Nonostante le tensioni geopolitiche e il bilanciamento dei rapporti di forza tra le potenze occidentali – Usa in primis – e orientali, la Cina resta uno dei principali partner dell’Italia quando si parla di interscambio commerciale. Nel 2022 la somma di esportazioni e importazioni è stato pari a quasi 74 miliardi di euro, stando all’Osservatorio economico del Ministero degli Esteri. Il dato è in forte crescita (+36 per cento) rispetto al 2021, quando ammontava a 54,2 miliardi.

Fra le regioni cinesi più importanti, in questo senso, c’è quella del Guangdong, e in particolare la città di Shenzhen, hub portuale della Cina del sud e collegamento con Hong Kong, nonché emblema dello sviluppo e dell’innovazione cinese.

Capire come consolidare il rapporto è stato uno dei temi al centro dell’incontro dal titolo “2023 Shenzen Global Trade and Investment Promotion conference”, svoltosi presso lo Spazio eventi Dealflower a Milano il 28 novembre, con il supporto di Sviluppo Cina e InvestHK,  alla presenza di rappresentanti commerciali quali Xiaoyu Sun, Chief Representative Shenzhen European Office; Guangyu Xiao, Representative, Shenzhen European Office; Geng Xiewei, Consigliere Economico e Commerciale del Consolato Generale della Repubblica Popolare Cinese a Milano; Guido Guidesi, Assessore Regionale allo Sviluppo Economico; David Doninotti, Segretario Generale, AICE. (Associazione Italiana Commercio Estero); Stefano De Paoli, Invest Hong Kong, Italy Representative e Presidente di Sviluppo Cina e Ana Río, Creative Global Director of Shenzhen International Furniture Fair.

“Shenzhen, come prima Zona Economica Speciale in Cina e una delle città centrali nell’area della Grande Baia Guangdong-Hong Kong-Macao, a seguito della politica della ‘Porta Aperta’, ha ottenuto notevoli risultati nell’apertura internazionale di alto livello, fungendo da “motore” nello sviluppo economico non solo nella provincia del Guangdong, ma in tutto il paese”, – ha commentato Geng Xiewei. Negli ultimi anni, ha aggiunto, “Shenzhen continua a cercare investimenti globali, attrarre talenti e a espandere gradualmente la sua attività, aumentando costantemente l’attrattività della regione per risorse globali di alta qualità e migliorando la sua competitività internazionale”. 

In particolare, ha sottolineato il funzionario, “l’Italia possiede competenze e esperienze gestionali all’avanguardia mondiale nei settori dei servizi moderni, dell’efficienza energetica e dell’ambiente, del creativo design della biomedicina e dello sviluppo di nuove energie. Inoltre i settore dei servizi sino-italiano si sta sviluppando in modo sano e l’ulteriore espansione delle dimensioni di mercato offriranno non solo enormi opportunità di collaborazione nell’ambito dei servizi tra le due parti, ma forniranno anche un forte impulso alla ripresa economica globale. Spero che le comunità imprenditoriali dei due paesi mantengano una stretta collaborazione, contribuendo allo sviluppo di Shenzhen e svolgendo un ruolo significativo nella promozione della cooperazione economica e commerciale tra la Cina e l’Italia”.

“Dealflower vuole rendere questo incontro un ciclo seriale per fare in modo che continui questa possibilità di incontro tra operatori cinesi e italiani, sia attraverso la tecnologia come abbiamo visto oggi con il collegamento di partecipanti da Shenzen sia come è la filosofia della nostra testata di creare occasioni di networking”, ha commentato Parete.

Dal tech al tessile

Si tratta di una prima assoluta, in Italia, per l’importante città cinese di Shenzhen (città del sud della Cina di oltre 20 milioni di abitanti, con livelli di reddito, consumi e PIL tra i più alti del paese), nota come l’hub tecnologico e finanziario asiatico che forma un unico tessuto urbano di quasi 30 milioni di abitanti, con la confinante Hong Kong.

Ma non solo tecnologia. Con l’Italia l’interscambio regionale coinvolge diversi settori, da quello dei mobili, design e arredamento, fino al tessile e all’abbigliamento, con particolare interesse al settore dell’intimo, le energie rinnovabili e la cooperazione tecnologica, il settore agro-alimentare.

All’incontro milanese hanno partecipato anche in collegamento remoto i rappresentanti dei principali cluster dell’economia della regione denominata Greater Bay Area, formata da Shenzhen, Hong Kong, Macao e altre otto città del sud della Cina che, insieme, contano oltre 70 milioni di abitanti e un PIL equivalente a quello di Paesi come Spagna e Australia, e di poco inferiore a quello dell’Italia.

Con l’incontro la delegazione di Shenzhen si propone di gettare le basi per un programma di iniziative volte a sviluppare un forte legame di cooperazione commerciale e tecnologica con l’Italia, per conquistare insieme i principali mercati interni ed asiatici, coniugando le enormi potenzialità del Made in Italy, con la posizione strategica, l’influenza, la potenza finanziaria e tecnologica della città cinese. Shenzhen è stata la prima Zona Economica Speciale in Cina, con privilegi amministrativi, fiscali, economici, logistici e doganali grazie ai quali è potuta crescere a ritmi impareggiabili, divenendo la città pilota per eccellenza dell’intero paese per l’attuazione delle riforme economiche.

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