Nuovo, aspro, capitolo nella battaglia per il controllo delle Generali. Dopo oltre 12 anni al vertice della compagnia di Trieste, Francesco Gaetano Caltagirone (nella foto) lascia il consiglio di amministrazione e si dimette dalla carica di vice presidente del gruppo della compagnia assicurativa di cui è anche secondo azionista all’8,04%.

Caltagirone era membro del cda di Generali dal 2007 ed era poi diventato vicepresidente della società nel 2010.

Le motivazioni

L’annuncio è arrivato in una lettera inviata al board in cui l’imprenditore romano ha duramente criticato le modalità di lavoro del cda “richiamando un quadro nel quale la sua persona sarebbe palesemente osteggiata, impedita dal dare il proprio contributo critico e ad assicurare un controllo adeguato, facendo riferimento alle modalità di lavoro del consiglio di amministrazione e in particolare: alla presentazione e approvazione del piano strategico; alla procedura per la presentazione di una lista da parte del Consiglio; alle modalità di applicazione della normativa sulle informazioni privilegiate; all’informativa sui rapporti con i media e con i soci significativi, ancorché titolari di partecipazioni inferiori alle soglie di rilevanza”. Per Caltagirone, in sostanza, sarebbe inutile partecipare a un board dove le decisioni di fatto non vengono discusse ma sono prese in altre sedi.

Uno stappo che non sorprende e che è anzi coerente con l’opposizione portata avanti da Caltagirone, assieme a Leonardo Del Vecchio e poi anche alla Fondazione Crt uniti in un patto per una rappresentanza di oltre il 16% delle azioni. Lo scontro, come noto, è con l’asse guidata da Mediobanca – titolare del 17% delle azioni molte delle quali in prestito – che sostiene l’attuale amministratore delegato Philippe Donnet – che a dicembre ha presentato il nuovo piano industriale – d’accordo con De Agostini, altro azionista di peso del gruppo.

Aprile e piani alternativi

Cosa succederà ora? Di certo sarà necessario trovare un sostituto vice presidente, una figura probabilmente poco ingombrante e temporanea,  in previsione dell’assemblea del prossimo aprile, nella quale dovrà essere rinnovata la gestione di Generali. Magari un interim, si vedrà. Nel frattempo il patto sta lavorando a proprie proposte e a un piano industriale alternativo, che stando a indiscrezioni dovrebbe essere presentato a febbraio, mentre Mediobanca è al lavoro per proporre una lista di nomi in continuità con l’attuale consiglio di amministrazione, mantenendo Donnet al suo posto, in carica da cinque anni.

Intanto il presidente Gabriele Galateri di Genola ha espresso “vivo rammarico e sorpresa per la decisione assunta”da Caltagirone. E ha respinto le accuse, ricordando che la società ha “sempre condotto la sua attività secondo criteri di assoluta trasparenza e rigorosa correttezza”.

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