Una notizia che però non è una notizia. Perché i delisting, l’ultimo quello di Labomar, una notizia lo sono, di per sé, ma nell’ultimo anno e mezzo sono stati talmente numerosi che non sorprendono più.

Quanto a Labomar, la società quotata su Euronext Growth Milan e attiva nello sviluppo e produzione di integratori alimentari e dispositivi medici si appresa a lasciare Piazza Affari dopo meno di tre anni di permanenza sul listino già noto come AIM Italia. A promuovere il delisting è l’azionista di controllo Walter Bertin, tramite il veicolo societario LBM Next, in parternship con il private equity Charterhouse, i quali hanno annunciato un’offerta pubblica d’acquisto (OPA) volontaria totalitaria sulle azioni della società.

L’opa segue quella lanciata su Digital 360 da Three Hills Capital proprio lo scorso venerdì.

L’operazione

Nel dettaglio, l’offerta è promossa da LBM Next in concerto con “CCP NO. 7.2 LIMITED” -veicolo societario inglese controllato in ultima istanza da Charterhouse -, LBM Holding, Claudio De Nadai, Master Lab quale anchor Investor fin dal suo ingresso su Euronext Growth Milan, e il fondatore Walter Bertin.

L’offerta riguarderà massime 5.987.486 azioni pari al 32,393% del capitale sociale di Labomar, cioè la totalità delle azioni escluse le partecipazioni di LBM Holding e Claudio De Nadai per poco meno del 74% le quali, subordinatamente all’avveramento o alla rinuncia delle condizioni dell’offerta, saranno oggetto di conferimento nell’offerente.

Il corrispettivo è pari a 10 euro per azione, che incorpora un premio del 14,1% rispetto al prezzo ufficiale alla chiusura del 19 maggio 2023, per un controvalore totale dell’offerta – quindi a condizione che l’offerente venga detenere, congiuntamente alle azioni detenute dalle persone che agiscono di concerto, una partecipazione complessiva superiore al 90% del capitale, di 59,87 milioni di euro. La valorizzazione della società è di circa 180 milioni, pari alla capitalizzazione attuale di borsa di 182 milioni.

 

In Borsa il titolo si è allineato con l’offerta.

Charterhouse “supporterà l’offerta attraverso l’apporto in favore dell’offerente della provvista finanziaria necessaria per il pagamento dell’esborso massimo convertendo tale apporto in capitale dell’offerente stesso in caso di successo dell’offerta stessa”.

In caso di delisting, poi, diverrà efficace un patto parasociale essenzialmente volto a regolare la futura corporate governance di LBM Next nonché il relativo assetto azionario tra i promotori dell’operazione che prevede, tra l’altro, restrizioni alla circolazione delle partecipazioni oggetto del patto stesso.

Labomar chiuso il 2022 con un fatturato consolidato preliminare pari a circa 92 milioni di euro, di cui il 46% realizzato nei mercati internazionali. L’incremento rispetto al fatturato consolidato realizzato nel 2021, pari a circa 65 milioni di euro, è del 41,5%.

Gli advisor

L’offerente è assistito da Intesa Sanpaolo Divisione IMI-CIB quale advisor finanziario e da Pavia e Ansaldo Studio Legale quale advisor legale.

Intesa Sanpaolo ha agito in qualità di Financial Advisor di LBM Next, attraverso la struttura di Corporate Finance della Divisione IMI Corporate & Investment Banking dedicata alle Mid Cap, guidata da Andrea Falchetti e che vede riferire ad Andrea Ballestri i desk di origination e di execution che seguono la clientela italiana. Le figure senior del team che hanno originato e portato a termine il deal sono state Antonio Angelillo (Head of Mid Cap Corporate Finance Origination, nella foto) e Andrea Piretti.

Charterhouse è assistito da Gianni & Origoni quale advisor legale e da Mediobanca quale advisor finanziario con Luca Mangiagalli. Master Lab è stata assistita da Gitti and Partners Studio Legale Associato.

New Deal Advisors ha assistito Charterhouse occupandosi della financial due diligence con un team guidato dal Partner Antonio Ficetti Gasco.

Lascia un commento

Articolo correlato