Il Festival di Sanremo è alle porte. La 72esima edizione della kermesse della musica italiana andrà il scena dall’1 al 5 febbraio 2022 con i 25 artisti pronti a esibirsi. Tra sponsor, collaborazioni e spazi pubblicitari ed eventi esterni, è un importante giro d’affari quello che sta dietro e intorno al mondo del Festival della canzone italiana. E anche se prima dell’inizio è difficile calcolare con precisione quali possano essere i costi per organizzare un mega-evento di questo genere e quali siano le spese e i guadagni per la Rai, proviamo a fare il punto sui costi e sui ricavi legati alla kermesse.

Costi e budget

Ad ammortizzare i costi del Festival sono sponsor e pubblicità. Nella scorsa edizione, andata in scena senza la presenza del pubblico all’interno del teatro Ariston a causa della pandemia, ha avuto un budget di 17,4 milioni di euro. Su questi incidono in particolare i cachet pagati a ospiti e conduttori.

Nel 2021 il compenso maggiore è andato al direttore artistico Amadeus, che ha guadagnato tra i 500 e i 600mila euro (in linea con il predecessore Claudio Baglioni, che nel 2019 aveva guadagnato 585 mila euro). Per i co-conduttori (come Fiorello e Zlatan Ibrahimovic) sono andati 50 mila euro serata (per un totale di 250mila euro), mentre per gli ospiti, invece, non c’è stato un compenso fisso, dipende infatti dall’artista: Elodie, Matilda De Angelis, Barbara Palombelli e Achille Lauro hanno guadagnato 25 mila euro a serata. Per l’edizione del 2022 non sono ancora state rese note le cifre.

Spazi pubblicitari

La Rai ha deciso di puntare su Sanremo e segnare un nuovo record in termini di raccolta pubblicitaria. Negli ultimi anni, infatti, il Festival della musica italiana ha raccolto sempre più pubblico: nel 2020 ha conquistato il primo posto e nel 2021 la serata finale del 6 marzo con 10,7 milioni di telespettatori è stata battuta solo dalla finale Italia-Inghilterra, terminata dopo i calci di rigore davanti a 18,2 milioni di persone.

I numeri sono aumentati anche in termini di raccolta pubblicitaria. L’anno scorso i dati ufficiali parlano di un incasso record di 38 milioni di euro (un milione in più rispetto al 2020), il 5% dell’intera raccolta pubblicitaria Rai di tutto il 2021. Nessun’altra trasmissione, infatti, vanta un così elevato numero di break pubblicitari con così tanti spettatori a guardarli: il record è stato segnato nel 2020 con 15,4 milioni di persone davanti alla tv durante uno spot.

Il Consiglio di amministrazione Rai, però, quest’anno vuole alzare la posta. Stando a quanto scrive il Sole24Ore, il palinsesto spera infatti che il terzo Festival a guida Amadeus possa portare circa un 10% in più di ascolti rispetto all’edizione del 2021. Aspettative che di conseguenza hanno già aumentato i listini pubblicitari del 15% rispetto all’anno precedente. Per acquistare uno spazio pubblicitario nella fascia più cara (poco prima delle 22) durante il Festival il costo va ben oltre i 200mila euro.

Con questo aumento del tariffario, è probabile che la Rai batti anche il record di incassi. E ciò nonostante ci saranno quattro stop pubblicitari in meno durante le prime serate. Lo scorso novembre, infatti, il Governo ha modificato la normativa sugli affollamenti pubblicitari, dopo che è stato approvato il recepimento della Direttiva europea sui media audiovisivi (Smav) del 2018.

I secondi di pubblicità nella fascia 18-14 quindi saranno ridotti e, per non perdersi le pause pubblicitarie, la Rai ha deciso di eliminare quelle tra le 18 e le 20.30. Il primo break sarà il Tg1 Speciale Sanremo alle 20.30. Nelle serate dal martedì al venerdì, Rai ha cancellato anche il break Sanremo 5 (che fino all’edizione del 2021 era previsto poco dopo le 23). Quindi nelle prime quattro serate ci sarà un’interruzione in meno. Rimane invariata la serata del sabato, dove invece Rai ha inserito un break in più nella fase finale (ore 1.50) non avendo limiti di affollamento dopo la mezzanotte.

Sponsor e premi

Dopo l’uscita di scena di Tim che, fino all’anno scorso, era sponsor unico con un contributo che le indiscrezioni quantificavano attorno agli 8,5 milioni, si sono già fatti avanti nuovi volti a sponsorizzare il Festival della musica italiana. Il primo è Eni che tinge il tradizionale red carpet dell’Ariston di verde. Sarà infatti un green carpet a portare i 25 artisti in gara sul palco di Sanremo, realizzato in materiale ecosostenibile dalla multinazionale dell’energia.

Onore, rispetto e visibilità. Il primo premio del Festival di Sanremo, oltre alla vittoria, non prevede un vero e proprio compenso in denaro. Si parla, infatti, di gloria e riconoscimento immortale, passaggi radiofonici, alta esposizione mediatica del brano e dell’artista vincitore, solitamente destinato a un’impennata nelle vendite e a far da traino per eventi e concerti. Stesso riconoscimento e notorietà è garantita anche per il secondo e il terzo classificato che a volte superano, in termini di successo musicale, anche il primo classificato. Ad assegnare il podio è il voto del pubblico attraverso il televoto, unito a quello della sala stampa e della giuria demoscopica 1000, una giuria composta da mille persone selezionate secondo determinati criteri di età e di provenienza geografica, che voteranno da remoto con una applicazione a loro dedicata. Assente rispetto agli anni precedenti è il voto dell’Orchestra.

Il vincitore di Sanremo solitamente viene candidato (salvo rare eccezioni) a rappresentare l’Italia all’Eurovision song contest che quest’anno si terrà a Torino dopo la vittoria dei Maneskin, che torneranno all’Ariston in qualità di ospiti, insieme a Checco Zalone, Cesare Cremonini, Laura Pausini e i Meduza.

Hanno un valore simbolico e non in denaro anche gli altri premi, da quello della critica Mia Martini a quello della sala stampa.

Torna il pubblico in sala

In sala ritorna anche il pubblico e di conseguenza i ricavi dei biglietti venduti per le cinque serate della kermesse, già andati sold out. I costi, infatti, non sono indifferenti. Nelle prime quattro serate si va dai 100 euro della galleria ai 180 della platea. Per la finale si spendono 320 euro in galleria e 660 in platea. Per l’abbonamento di cinque giorni ci vogliono 672 euro in galleria e 1.290 in platea. Su 1.900 posti disponibili, ne sono stati venduti 1.200, probabilmente a causa del distanziamento dovuto ad alcune poltrone lasciate vuote.

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