Cdp continua a lavorare alla sua offerta per la realizzazione del progetto della rete unica ma il cammino è in salita. Ci sono diverse implicazioni sia tecniche che politiche che mettono in forse l’ingresso in solitaria della Cassa all’interno del deal. Proprio per questo la società guidata da Dario Scannapieco apre alla possibilità di lavorare in tandem con diversi soggetti, compreso Kkr che all’inizio del mese scorso ha fatto recapitare al Cda di Tim una proposta di acquisto per NetCo, la società che accorpa tutti gli asset infrastrutturali.

“Stiamo lavorando all’offerta”, ha spiegato Francesco Mele, ad di Cdp Equity, a margine della presentazione della mostra “Costruire il futuro” organizzata da Webuild di cui Mele è consigliere di amministrazione. “Bisogna allineare tutti gli interessi in gioco e non è un lavoro facile. C’è un interesse Paese di creare una rete efficiente e noi vogliamo contribuire a farla. Se avremo un ruolo non dipende solo da noi”.

La presentazione o meno di una offerta per la rete non è una questione che riguarda solo la Cassa. “Non dipende solo da noi”, ha spiegato il top manager che ha sottolineato la necessità di “chiarire una serie di aspetti tecnici. Valuteremo e faremo il possibile per poterlo fare”.

I fattori in gioco

Sul tavolo ci sono diversi aspetti che devono essere considerati. Accanto ai tecnicismi e alle complessità che un’operazione del genere porta con sé, a complicare il quadro c’è la questione politica.

“Tecnicamente non è facile”, ha detto Mele perché si tratta di preparare una “offerta che ha delle implicazioni industriali, legali e competitive che devono essere valutate con attenzione. Poi c’è un disegno politico che indica quello che è il desiderio di creare una rete nazionale a controllo pubblico che si può fare in molti modi e non necessariamente con noi. Noi abbiamo un ruolo, abbiamo già investito in passato.  Siamo un investitore in infrastrutture e quindi abbiamo una buona esperienza e pensiamo di poter contribuire al progetto”.

La Cassa pronta a dialogare, anche con Kkr

Cdp è pronta a intavolare discussioni con tutti i soggetti coinvolti, compreso Kkr. “Abbiamo rapporti con tutti”, ha spiegato l’ad.

“A noi piace lavorare con altri investitori, quindi anche con Kkr. Per noi lavorare con altri investitori è un elemento che ci permette di fare più cose e quindi non abbiamo la presunzione di lavorare da soli. Siamo aperti”.

I margini per poter modificare il perimetro dell’offerta presentata dal fondo americano ci sono. Dopotutto il Cda di Tim, pur avendo apprezzato la proposta ha chiesto a Kkr di apportare delle migliorie.

“Il Consiglio”, aveva scritto Tim in una nota, ha “molto apprezzato” l’interesse espresso nell’offerta non vincolante, pur considerando che la stessa non riflette pienamente il valore dell’asset e le aspettative di Tim, anche in termini di sostenibilità della società risultante dall’operazione contemplata. Pertanto, per favorire l’allineamento delle condizioni dell’operazione proposta rispetto al quadro strategico rilevante per Tim, il Consiglio ha deliberato di mettere a disposizione di Kkr – non in esclusiva – alcuni specifici elementi informativi e di richiedere le ulteriori indicazioni necessarie per comprendere a pieno gli assunti e gli economics della proposta. L’obiettivo è quello di ricevere un’offerta migliorativa entro il 31 marzo prossimo”.

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