• Anche in Italia il fermento attorno agli Esg inizia ad avere effetti visibili nel dealmaking

  • Nell’energy a trainare sono soprattutto i i nuovi vettori energetici, come il Cng, Lng e l’idrogeno

  • Predica con CA Vita che ha rilevato il 30% di EF Solare è fra io 10 top deal Italy & Iberia secondo Datasite

Non è sicuramente una sorpresa che l’attività m&a nel 2021 veda la sostenibilità sempre più protagonista. Basti pensare alle disponibilità di risorse che il recovery fund metterà a disposizione per agevolare il processo di trasformazione e modernizzazione delle aziende con un focus proprio sulla transizione energetica, salute, sicurezza, digitale e mobilità. Tutti comparti che potranno vedere un crescente movimenti di operazioni di fusione e acquisizione.

Già a fine 2020, come scrive il Financial Times, l’83% dei leader aziendali affermava che i fattori Esg saranno sempre più cruciali nel sustainable dealmaking futuro. Ponendo l’accento proprio sul lungo termine, la crescita dell’attenzione verso gli Esg è sicuramente una sfida e un’opportunità per il mercato. Nel dettaglio, a guidare l’m&a sono essenzialmente due spinte: da un lato, la volontà di aziende con record ancora bassi verso altre con valori Esg già consolidati e dall’altro il flusso contrario, investire cioè in business che hanno del potenziale per raggiungere e svilupparsi pienamente in materia Esg. Inoltre, i private equity stanno trovando modi per monetizzare le proprie strategie Esg riducendo il costo del capitale.

Complice la pandemia e una crescente attenzione a questi temi da parte delle nuove generazioni, gli Esg stanno divendando cruciali per aziende e investitori in un mercato in cui anche le acqusizioni seguono queste logiche a livello globale. I consigli di amministrazione, infatti, sono alla ricerca di opportunità per piazzarsi in prima fila per quanto riguarda ifattori ESG e le aziende possono utilizzare m&a per raggiungere i propri obiettivi ESG. Un fermento che vede anche gli advisor finanziari e legali mobilitarsi a loro volta, con la nascita di team tematici e focus area specifiche (basti pensare alla costituzione da parte Deloitte Legal di un nuovo team Esg).

Lo scenario italiano

Il comparto energy è sicuramente quello è coinvolto in prima linea da questa tendenza. O meglio, secondo gli ultimi dati, la conferma. Infatti, secondo l’ultimo report di EY sui trend m&a in Italia, il settore dell’energia vede un graduale rientro dei principali indicatori delle commodity. Nel dettaglio, però, si nota che oltre alla ripresa dei fondamentali del settore – fortemente impattati dalla pandemia – continua la rivoluzione portata dall’energy transition. Infatti la crescita per i nuovi vettori energetici, come il Cng, Lng e l’idrogeno o per nuove tecnologie come la produzione di biometano o gli elettrolizzatori, rientra nello scenario Esg.

In questo tipo di dealmaking ci sono opportunità derivante dall’elettrificazione dei consumi, dalle nuove linee di business e per nuovi modelli di business. Tutto questo infatti, specifica EY, ha portato a un forte impatto sull’agenda e sulle priorità delle utility. Anche il settore ambientale e dei rifiuti, si legge, prosegue nel suo percorso di industrializzazione e consolidamento, così come continuano le transazioni di asset brownfield delle rinnovabili. Su questo fronte, si osservano anche in Italia i primi movimenti del mercato di nuovi impianti soggetti a contratti di Ppa, dinamica già partita e matura in altri paesi d’Europa.

I deal principali 

Secondo quanto emerge nel deal drivers Emea di Datasite in riferimento al primo trimestre 2021, il secondo settore per valore in Italia e Iberia è stato l’energy, che ha visto un aumento di anno in anno del 227%, con un valore di 7,3 miliardi di euro.

Fra i dieci deal più importanti per valore, Datasite segnala nella top 10 per l’Italia, Predica Energies Durables, veicolo di investimento dedicato alle energie rinnovabili controllato dal gruppo Crédit Agricole Assurance, che ha rilevato insieme a CA Vita (controllata italiana di assicurazioni sulla vita) il 30% di EF Solare, primo operatore di fotovoltaico in Italia. A vendere è stato il Terzo Fondo di F2i sgr. 

Durante i primi mesi del 2021, questo trend di mercato è stato confermato da altre operazioni. Ad esemplio, Cogeninfra ha siglato un accordo per l’acquisizione da B Fin della maggioranza di Elettra Investimenti, società che opera nella produzione di energia elettrica e termica, nell’efficienza energetica e nel car sharing.

Foresight Group, gestore di fondi e leader negli investimenti sulle infrastrutture e in private equity con circa 8 miliardi di euro di capitale in gestione, ha acquisito il 90% di Energie Tecnologie Ambiente (Eta), impianto di termovalorizzazione dalla capacità di 16,8 mw in Puglia. A vendere è stata Marcegaglia Investments, che manterrà una partecipazione del 10% dell’impianto di recupero energetico.

Il gruppo Engie ha sottoscritto un accordo per la cessione della sua partecipazione del 60,5% di Engie Eps alla società taiwanese Tcc, attivo nei settori della produzione di batterie, cemento, energia, servizi ambientali, chimica, logistica e infrastrutture. Al completamento dell’operazione la società cambierà nome in Nhoa, un brand che rappresenterà un futuro sostenibile in termini energetici e di mobilità.

Anche Tim, attraverso la controllata Telenergia, ha sottoscritto con Erg, attraverso la propria controllata Erg Power Generation, un corporate Ppa di durata decennale per la fornitura di 3,4 Terawattora (TWh) di energia green per il periodo 2022-2031. Fra l’altro, Erg spiega, nel suo piano investimenti al 2025, che la crescita avverrà soprattutto attraverso sviluppo greenfield, co-development, repowering degli impianti eolici e operazioni di m&a.

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