81% su base trimestrale. Il risultato della gestione operativa dell’istituto, invece, è di 638,7 milioni, in aumento del 31,2%, le commissioni nette ammontano a 914 milioni (+24,5%) e il margine di interesse a 785,4 milioni (+7,8%). Fra i ratio patrimoniali il Cet 1 phase-in proforma si attesta al 13,8%.

Nella seconda parte dell’anno il gruppo modenese sarà impegnato nel portare a termine l’integrazione di Banca Carige che ha registrato nel primo semestre dell’anno una perdita netta di 221,1 milioni di euro, risultato che include poste straordinarie negative per 212,5 milioni netti riferibili principalmente ad accantonamenti e svalutazioni. Nei giorni scorsi poi Carige non ha approvato i conti semestrali dopo il decreto del Tribunale di Genova che ha sospeso la delibera dell’assemblea degli azionisti del 15 giugno scorso di nomina del consiglio di amministrazione.

Gli advisor

Rothschild & Co è advisor di Gardant nell’operazione.

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