Cristiano Ronaldo lascia in eredità alla Juventus un impatto economico negativo di 14 milioni di euro. Il club bianconero ha ufficializzato la cessione dell’asso portoghese al Manchester United per 15 milioni, pagabile in cinque esercizi. La cifra potrà essere incrementata fino a 8 milioni “al raggiungimento di specifici obiettivi sportivi”.

Accantoniamo per un attimo le considerazioni di natura sportiva sui tre anni di Ronaldo alla Juve, materia per discussioni al bar fra tifosi. E concentriamoci sul bilancio economico-finanziario.

Un bilancio in rosso

L’impatto negativo della cessione avverrà sul bilancio dell’esercizio 2020/2021, che la Juventus ha chiuso il 30 giugno scorso e non ancora annunciato. Sicuramente ci sarà il segno meno all’ultima riga. E non sarà imputabile all’uscita del portoghese. Come abbiamo più volte sottolineato, l’industria del calcio ha sempre camminato sul filo del rasoio e gli effetti della pandemia da coronavirus Covid-19 hanno provocato una crisi profonda.

La Juventus è in profondo rosso. La risposta è stata l’approvazione da parte del cda presieduto da Andrea Agnelli, il 25 agosto scorso, di un aumento di capitale fino a 400 milioni di euro.

La campagna acquisti sino ad oggi (alle 20 si chiuderà il calciomercato) è stata deludente. Dopo praticamente di trattative con il Sassuolo, è arrivato il centrocampista Manuel Locatelli per 25 milioni, pagabili in tre esercizi, più bonus fino a 12,5 milioni.

Oggi è stato annunciato il ritorno di Moise Bioty Kean, prelevato dall’Everton in prestito biennale per 7 milioni (3 milioni per la stagione appena iniziata e 4 milioni per la prossima). I bianconeri avranno l’obbligo di riscattare l’attaccante italiano al raggiungimento di determinati obiettivi per 28 milioni, pagabili in tre esercizi. Inoltre, sono previsti premi cumulabili fino a 3 milioni al raggiungimento di ulteriori obiettivi sportivi.

Nelle prossime ore, stando ai rumours, alla corte di Massimiliano Allegri dovrebbe arrivare quanto meno un centrocampista: Miralem Pjanic e Leandro Paredes sono i nomi più ricorrenti. E s’inseguono le voci su un corteggiamento nei confronti di Mauro Icardi.

Difficile, però, ricordare una Juventus che si riduce all’ultimo giorno di mercato per completare una rosa chiaramente zeppa di falle. Come testimoniano i risultati delle prime due giornate di campionato: un punto con l’Udinese e sconfitta in casa con l’Empoli.

Ronaldo è un’azienda, cederlo è un carve-out

E’ parte, anche questa, dell’eredità negativa lasciata da Dos Santos Aveiro Cristiano Ronaldo. Che va oltre i 14 milioni di impatto sui conti.

Stando al bilancio della prima parte dell’esercizio 2020/2021, il portoghese aveva un costo storico di 115,822 milioni. Con gli ammortamenti, il costo a fine 2020 era pari a 43,433 milioni. L’ulteriore ammortamento contabilizzato tra gennaio e giugno ha portato all’impatto negativo annunciato.

La Juventus aveva chiuso la prima parte dell’esercizio 2020/2021 con una perdita netta di 113,7 milioni, rispetto a un rosso di 50,3 milioni di un anno prima. Colpa del Covid, certo, ma gli ingaggi dei calciatori hanno avuto un impatto pesante. E i 31 milioni l’anno di netti intascati da Ronaldo sono stati un macigno sui conti.

Quando i bianconeri decisero di acquistare dal Real Madrid il giocatore portoghese, però, accantonando le speranze riguardo alle performance sul campo, non avevano dubbi sull’impatto economico positivo che avrebbe avuto. Ronaldo, infatti, porta con sé sponsor e appeal mediatico. Le vendite di magliette bianconere con il numero 7 s’impennarono nell’immediato, ma, si sa, è un effetto di breve termine.

Più misurabile è l’impatto sul titolo Juventus. Annunciato l’8 luglio 2018, il titolo del club torinese aprì la seduta successiva a 0,7819 euro, arrivando a 1,4717 euro il 18 settembre 2018. Juventus ha toccato il massimo dell’era Ronaldo il 16 aprile 2019, a 1,5541 euro, per poi iniziare una discesa inesorabile, sino agli attuali 0,765 euro. Insomma, il titolo del club bianconero attualmente è al di sotto dei livelli del luglio 2018.

Fonte: Borsa Italiana

Ma vendere Cristiano Ronaldo è il corrispettivo di un carve-out per un’azienda, tale è il peso dell’asset in termini economico-finanziari. L’asso portoghese ha oltre cinqueento milioni di fans sui vari social media. Secondo Forbes, CR7 guadagna 102 milioni di euro l’anno, sommando le sponsorizzazioni all’ingaggio.

A tutto ciò si aggiunge l’apporto positivo, difficilmente misurabile, di Cristiano Ronaldo alla Serie A e al calcio italiano in generale. Occorre chiedersi, per esempio, quanto saranno interessati all’estero ad acquistare i diritti televisivi di un campionato che, nel giro di poche settimane, ha perso, oltre al portoghese, Romelu Lukaku, Achraf Hakimi, Rodrigo De Paul e Gianluigi Donnarumma.

Non è un caso che il titolo del Manchester United, quotato a Wall Street, venerdì scorso sia balzato del 7%. I Red Devils hanno colto al balzo l’occasione di riportare all’Old Trafford il portoghese, a costi relativamente contenuti, sebbene nel 2020 i ricavi siano caduti di 150 milioni di sterline e il bilancio sia in perdita di 23 milioni.

Complessivamente, il Manchester United ha un bilancio molto più sano rispetto alla Juventus. Innanzittutto, vanta ricavi decisamente superiori. E il peso degli ingaggi dei calciatori è inferiore. Ora la scommessa è che CR7 consenta di riportare la squadra ai vertici della Premier League, vinta la passata stagione dai rivali cittadini del City, e dell’Europa.

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