Metaverse Agency, architetti virtuali e meta-case: tutto vero. O, forse, ancora non del tutto. L’interesse per il metaverso sta esplodendo in diversi settori, fra cui quello del real estate. Tra i vari segmenti economici, infatti, anche quello immobiliare sta trovando una sua naturale collocazione in questo mondo e ha registrato negli ultimi dodici mesi un’importante e costante crescita. L’aumento degli “investimenti immobiliari” a livello globale si è concretizzato alla fine del 2021 e per il 2022 si prevedono circa 1,5 miliardi di euro, che potrebbero sfiorare il 2,5 miliardi nel 2023 e gli oltre 3,5 nel 2025.  Queste sono solo alcune previsioni che emergono dalla ricerca La Casa nel Metaverso a cura di Scenari Immobiliari, presentata oggi a Milano nel corso del convegno Forum dell’Abitare 2022. Il rapporto si articola in tre diversi livelli di analisi: situazioni di mercato, situazione nel metaverso e la casa ideale.

Quanti investimenti?

La casa è diventata – anche complice la pandemia da Covid-19 – uno spazio anche virtuale di interazione fra diversi attore, spiega la ricerca realizzata in collaborazione con Abitare Co. In questa fase embrionale del metaverso, si nota, è iniziata una vera e propria trasformazione del mercato con l’acquisto di lotti di terreno e isole private, realizzazione di spazi per la moda, scambio di opere d’arte, partecipazione ad eventi. Si tratta di un momento di svolta per l’industria immobiliare attualmente fondata sulla produzione di stock e in futuro concentrata sulla domanda ideale e sull’ottimizzazione del processo produttivo, spiegano i relatori.

“Attualmente – ha commentato Francesca Zirnstein, direttore generale di Scenari Immobiliari – il metaverso è, prima di ogni altra cosa, un innovativo mezzo di divulgazione per il mondo della comunicazione, dei giochi, del marketing e della moda, che stanno trovando in questi spazi virtuali una nuova vetrina adatta a interessare i possibili acquirenti, in costante aumento. Le aspirazioni dei costruttori, tuttavia, vanno oltre questa tradizionale caratteristica e la progettazione di ambienti molteplici e riconoscibili, tipologici e funzionali, punta alla realizzazione di un mondo virtuale che ambisce a diventare un asset class di investimenti concreta“.

L’aumento degli investimenti in ambito immobiliare si è concretizzato alla fine del 2021: fino a dicembre 2020, infatti, nonostante gli annunci di transazioni di lotti virtuali di terreno a prezzi in crescita mensilmente anche oltre il mille per cento, il numero di transazioni era estremamente limitato e, dalle prime compravendite su SuperWorld nel 2018, aveva totalizzato circa 62 milioni di euro. Dopo l’annuncio di Mark Zuckerberg relativo agli investimenti la situazione è mutata, al punto che, a livello generale,  si stima un mercato da 190 miliardi di euro entro il 2025.

Si comprendono così le grandi aspettative per il 2022. La spiccata dipendenza dimostrata da questo tipo di investimenti nei confronti dell’impressione scatenata dall’informazione mediatica ha manifestato tutta la sua forza nei primi mesi dell’anno in corso, con gennaio e febbraio che hanno chiuso entrambi con circa 80 milioni di euro di allocazioni e i mesi successivi con circa la metà. Tuttavia, però, il 2022 avrebbe quindi restituito una performance complessiva ben inferiore rispetto alle previsioni di fine 2021 se, durante il mese di marzo non fosse stata annunciata la creazione di un nuovo Metaverso, Otherside, che ha portato sul mercato circa 55mila lotti di terreno ceduti
in pochi giorni a circa 790 milioni di euro complessivi. “Si tratta di un mercato fluttuante e da costruire”, fa notare il direttore generale di Scenari Immobiliari.

Comprare nel metaverso 

Attualmente a monopolizzare il mercato sono le quattro principali piattaforme, The Sandbox, Decentraland, Cryptovoxels e Somnium, su cui si trovano in commercio circa 270 mila meta-proprietà immobiliari di diverse dimensioni. Le stesse non hanno un mercato regolamentato, il funzionamento è basato sui parcel, appezzamenti o lotti di terra virtuali messi a disposizione da ogni piattaforma. Gli utenti possono quindi comprare un appezzamento per poi costruirvi un immobile, proprio simulando ciò che avviene nel mondo reale, con operazioni di acquisizione che possono essere gestite da agenti o broker che operano nel metaverso e chiudono le transazioni tramite smart contracts.

Il valore di vendita dei singoli beni, nonostante lo scambio avvenga in un mondo virtuale, risponde a dinamiche immobiliari già presenti nel mondo reale, nota lo studio. Tra tutte le realtà esistenti, spiccano le transazioni effettuate in The Sanbox che, nel 2021, ha fatto registrare i maggiori livelli di scambi, con 65mila transazioni e un totale di 350 milioni di dollari di investimenti, risultato tre volte superiore a quanto raggiunto dal secondo metaverso più grande Decentraland, che per lo stesso anno ne ha “concretizzate” 21 mila, per un valore totale di 110 milioni di dollari.

Il mercato immobiliare del metaverso è, dunque, evidentemente in costante sviluppo, con un volume di affari in forte espansione e con grande attenzione nei confronti dell’asset immobiliare costituito dai meta-terreni, considerati oggi meno rischiosi di altri tipi di investimento. Attualmente si stima che il valore complessivo del patrimonio immobiliare nei metaverso ammonterà a quasi 2,5 miliardi di euro entro la fine del 2022 e che potrebbe crescere nel corso del prossimo triennio, fino a sfiorare i 28 miliardi di euro nel 2025. Tuttavia, fa notare Zirnstein “in questo momento il valore del mercato è uguale a quello degli investimenti. Nel futuro occorre osservare come si svilupperà questo mondo. Potrà sicuramente essere un asset class del domani, ma servono chiare regole anche per quanto riguarda l’utilizzo della tecnologia su cui tutto si fonda, ovvero la blockchain”.

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