Diecimila matricole in meno rispetto lo scorso anno. Dall’ambito agrario e veterinario a quello economico e giuridico, tutti i settori hanno perso iscritti per il biennio 2021/2022 rispetto a quello precedente. Gli unici a riconoscere un’aumento sono, invece, quello di informatica e medicina e farmacia.

Dai primi dati sulle iscrizioni al primo anno, elaborati dell’anagrafe del ministero dell’Università, emerge che il numero degli immatricolati al momento è 306.763, il 3% in meno rispetto a quello del biennio scorso (317.282, dato di gennaio 2021). Le perdite maggiori riguardano il genere femminile, ma non negli ambiti che registrano un andamento positivo generale e in quello giuridico in cui le ragazze sono più del doppio dei ragazzi.

Chi ha perso più studenti

Nonostante le difficoltà del Covid e della didattica a distanza, l’anno scorso (per il biennio 2020/2021) a gennaio si erano iscritti a un corso di laurea 317.282 studenti, di cui 178.979 donne (che poi sono diventate 184.040 ad agosto 2021) e 138.303 uomini (aumentati a 146.858). A fine anno, quindi, le matricole erano in totale 330.898 rispetto ai 463 mila diplomati alla maturità, registrando così una crescita del 5% rispetto al 2019 (313.141 matricole).

Ad oggi, dopo mesi di lockdown, sacrifici e vaccini, il numero delle matricole iscritte al biennio 2021/2022 è solo 306.763 su 469 mila diplomati lo scorso luglio. Rispetto a un anno fa, quindi, il numero delle ragazze iscritte è calato di più di 6mila unità (172.674), mentre quello dei ragazzi di solo 4mila (134.089).

A perdere più studenti è l’indirizzo di economia con 45.893 iscritti nel biennio 2021/2022 rispetto ai 50.767 di quello scorso (dato di agosto 2021). Nello specifico, si tratta di 4.874 iscritti in meno, di cui perlopiù sono ragazzi (2.679). Seguono scienze motorie con 3.975 iscritti in meno (da 12.751 a 8.776) e l’ambito linguistico con in meno 3.759 studenti (da 21.618 a 17.859). Se nel primo caso ad essere diminuiti sono sempre i ragazzi (di 2.617), nel secondo sono invece le ragazze ad aver deciso di non intraprendere gli studi linguistici (in meno 3.182 iscritte).

Le facoltà più scelte 

Gli unici due ambiti ad aver rilevato una crescita sono stati quello di informatica e medico-sanitario e farmaceutico. Per il biennio 2021/2022, infatti, 495 studenti in più hanno deciso di intraprendere gli studi informatici, di cui ben 161 sono ragazze (passando così da 1.105 iscritte nel biennio 2020/2021 a 1.266 a gennaio 2021). Mentre sono 296 gli studenti in più ad aver scelto l’ambito medico e farmaceutico, di cui la maggior parte sono ragazze (167 contro 129 iscritti maschi).

Non troppo negativa, ma rilevante, la perdita di 925 iscritti nell’ambito giuridico. Quest’anno si sono iscritti 22.314 studenti, rispetto ai 23.239 del biennio scorso. Ma la colpa è dei ragazzi: nel giro di un anno ben 1.107 studenti hanno deciso di non intraprendere gli studi giuridici, mentre sono ben 182 le ragazze in più ad aver scelto questa strada. La legge, dopotutto, è donna. Già dall’anno scorso le studentesse rappresentavano circa il doppio dei colleghi del genere opposto: da 14.903 ragazze contro 8.336 ragazzi del biennio 2020/2021 a 15.085 ragazze rispetto a 7.229 iscritti maschi di quest’anno.

Tuttavia, in un anno hanno perso diversi studenti anche l’ambito politico-sociale e comunicazione (2.480) e quello scientifico (2.175). Rilevante anche la differenza presente negli studi di ingegneria industriale e dell’informazione (1.506), educazione e formazione (1.289) e arte e design (1.273). Gli studi agrario-forestale e veterinario hanno riscontrato 1.06o iscritti in meno, psicologia 746, l’ambito letterario-umanistico 585 e architettura e ingegneria civile solo 279.

Un gap da colmare

In generale, le studentesse sono quelle ad averne risentito di più rispetto ai dati di un anno fa (con meno 6.305 iscritte, da 178.979 a 172.674 iscritte), mentre rispetto a quelli di agosto 2021 sono gli studenti maschi (con meno 12.769 iscritti, da 146.858 a 134.089).

L’ambito che ha perso più studentesse nel giro di un anno è quello linguistico che passa da 17.648 studentesse l’anno scorso a 14.466 quest’anno (con meno 3.182 iscritte). Segue quello economico con 2.195 ragazze in meno (da 22.322 a 20.127 iscritte), poi scienze motorie con meno 1.358 iscritte (da 3.617 a 2.259), l’ambito scientifico con meno 1.290 (da 23.229 a 21.939) e quello di educazione e formazione con meno 1.165 (da 15.073 a 13.908).

Come già indicato, invece, gli unici settori a rilevare un aumento di iscritte sono gli studi giuridici (182 in più rispetto al biennio scorso), medico-sanitario e farmaceutico (167 in più), informatici (161 in più) e quello di architettura e ingegneria civile (79 in più).

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