Con l’ok alla registrazione all’Oam, l’organismo agenti e mediatori, l’exchange Crypto.com arriva in Italia.

L’annuncio è arrivato con un Tweet nella giornata di martedì 19 luglio.

“Siamo entusiasti di ricevere questa registrazione in Italia e di considerarla un importante passo avanti per Crypto.com. Ci impegniamo a costruire una crescita duratura nella regione e continueremo a lavorare con le autorità di regolamentazione per fornire un’ampia gamma di prodotti e servizi ai nostri stimati clienti”, ha commentato il co-fondatore e ceo di Crypto.com, Kris Marszalek.

L’obiettivo di Crypto.com è quello di aumentare la propria quota di mercato in Europa, e infatti da poco è sbarcato in Grecia. Nel complesso, l’exchange conta oggi oltre 50 milioni di utenti a livello globale ma vuole crescere ancora e per farlo ha anche puntato sul marketing, attraverso le sponsorizzazioni fra le altre di Formula 1, campionato di calcio di serie A, i mondiali di calcio del Qatar e da pochi giorni anche l’Atletico Madrid.

 

Cos’è l’Oam

L’iscrizione all’Oam di Crypto.com arriva dopo quelle ottenute da Coinbase, gruppo Usa, e dal cinese Binance. Il nuovo dedicato agli operatori specializzati in valute e portafogli digitali è stato creato all’interno dell’Oam,  ente già esistente che si occupa della gestione degli Elenchi degli Agenti in attività finanziaria e dei Mediatori creditizi, con decreto del ministero dell’Economia e finanze il 17 febbraio scorso, e operativo da 18 maggio.

Lo scopo è quello di tenere monitorati i vari operatori in valute virtuali, definite come «la rappresentazione digitale di valore, non emessa né garantita da una banca centrale o da un’autorità pubblica, non necessariamente collegata a una valuta avente corso legale, utilizzata come mezzo di scambio per l’acquisto di beni e servizi o per finalità di investimento e trasferita, archiviata e negoziata elettronicamente». Al registro si devono iscrivere i prestatori di servizi relativi all’utilizzo di valuta virtuale e di portafoglio digitale i quali sono obbligati a comunicare i dati trimestrali legati all’operatività dei propri clienti.

A oggi, ha comunicato la società, sono 46 i soggetti che operano in criptovalute che si sono iscritti al Registro Oam ai quali si aggiungono altri 24 soggetti che hanno presentato la relativa domanda e che potranno dunque continuare ad operare fino all’accoglimento  dell’istanza.

Tra questi ci sono tutti i principali attori italiani dell’ecosistema delle valute virtuali, a partire da Young Platform e The Rock Trading, per arrivare a servizi di intermediazione come Conio e Tinaba, da servizi di wallet digitale finalizzati alla finanza decentralizzata “istituzionale” come Anubi Digital fino a player innovativi come CheckSig, attivo sia come piattaforma che come custodian. Fra gli internazionali figurano anche Bitpanda, Trade Republic, Vivid Money, già presenti in Italia con app per la compravendita di criptovalute.

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