Dalle Dolomiti bellunesi alla California e al matrimonio con Parigi, passando da Wall Street. Da terzista di minuterie e componenti per occhiali al metaverso, e alla partnership con Mark Zuckerberg. Tutto è iniziato ad Agordo, paesino veneto di 4.000 abitanti, in una piccola bottega. È il 1961. Ma gli smart glasses e la partnership con il fondatore di Facebook firmata nel 2019 non sono un punto di arrivo. Molto probabilmente è solo un nuovo inizio. Questa è la storia di Luxottica. Questo è il lungo il viaggio, che ancora deve finire, dell’azienda di Leonardo Del Vecchio, un gigante da 66 miliardi di capitalizzazione, 33 marchi, oltre 80.000 dipendenti e 17,8 miliardi di fatturato nel 2021.

Prima in mezzo agli orfani. Poi garzone, operaio, e immigrato alla rovescia

Figlio di un commerciante della frutta che muore prima della sua nascita e per questo ne eredita il nome, Del Vecchio viene iscritto al collegio del Martinitt di Milano, che accoglie i bambini orfani e abbandonati. Garzone a 15 anni per la Johnson (azienda che realizza medaglie e coppe), a 21 si trasferisce in un piccolo paese del Trentino per fare l’operaio. Immigrato alla rovescia, dal capoluogo lombardo finisce ad Agordo, e apre una bottega per montature di occhiali. Si specializza nel tempo nella produzione di minuteria metallica. Tre anni dopo, Luxottica conta 14 dipendenti.

Al Mido nel 1971 la prima collezione sotto il nome Luxottica

Ma a Del Vecchio non sta bene produrre componenti e accessori per aziende terze. Vuole produrre l’occhiale finito, occupandosi di tutta la filiera della produzione, dalle singole parti fino alla vendita. In due parole: integrazione verticale, ogni passaggio intermedio nella realizzazione del prodotto deve passare all’interno dell’azienda e non tramite terzi.

E così, la sua prima collezione viene presentata al Mido di Milano: è il 1971. Il successo lo spinge ad avviare definitivamente il processo di integrazione verticale. L’azienda diventa solida e Del Vecchio inizia a guardare fuori dall’Italia. Diventerà un’abitudine, parte integrante delle sue strategie aziendali: portare il made in Italy all’estero, mantenendo intatta tutta l’italianità di marchio e prodotto.

Prime acquisizioni negli Anni ’80

Nel 1981 viene aperta la consociata in Germania. Arriva la prima acquisizione: Avant-Garde Optics, tra i maggiori distributori Usa, grazie a un prestito dal Credito Italiano che restituisce tutto l’anno successivo con interessi, aperto quattro nuovi stabilimenti (in tutto saranno sei: a Sedico, Cencenighe Agordino, Lauriano, Pederobba e Rovereto oltre ad Agordo) e assunto 4 500 persone. Il fermento creativo conduce al primo accordo di licenza con Giorgio Armani. E così l’occhiale diventa anche un accessorio legato alla moda (1988).

Dalla quotazione a New York all’ingresso nel retail

Si arriva così alla quotazione in borsa a New York: è il 1990. Da Agordo al New York Stocks Exchange per quella che è la prima azienda italiana a quotarsi nel mercato degli Stati Uniti. La crescita diventa esponenziale. Le acquisizioni si sussegono: tra le altre c’è Vogue Eyewear, sempre nella direzione del lifestyle. Due anni dopo tocca alla licenza con il retailer Brooks Brothers.

A partire dal 1995, Luxottica diventa il maggior distributore e produttore sul mercato ottico mondiale.

Del Vecchio mette così le basi per l’operazione di acquisto di Persol, il marchio indossato nei film e nella vita privata  da Marcello Mastroianni, ma anche da Greta Garbo e Steve McQueen. Comprando LensCrafter, grossa catena del Nord America, Luxottica diventa il primo produttore di ottica a entrare nel retail.

Luxottica sbarca in Cina, compra Ray-Ban e si quota a Piazza Affari

Del Vecchio marchia anche la Cina. Il primo stabilimento (ne sorgeranno molti altri) è datato 1997 nella provincia del Guangdong con un partner giapponese, poi rilevato nel 2001. Il mercato a cui Del Vecchio rivolge le maggiori attenzioni però rimane quello degli Stati Uniti. Nel 1999 compra il marchio Ray-Ban (letteralmente “blocca raggio”) che Tom Cruise sdogana al grande pubblico nel 1986 con Top Gun. Successivamente entrano nella grande famiglia Luxottica, tra gli altri, Bausch&Lomb, Revo, Killer Loop e anche Chanel, con un accordo di licenza.

Del Vecchio festeggia i 30 anni della sua compagnia con un anno di anticipo, entrando nel 2000 a Piazza Affari. Sbarca in Australia con Sunglass Hut e Opsm, grosse catene della distribuzione presenti anche nel Regno Unito, entrando così nel segmento degli occhiali da sole. Tre anni dopo è la volta di Prada e Versace con accordi di licenza. La fine del decennio si caratterizza per un incremento fortissimo dei marchi nel portafoglio Luxottica. Arrivano contratti di licenza con Dolce&Gabbana, Burberry, Ralph Loren e Tiffany. Rileva la californiana Oakley (2007), famosa per l’alta tecnologia e per il design al servizio degli sportivi, con un contratto da 2,1 miliardi di dollari e cresce ancora nella presenza retail sia nel Nord America sia in Cina.

Secondo decennio Anni 2000: Sud America e nozze con Essilor

Il secondo decennio si apre con l’ingresso in Sud America. A partire dal retail, acquisendo la proprietaria di Gmo, tra i principali negozi di ottica in Cile, Perù, Ecuador e Colombia. Poi tocca al Brasile: Del Vecchio compra Tecnol. In Europa l’espansione prosegue in Spagna e Portogallo dove introduce il marchio Sunglass Hut. Luxottica flirta con la Francia e arriva l’acquisizione di Alain Mikli International, del settore lusso.

Nel 2015 anche l’americana Michael Kors entra nella famiglia. Un anno dopo aver preso il controllo di Salmoiraghi e Viganò, nel 2017 arrivano le nozze con Essilor, società transalpina, non prima di aver detto addio al Nyse. Nasce una nuova holding, EssilorLuxottica, leader mondiale nella progettazione, produzione e distribuzione di lenti oftalmiche, occhiali da vista e da sole.

Da Piazza Affari a Parigi. GrandVision e Meta gli ultimi accordi

Il matrimonio con la Francia comporta l’addio a Piazza Affari. EssiLux sbarca sul listino di Euronext di Parigi. Del Vecchio mantiene la maggioranza del gruppo e lo affida a Francesco Milleri, amico e manager di fiducia.

Dopo l’accordo con Metaverse e l’incontro con Mark Zuckerberg nel 2019 per gli smart glasses, l’ultima acquisizione riguarda ancora il retail, verso la fine di maggio 2022. Luxottica rileva GrandVision, trattativa avviata nel corso della pandemia, che ne ha rallentato l’operazione.

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