Cassa Depositi e Prestiti (CDP) mette sul piatto 65 miliardi in tre anni, per sostenere un piano di investimenti da 128 miliardi. Sono i numeri del piano strategico 2022-2024 del gruppo guidato all’amministratore delegato Dario Scannapieco (a sinistra nella foto di copertina). Un piano che punta a fare della Cassa il volàno degli investimenti previsti dal Pnrr. E che ribadisce il ruolo del gruppo come presidio degli asset strategici.

Investimenti in chiave Esg

Il piano individua quattro aree prioritarie: cambiamento climatico, crescita inclusiva, sostegno alle filiere produttive, innovazione e digitalizzazione. L’operatività di CDP sarà trasformata, si legge in un comunicato, e si svilupperà su tre grandi pilastri: analisi settoriale, advisory e assistenza tecnica, funzione di istituto promozionale di sviluppo.

I progetti verranno vagliati secondo criteri selettivi, che guarderanno soprattutto al rispetto dei principi Esg.

Il portafoglio equity diretto avrà natura di stabilità (partecipazioni strategiche) e carattere rotativo (interventi di scopo). L’impegno nell’immobiliare, anche con le fondazioni di origine bancaria, punterà su rigenerazione urbana e social, senior e student housing.

Il cda presieduto da Giovanni Gorno Tempini (a destra nella foto di copertina) ha varato un piano che punta a una crescita sostenibile dell’economia, a colmare i ritardi del Paese e individuare le priorità di azione, a essere vicino a territori e imprese, ad adottare politiche settoriali per i finanziamenti basate su selettività e rispetto dei criteri Esg, a promuovere l’inclusione e la parità di genere, a rafforzare le competenze tecniche interne per attrarre nuovi talenti e diventare un centro di eccellenza al servizio del progresso e della competitività dell’Italia. Insomma, CDP si propone come il motore finanziario nell’implementazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).

Le sfide del triennio sono: cambiamento climatico e tutela dell’ecosistema, crescita inclusiva e sostenibile, ripensamento delle filiere produttive, digitalizzazione e innovazione.

A queste sfide corrispondono dieci campi di intervento per CDP, che baserà l’impegno sul rispetto degli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’Onu per lo Sviluppo sostenibile, intercettando, come si diceva, anche molte delle missioni Pnrr.

La cassa impegnerà risorse per 65 miliardi (+5% rispetto al periodo precedente), attirando 63 miliardi da terzi (+27%) e attivando nel complesso investimenti per 128 miliardi (+14%).

I tre pilastri della strategia operativa

  1. Il primo si basa su una attività di analisi strategica e settoriale, centrata anche sulla individuazione dei ritardi da colmare e sulle best practice internazionali per l’adozione di specifiche politiche di finanziamento e investimento (policy). Tali policy saranno una guida ex-ante alle decisioni e permetteranno la misurazione ex-post dell’impatto, in termini sociali, economici e ambientali grazie all’introduzione di un nuovo modello di funzionamento. L’intera operatività sarà basata quindi su criteri di selettività delle operazioni esaminate. Per questo, CDP punterà al rafforzamento delle capacità di analisi e alla creazione di competence center specializzati per aree tematiche, anche grazie all’attrazione di nuovi talenti: sviluppo e rigenerazione urbana, risorse naturali energia e ambiente, trasporti, infrastrutture sociali, innovazione e digitalizzazione.
  1. Secondo pilastro è il deciso rafforzamento dell’advisory e della gestione di fondi pubblici, nazionali ed europei, soprattutto a beneficio della pubblica amministrazione. E con l’intento di orientare gli investimenti verso progetti di qualità.
  1. Il terzo pilastro è legato al ruolo di CDP come istituto di promozione e sviluppo attraverso l’offerta di strumenti finanziari a disposizione di imprese e pubblica amministrazione, in modo da coprire ogni necessità nel ciclo di vita di un’azienda o di un progetto, con una forte azione rivolta alla cooperazione internazionale e alla finanza per lo sviluppo. L’azione di CDP dovrà essere addizionale e complementare rispetto alle altre forme di finanziamento disponibili, inclusiva e non divisiva nei confronti del mercato. 

Finanziamenti, garanzie e sostenibilità

CDP incrementerà l’azione di sostegno alle infrastrutture, alla pubblica amministrazione e alle imprese attraverso una politica in grado di stimolare investimenti virtuosi, in linea con i criteri di sostenibilità Esg. A tal fine, rafforzerà la capacità di valutazione tecnica e potenzierà i meccanismi di blending tra risorse proprie e risorse di terzi. Inoltre, sosterrà le imprese nell’internazionalizzazione garantendo un impegno diretto attraverso risorse proprie e sviluppando strumenti di non-bank lending. Strumenti finanziari, valutazione tecnica, advisory e blending saranno funzionali anche al rafforzamento del ruolo di CDP nel settore della cooperazione internazionale, in partnership con le banche di sviluppo multilaterali.

Un presidio delle infrastrutture strategiche

Negli ultimi anni il portafoglio equity di CDP è cresciuto in modo significativo. Con il piano verrà adottata una nuova logica di gestione delle partecipazioni e degli interventi. Da una parte, quelle considerate strategiche, dove CDP manterrà un ruolo di azionista stabile a presidio di infrastrutture o asset rilevanti per il Paese. Dall’altra, gli interventi di scopo, dove l’impegno è finalizzato alla crescita o alla stabilizzazione di imprese in settori chiave, ma con logiche di uscita e di rotazione di capitale. In questo ambito, cosi come nel private equity e venture capital, dove è previsto un impegno crescente, l’operatività si dovrà basare sul principio del crowding-in, cioè sulla capacità di attrarre risorse da altri investitori.

Il riferimento a una presenza stabile nelle infrastrutture strategiche può facilmente essere letto alla luce di quanto sta accadendo su Tim. L’offerta di KKR, ammesso che si concretizzi dopo la due diligence, non potrà non tenere conto di CDP come garante dell’interesse pubblico nelle infrastrutture di rete.

Real estate

Per quanto riguarda il settore immobiliare, oltre a confermare l’impegno nel settore del turismo, CDP punterà su social, senior e student housing, con l’obiettivo di realizzare un forte impatto sul territorio grazie alla partnership con le fondazioni di origine bancaria. Il piano preconizza una collaborazione in progetti di rigenerazione urbana, con particolare attenzione al Sud. Nel complesso, la gestione del portafoglio immobiliare si baserà su criteri di valorizzazione o vendita diretta, con principi di trasparenza e massimizzazione del valore.

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