Poteva essere una tranquilla ripresa, quella dei mercati dopo la sosta pasquale. E invece ci ha pensato James Bullard a smuovere le acque, per usare un eufemismo. Il presidente della Fed di Saint Louis, nonché il membro del Fomc più “falco” che ci sia ha dichiarato: “Un aumento dei tassi d’interesse di 50 punti base non è tra le mie priorità” aggiungendo inoltre che un ritocco di 75 punti base nel meeting di maggio non è del tutto fuori questione, per una risalita dei Fed Funds verso un “più neutrale” 3,5%.

E così il Vecchio Continente riparte negativo. Perché la dichiarazione di Bullard riporta i timori sul mercato sul sostegno delle banche centrali, sempre più a rischio. Inoltre gli investitori aspettano la pubblicazione del Global Financial Stability Report del Fondo Monetario Internazionale dedicato ai rischi finanziari a livello globale.

Dopo mezz’ora di contrattazioni Piazza Affari perde l’,1,2% a 24.541 punti. Negativo anche il Dax di Francoforte: -0,8% con 14.046  punti, stessa direzione sia per il Cac40 di Parigi, in perdita dell’1,1% a 6.516 punti, sia per l’Ibex di Madrid (-0,6% a 8.640 punti).


Grf Piazza Affari by tradingeconomics.com

 

Non solo Bullard: a Piazza Affari “stacco cedole day”: Stellantis -6%

A Milano è giorno di stacco-cedole e gli effetti sul mercato si vedono: il titolo peggiore è Stellantis che registra un pesante -6,1%, sotto pressione anche per la notizia della sospensione della produzione in Russia. In rosso anche i bancari con Banca Mediolanum (-5,2%) e Unicredit (-4,1%). In controtendenza ci sono i titoli energetici, Saipem e Tenaris sugli scudi con un guadagno per entrambi di circa l’1,5%.

Guardando oltreoceano, i futures di Wall Street sono attualmente contrastati: il Nasdaq cede lo 0,2%, positivo sia l’Sp500 sia il Russell 2000, rispettivamente in rialzo dello 0,1% e dello 0,13%. Tengono ancora banco le trimestrali, oggi è la volta di Netflix, Hasbro e Ibm.

Oro, che fiammata! Opec: “Giù la domanda mondiale di petrolio”

Ma sono le materie prime a registrare i movimenti più importanti, non tanto nella seduta odierna quanto nel lunedì di Pasquetta, a partire dall‘oro. Che con una fiammata ha raggiunto nuovamente i 2.000 dollari l’oncia per poi riassestarsi in area 1.980 all’apertura delle borse europee. Secondo gli analisti gli investitori stanno iniziando a muoversi a fronte dell‘inflazione che persiste ai livelli record negli Stati Uniti (+8,5%, il ritmo più veloce dal 1981) e in Germania, dove il +7,3% è il top degli ultimi 40 anni. Occhio anche al petrolio: in avvio di contrattazioni in lieve calo sia il Wti (-0,5% a 103,72 dollari al barile) sia il Brent (-0,2% a 112,7 $) dopo che l’Opec, nel suo rapporto mensile, ha tagliato nuovamente le previsioni di crescita della domanda mondiale nel 2022. Le cause rimangono l’impatto dell’invasione russa dell’Ucraina, l’aumento dell’inflazione con e la rinascita della variante del coronavirus Omicron in Cina. Il dato è di 3,67 milioni di barili al giorno, in calo di 480.000 rispetto alla precedente previsione.


Grf Gold by tradingeconomics.com

 

Il dollaro mostra ancora i muscoli

Sul mercato valutario cresce ancora il dollaro, che arriva a quota 101 nel proprio paniere principale, spinto dalle dichiarazioni di Bullard. Sotto pressione Euro Dollaro, di nuovo sotto quota 1,08 anche se in guadagno dello 0,1% dopo mezz’ora di contrattazioni in Europa. Giù anche Sterlina Dollaro, sempre più vicino a rompere al ribasso il livello di 1,30. Contemporaneamente all’apprezzamento del dollaro prosegue l’indebolimento dello yen giapponese: il cambio ora è a 128,00 (+0.8%), tradotto: il biglietto verde non è mai stato così forte da maggio 2002. Invariato il Bitcoin a 40.721 $ (-0,25%), dopo esser sceso ai minimi del mese sotto il livello dei 40.000.

 

Lascia un commento

Related Post