In questi giorni si sta molto parlando di calcio, non solo per i Mondiali in Qatar, ma anche per gli avvicendamenti societari alle porte, con alcuni fra i più blasonati club europei che sono stati messi in vendita. Fra queste squadre figurano le inglesi Manchester United e Liverpool, ma anche la francese Paris Saint Germain, che avrebbe messo sul mercato il 15% del proprio capitale sociale.

Vicino alla cessione ci sono anche alcune società italiane, come l’Inter, la Sampdoria, l’Hellas Verona e l’Udinese.

Sia per i club europei che per quelli italiani, le principali opzioni percorribili sono due. La prima porta verso gli Stati Uniti, mentre la seconda punta in direzione penisola arabica. Sta, invece, via via scomparendo dalla geografia del calcio europeo la Cina. Emblematica in questo senso è la recente operazione Manchester City, con il fondo americano Silver Lake arrivato a detenere il 14,5% del club inglese, dopo aver acquisito le quote della cinese China Media Capital.

Questa nuova distribuzione dei poteri nel mondo del pallone è anche legata alla diffusione delle multiproprietà calcistiche. Come riporta Rivista Undici, a tal proposito Paul Conway, finanziere e figura chiave del fondo americano Pacific Media Group (di cui si parlerà più avanti) ha spiegato: “Chi acquista più club può creare sinergia commerciale, nel senso di accordi internazionali e trasversali con gli sponsor, che quindi investono di più, e in mercati diversificati su scala globale; può creare sinergia interna, ovvero la possibilità di avere una dirigenza centralizzata e quindi di ridurre i costi del personale; può sfruttare il vantaggio derivato da quest’ultimo punto, ovvero una maggiore uniformità della strategia tecnica ed economica; infine, alla fine di questo ciclo, se le cose sono state fatte bene, può registrare un miglioramento armonico delle prestazioni calcistiche dell’azienda”.

Inter, Suning vende?

La messa in vendita dell’Inter è molto probabile, ma al momento non certa. Coma avevamo già spiegato lo scorso ottobre, secondo il Financial Times le banche Raine Group, istituto che ha lavorato anche alla cessione del Chelsea, e Goldman Sachs pare stiano cercando un acquirente per la società.

Tuttavia, sembra che Steven Zhang, attuale presidente dell’Inter nonché componente della famiglia proprietaria della società cinese Suning, azionista di maggioranza dei nerazzurri, non voglia vendere il club. Per far ciò l’unica soluzione potrebbe essere quella di rifinanziare il debito contratto con Oaktree Capital Management nel maggio del 2021, tramite un nuovo finanziamento, sempre con un credit fund. Secondo quanto spiegato dal giornalista de Il Sole 24 Ore, Carlo Festa, questa strada sarebbe difficilmente percorribile, perché il nuovo prestito avrebbe un tasso circa del 50% superiore rispetto a quello del 9% legato al finanziamento di Oaktree.

Tornando invece all’ipotesi cessione, la valutazione del club nerazzurro, che ha chiuso il bilancio al 30 giugno 2022 con un debito di 140 milioni di euro, si aggirerebbe sugli 1,2 miliardi. Si tratta della stessa cifra con cui il fondo statunitense RedBird si è aggiudicato la proprietà del Milan. Secondo vari rumor, tra gli interessati alla società calcistica milanese ci sarebbero cordate di imprenditori statunitensi, ma anche il fondo sovrano saudita Public Investment Fund – Pif. Da non escludere, poi, l’ipotesi dell’imprenditore svizzero Ernesto Bertarelli, ex patron della società farmaceutica Serono e appassionato di vela, che ha portato la barca elvetica Alinghi a vincere due America’s Cup.

Sampdoria, si fa avanti lo sceicco Al Thani

È stata ufficializzata lo scorso maggio la messa in vendita della Sampdoria, con il trustee Gianluca Vidal che ha deciso di affidare a Lazard la cessione dei blucerchiati. Dopo il fallimento delle società di Massimo Ferrero, il trust Rosan, facente capo al già citato Gianluca Vidal, ha infatti assunto il 100% delle quote di Sport e Spettacolo, che detiene il 99,9% dell’Unione Calcio Sampdoria.

In questo caso qualcosa di più concreto c’è, perché, come riportato anche dall’Ansa, per la Sampdoria si sarebbe fatta concretamente avanti la famiglia dello sceicco Khaled Al Thani, primo ministro del Qatar. Il paese che sta ospitando i Mondiali 2022 è già proprietario della maggioranza del Psg e del 21,67% dello Sporting Clube de Braga tramite il suo fondo sovrano. L’operazione che porterebbe la squadra genovese in mano saudita dovrebbe avere un valore di circa 40 milioni di euro.

Calcio in vendita

Setti smentisce, ma qualcosa per l’Hellas Verona si muove

Situazione più fumosa per quanto riguarda la società scaligera, il cui 100% è in mano all’imprenditore carpigiano Maurizio Setti, creatore del fashion group Antress Industry, conosciuto per il marchio Manila Grace. L’imprenditore dal 2018 possiede anche la maggioranza di Mantova 1911, squadra calcistica del capoluogo di provincia lombardo. Setti non ha mai avuto un vero ruolo nella società mantovana fino allo scorso 26 ottobre, quando ne è stato nominato consigliere delegato. Secondo molti media sportivi questo avvicendamento testimonierebbe la volontà dell’imprenditore di puntare sul Mantova e fare un passo indietro, invece, sull’Hellas Verona.

Nonostante circa un paio di settimane fa lo stesso Setti abbia smentito una possibile vendita del club scaligero, l’imprenditore ha comunque ammesso che ci sono interessamenti per la società. Secondo Il Sole 24 Ore, la scorsa estate si era fatto avanti il Pacific Media Group del finanziere americano Paul Conway. Il fondo statunitense ha già nel suo portafoglio le quote di ben sette club che militano nei campionati minori di Germania, Olanda, Francia, Svizzera e Inghilterra. Di recente il suo nome era stato accostato anche alla Sampdoria.

Secondo Tuttomercatoweb.com la situazione sarebbe più definita, con Deutsche Bank che sarebbe stata incaricata di cercare un acquirente per la squadra veneta. La richiesta di Setti si aggirerebbe sui 150 milioni di euro, ma forse si potrebbe raggiungere un accordo per un’eventuale cessione anche sui 120 milioni.

Anche l’Udinese verso la proprietà statunitense

Come svelato da Il Sole 24 Ore, l’Udinese Calcio sarebbe finita nel mirino del Group Nine Acquistion Group. Si tratta della Spac americana promossa da Group Nine Media, che si è quotata al Nyse nel gennaio del 2021. La Spac, dallo scorso maggio, è finita nella mani di 890 5th Avenue Partners, che ne ha acquisito il 70%.

Il destino del club friulano si incrocia inevitabilmente con quello del Watford, squadra inglese che gioca nella seconda divisione britannica. Entrambe le società appartengono infatti alla famiglia Pozzo, rappresentata in particolare da Giampaolo Pozzo e da suo figlio Gino, che sta infatti trattando anche la cessione di almeno una parte del club inglese.

La sola Udinese sarebbe valutata al momento circa 200 milioni di dollari, pari al cambio attuale a circa 191 milioni di euro. Mentre la valutazione del Watford si aggirerebbe sui 140 milioni di sterline, pari a circa 163,4 milioni di euro, ma potrebbe salire in caso di promozione in Premier League.

E gli altri club del calcio italiano?

Nel 2022 abbiamo assistito al passaggio di proprietà o all’ingresso di nuovi importanti investitori per molte squadre del nostro campionato. Si pensi per esempio al Milan passato al fondo RedBird, all’ingresso della cordata guidata da Stephen Pagliuca nel capitale sociale dell’Atalanta e alla cessione della Salernitana all’imprenditore Danilo Iervolino. E così, oltre ciò che riguarda i club di cui si è già detto, non sembrano potersi concretizzarsi altre grandi manovre.

Negli ultimi giorni, però, si è parlato anche di una possibile cessione del Ssc Napoli Calcio. Secondo Milano Finanza, per il club partenopeo sarebbe di recente arrivata una maxi-offerta da un investitore messicano. Nonostante ciò, finora il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis si è dimostrato disinteressato alle varie proposte e ha dichiarato di aver addirittura rifiutato in estate un’offerta da 2,5 miliardi di euro.

Per ora dunque nulla di concerto, ma bisogna considerare che dal 2018 i De Laurentiis sono proprietari anche del Ssc Bari, che attualmente gioca in Serie B, occupandone la terza posizione in classifica. In caso di promozione in Serie A del club pugliese, la famiglia De Laurentiis sarebbe costretta a vendere una delle due squadre, come accaduto al patron della Lazio Claudio Lotito con la Salernitana.

Infine, c’è la questione Juventus: dopo la bufera che ha travolto i bianconeri, si inizia a parlare anche di una sua possibile cessione. Sarebbe la fine di un’era, che potrebbe arrivare proprio nel 2023, anno in cui si celebrerebbe il centenario del legame tra il club piemontese e la famiglia Agnelli.

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