Giovani, adulti, uomini o donne, non importa: tutti stanno impazzendo per il padel. La disciplina cugina del tennis conta infatti ormai oltre un milione di appassionati in Italia. Un vero e proprio boom che vede crescere i praticanti e gli impianti sportivi con un giro d’affari destinato a cifre record. Secondo Padel Magazine, al momento sarebbero almeno 350mila persone d’età compresa tra i 30 e i 55 anni a praticarlo e 3.524 il numero dei campi in Italia. Numeri che fotografano una crescita record: dal 2019 al 2021 i tesserati sono passati da 7mila a 60mila, mentre i campi da mille a tremila. Secondo i dati di PadelPaddle già nel biennio 2018-2020, si è registrata una crescita del 1000% dei praticanti, con +700% in solo due anni (ovvero dal 2018 al 2020). Numeri che di certo non lasciano indifferenti gli investitori.

Passato e futuro

Fra chi lo definisce il tennis dei vip o accessibile come il calcio, il padel piace a tutti proprio per la praticità e semplicità. Ma come si gioca a padel? Lo sport si pratica a coppie in un campo rettangolare e chiuso da pareti su quattro lati, ad eccezione di due porte laterali. Si gioca con una racchetta dal piatto rigido con cui ci si scambia una pallina esteticamente identica a quella da tennis, ma con una pressione interna inferiore. Le radici di questo sport risalgono al 1969, quando il messicano Enrique Corcuera voleva costruire un campo da tennis in casa e ebbe l’idea di concepire i muri come parte integrante del campo di gioco stesso. Oggi il padel si gioca in 95 paesi nel mondo con 51 Federazioni nazionali affiliate alla Fit e si avvicina a toccare anche il sogno olimpico. Di recente, infatti, è stato ufficialmente inserito nel programma definitivo dei Giochi olimpici europei giugno 2023.

Se il boom italiano è recente, il primo campo nella penisola è arrivato nel 1991 a Costabissara in provincia di Vicenza grazie a due argentini: Martin Calvelo e Edoardo Coaduro. Poi, lo sport iniziò a diffondersi in Emilia-Romagna negli anni Novanta – fra i primi amanti ci fu anche Diego Armando Maradona – e avere una grande diffusione nei circoli della capitale dal 2013 in poi. Proprio nel 2014 ci fu un derby calcistico nel padel: Isidoro Spanò e Stefano Pupillo sfidarono Roberto Mancini e Francesco Totti a Roma. Dalla capitale, il padel cominciò un vero e proprio exploit in tutte le principali città da Milano a Napoli fino a Torino e Palermo.

Ad oggi, il Lazio resta la regione più fornita (785 campi), seguono Sicilia (274) e Lombardia (246). 19 regioni su 20 hanno aumentato i campi sul territorio. In Campania, ad esempio, si è passati da 51 a 95, in Abruzzo da 42 a 75, nelle Marche da 36 a 64. Tra le aperture più recenti, c’è quella del Golf Club di Tolcinasco, gestita da due ex calciatori come Nicola Amoruso e Alessandro Budel. Questo sport, infatti, sta diventando una vera e propria passione per vip e calciatori. Nel 2017, Zlatan Ibrahimovic ha iniziato ad investire nel padel e ora è proprietario di cinque Padel Zenter in Svezia. Francesco Totti si è fatto costruire un campo nel giardino di casa. Ma, in Italia, fra i primi a investire nella disciplina Gianluca Zambrotta che già nel 2014 ha aperto uno dei primi campi in Italia a Como e oggi sta per inaugurare un altro paio di campi. Joe Lewis, proprietario della squadra di calcio del Tottenham, invece ha creato un campo da padel nel suo yacht Aviva.

Nuove sinergie 

Quello che si nota oggi, guardando al mercato del padel, sono sempre più partnership e sinergie. Fra le ultime c’è quella fra Z Padel Club, innovativa startup che in estate ha inaugurato due campi da padel temporary in Piazza Gae Aulenti a Milano e lo studio legale CDRA, attivo diritto normativo, amministrativo e societario che ha seguito la realizzazione dell’esclusiva location di Gae Aulenti e sarà al fianco della startup anche in occasione dei futuri progetti.

Z Padel ha come primo obiettivo quello di diventare un riferimento nel mondo del padel, ma, soprattutto, di riuscire a contestualizzare sport, business, famiglia, sostenibilità e innovazione in un unico progetto. Per questo vogliamo essere considerati dei club, e non dei semplici centri sportivi. Dei posti dove stare, non solo per praticare lo sport, ma per rilassarsi, lavorare, incontrare persone“, spiega a Dealflower Marco Maillaro, uno dei soci founder di Z Padel Club.

Marco Maillaro, socio e founder Z Padel Club.

Gli investimenti arrivano per un fermento crescente: “Immaginiamo una crescita costante per almeno i prossimi tre-cinque anni, poi tenderà a stabilizzarsi. – continua Maillaro – Il mercato sarà da monitorare, perchè risulta indispensabile creare club che si adattino al contesto. Un club non può mai essere uguale ad un altro. Anche gli investimenti sono possono essere differenti. Le coperture dei campi incidono molto sui costi di avvio, ed anche i valori dei terreni o delle aeree sono influenzati dalla location. Indispensabile quindi considerare sempre tutti gli elementi prima di affrontare un investimento“.

Le opportunità arrivano soprattutto dalle sinergie messe in campo sin da subito: “Per questo abbiamo scelto i partner migliori, come Babolat fornitore e sponsor tecnico, San Bernardo, sponsor ufficiale, Technogym leader nel fitness e soluzione migliore con personal trainer specializzati che offrono ai nostri utenti sessioni di warm up gratuite prima di ogni partita, Limonta Sport, produttrice di manti in erba sintetica sempre innovativi e performanti“, conclude il socio.

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