In fondo, non è poi tanto diverso con le dinamiche già osservate tra Russia e Ucraina. La Cina che usa le esercitazioni aeree e marittime intorno a Taiwan per preparare l’invasione dell’isola ricorda molto Mosca, che sostanzialmente ha agito allo stesso modo con Kiev all’inizio dell’anno, mentre il premier ucraino Zelensky denunciava un imminente invasione. Ed è quello che ha dichiarato il ministro degli Esteri di Taipei, Joseph Wu: “La Cina ha usato le esercitazioni e il suo manuale militare per prepararsi all’invasione di Taiwan e alterare lo status quo nello Stretto e nell’intera regione dell’Asia Pacifico”.

Piazza Affari oscilla attorno allo zero, spread verso i 210 pb

Le borse si dimostrarono sin da subito nervose. E nella seduta odierna, almeno in apertura, i mercati si mostrano attenti a queste nuove tensioni geopolitiche, quantomeno ancora senza direzione, aspettando il dato sull’inflazione americana, atteso per mercoledì. Piazza Affari è piatta, -0,02% a 22.727 punti. Sotto la parità Francoforte, -0,16% a 13.665 punti. Anche Parigi rimane poco distante dallo zero, -0,09% a 6.518 punti mentre Madrid segna +0,08% a 8.278 punti. Tutte le piazze si muovono all’interno dei valori della vigilia, poco supportate dalla seduta anonima di Wall Street e dal rosso di Tokyo (-0,8%) influenzato dalle perdite di SoftBank. Sempre sopra i 200 punti base lo spread, che in mattinata si muove verso quota 207, in lieve rialzo, con il rendimento del btp al 3% e quello del Bund tedesco che rende lo 0,9%.


 Grf Ftse Mib by Borsa Italiana

Stm il titolo migliore, vendite su Saipem

Nel Ftse Mib il titolo migliore in apertura è Stmicroelectronics, +1,39% a proseguire la seduta positiva per il settore tecnologico anche della vigilia. In progresso Diasorin +1% e Moncler, +0,6%. Tra i più venduti spicca Saipem, -1%, seguita da Unipol e Iveco, che cedono lo 0,9%. Giornata fiacca sul fronte macroeconomico, si attende nel pomeriggio la stima dell’Eia su domanda e consumi di carburante negli Stati Uniti mentre in serata l’American Petroleum Institute pubblicherà il dato aggiornato sulle scorte di petrolio.

Il prezzo del petrolio “attende” le trattative tra Occidente e Iran

E a proposito di petrolio, anche Wti e Brent soffrono delle tensioni geopolitiche, in particolare quelle che riguardano Iran e Occidente per rilanciare l’accordo sul nucleare del 2015, che potrebbe preparare il terreno per un aumento delle esportazioni di greggio da Teheran di almeno un milione di barili al giorno, in grado di spingere il prezzo del petrolio ulteriormente al ribasso. Lunedì l’Ue ha presentato un testo finale, in attesa che venga approvato da Usa e Iran. All’apertura delle borse europee il Wti cede lo 0,8% a 89,9 dollari al barile (grafico sotto), Brent -0,8% a 95,9 $.

Ancora forte la domanda europea per il natural gas Usa

Il Natural Gas americano si muove in area 7,6 dollari per Mmbtu (+0,1%, grafico sotto) mentre il prezzo all’ingrosso del gas europeo è a quota 190 euro per megawattora, in ribasso dello 0,8%. Da una parte ci  sono le prospettive di una domanda più debole per le temperature meno calde e i livelli record di produzione. Dall’altra la domanda dell’Europa poiché il gasdotto Nord Stream 1 è attualmente in funzione al 20% della capacità per le forniture alla Germania, che non ha acconsentito alla richiesta di pagamenti in rubli, al pari di Danimarca, Finlandia, Bulgaria, Paesi Bassi e Polonia, a cui Mosca ha definitivamente interrotto i flussi.

Movimento rialzista del rublo

Sul fronte del mercato valutario il dollaro consolida area 106,2 sul Dollar index, in ribasso dello 0,1% (grafico sotto). Da segnalare il movimento rialzista del rublo, che guadagna oltre il 2% sia sul biglietto verde che sull’euro dopo che la Turchia ha accettato di pagare le forniture di energia parzialmente in valuta russa. La moneta unica vale ancora 1,02 nel cambio con il dollaro (+0,17%) mentre la sterlina si muove al rialzo dello 0,09%, a 1,2084. Bitcoin poco mosso a 23.844 (+0,1%).

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