Un piano b che si sta delineando. L’assetto delle società operative di Chiara Ferragni, dopo lo scandalo del pandoro Balocco, la multa dell’Antitrust e le indagini per truffa riguardanti le modalità di vendita delle uova di Pasqua Dolci Preziosi e della bambola Trudi, sta cambiando profondamente. Ora arriva un “ciao ciao” di peso che segna forse un nuovo inizio. Fabio Maria Damato, manager di punta di Fenice e Tbs Crew, braccio destro dell’influencer dal 2017 al momento indagato per concorso in truffa aggravata, ha lasciato i propri ruoli nelle controllate.

Le società Fenice e Tbs Crew – la prima licenziataria dei marchi riconducibili a Ferragni e la seconda sorta di talent agency e gestore di ecommerce –  comunicano in una nota che dal 16 giugno il manager “cesserà dalla funzione di direttore generale e consigliere di entrambe le aziende per perseguire altre opportunità professionali”.

“Il cambiamento – prosegue la nota – fa parte di un percorso di rinnovamento aziendale“. Ma già su questo addio si consuma una prima polemica. Damato ha fatto sapere tramite il proprio profilo Instagram di non “essere stato licenziato” ma di “essersi dimesso” dai propri ruoli in “Tbs” e nel “Chiara Ferragni brand”.

Le mosse nell’assetto manageriale: l’ingresso di mamma Di Guardo

Altra mossa di rinnovamento che non tiene conto dell’affiancamento legale e dello sforzo comunicativo utile per la ripartenza. La settimana scorsa Marina Di Guardo, madre della 37enne, ha ricevuto le deleghe in Sisterhood, la holding personale di Chiara Ferragni che controlla gli immobili superlusso e le società operative Fenice e Tbs.

Come spiega il Corriere della Sera, con l’atto sottoscritto dal notaio milanese Patrizia Leccardi, i poteri di mamma Ferragni, tra cui quello di assumere e licenziare personale, si sarebbero comunque sovrapposti a quelli dell’ex manager Damato prima dell’addio di quest’ultimo.

 

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L’arrivo di Lorenzo Castelli e l’apertura al mercato asiatico e mediorientale

Wind of change quindi, e non poteva non essere così per evitare che il contraccolpo finanziario sulle società che coinvolgono Ferragni diventasse davvero troppo deciso per un’eventuale ripresa e in attesa dell’iniezione di capitale di 5-6 milioni considerata cruciale per riequilibrare i conti. Indubbio quindi che si dovesse comunque dare un segnale anche a livello manageriale.

Ma Di Guardo non basta considerando la scarsa esperienza in ambito manageriale. E Ferragni ha un impero. Notizia delle ultime ore è quindi quella di un cambio in Fenice, secondo quanto ricostruito dal quotidiano Il Messaggero.

L’ingresso di Lorenzo Castelli

Come fa sapere il giornale del gruppo Caltagirone, Alchimia, il primo azionista della srl Fenice con il 40% e facente capo a Paolo Barletta, investitore italiano di venture capital, avrebbe incaricato un proprio manager e co-fondatore – Lorenzo Castelli – con il compito di mettere in sicurezza le società Fenice, colpita da una multa dell’Antitrust da 400mila euro per pubblicità ingannevole. Castelli dovrebbe inoltre pensare allo sviluppo futuro del business e sarebbe l’uomo forte di Alchimia.

Fenice è una controllata di Sisterhood al 32%, mentre il 27,5% appartiene all’imprenditore pugliese Pasquale Morgese e la restante percentuale, appunto, è nelle mani di Alchimia. Castelli si aggiunge inoltre ad Alessandro Marina, consulente della moda milanese che alcune settimane fa è stato inserito dalla Ferragni nel team con i compiti di riallacciare i rapporti commerciali indeboliti dagli scandali e dalle inchieste in corso.

Proprio l’arrivo di Castelli sarebbe la punta di diamante della strategia di Alchimia per rafforzare le partneship commerciali dopo due scioglimenti di peso nei contratti come quelli di Safilo e Pigna. Alchimia inoltre avrebbe ripreso i negoziati con Avm Gestioni di Giovanna Dossena per favorire un ingresso in Fenice o nella stessa Alchimia. Altro ruolo per Castelli sarebbe quello di spostare il core business di Fenice sui mercati mediorientali e asiatici puntando quindi maggiormente sui contratti esteri.

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