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Nel 2020 – 2021 la pandemia ha bloccato persino un settore fiorente come quello dei droni, ma le stime per il 2022 mostrano le potenzialità del mercato che solo in Italia ha raggiunto il valore di 94 milioni di euro, segnando +29% rispetto al 2020. Worldwide è possibile osservare che le aziende di software per droni hanno ricevuto 639 milioni di dollari, mentre le aziende di droni che si occupano di hardware hanno addirittura ricevuto investimenti per 5 miliardi di dollari.

In termini regolatori, questo specifico settore tecnologico ha mostrato da subito alcune particolarità. Dapprima è stato necessario normare i termini entro cui è possibile possedere e guidare un drone, allo stesso tempo è stato necessario regolarne il volo tenendo anche in considerazione le regole dei velivoli comuni, in ultimo si è presentata la tematica protezione dei dati personali.

I temi privacy sono due e non di poco conto: la protezione dei dati personali delle persone che vengono riprese durante l’utilizzo dei droni stessi e l’utilizzo di Big Data per realizzare le potenzialità di questo device le cui applicazioni sono innumerevoli.

I droni e la protezione dei dati personali

In merito al primo dei due temi, il Garante Privacy, già un anno fa, ha avviato tre istruttorie nei confronti di tre enti pubblici aventi ad oggetto tre iniziative che prevedevano con troppa facilità l’utilizzo dei droni, evidenziando come un utilizzo poco attento di questo tipo di strumento potrebbe rappresentare una minaccia per la privacy dei soggetti ripresi.

Sotto la lente di ingrandimento è finito il Comune di Bari che in aggiunta alla flotta di droni già utilizzata dalla Polizia Locale, avrebbe utilizzato alcuni droni anche per monitorare assembramenti vietati dalle norme per la gestione della pandemia.

Lo stesso è accaduto a Roma, in cui la Polizia Locale avrebbe utilizzato 9 piccoli droni per il monitoraggio ed il controllo del territorio cittadino (illeciti ambientali, roghi tossici, abusi edilizi, esigenze di traffico). Anche l’azienda sanitaria Usl Roma 3 nell’ambito di una iniziativa sulle spiagge di Ostia, secondo quanto riportato dalla stampa, avrebbe rilevato la temperatura corporea dei partecipanti alla manifestazione mediante un drone.

Oggetto delle istruttorie avviate dal Garante erano: caratteristiche tecniche dei droni, finalità perseguite, tempi di conservazione delle immagini, comunicazioni a soggetti terzi ed eventuale valutazione d’impatto sulla protezione dei dati.

Per comprendere la portata della tematica giuridica, si pensi che in Florida (Usa) la polizia può utilizzare i droni solo con un valido mandato di perquisizione, più in generale i droni non possono essere utilizzati per la sorveglianza in violazione della ragionevole aspettativa di privacy di un’altra parte e questo vale anche per le autorità. La violazione della norma rappresenta un illecito penale e i trasgressori possono essere condannati a pagare le spese legali e i danni compensativi.

Droni: non solo immagini e video, ma piattaforme di dati aggregati

La seconda tematica emerge con l’integrazione dei droni nei sistemi di raccolta dei Big Data che aumenta le questioni etiche e di privacy per entrambe le evoluzioni tecnologiche.

Sembrerebbe peraltro che la domanda di Big Data per usi commerciali, i progressi tecnologici e l’aumento dei finanziamenti continueranno a guidare la rapida crescita dell’uso dei droni per queste finalità. L’utilizzo di questo tipo di dati può solo aumentare se si pensa a settori come agricoltura, sicurezza stradale e industriale, immobiliare ed edilizia. Sebbene i droni siano utilizzati principalmente per immagini e video, sono sempre più in grado di archiviare anche altri tipi di informazioni, tra cui i segnali radio, l’umidità del suolo, le emissioni delle fabbriche e i dati geodetici, che comprendono misurazioni di precisione per i rilievi del terreno.

In particolare, l’integrazione dei dati dei droni con altri tipi di Big Data e l’integrazione dei dati dei droni con i dati meteorologici, topografici e dei consumatori sollevano questioni significative relative ad identificabilità, discriminazione, uguaglianza e digital divide. I droni stanno diventando piattaforme di raccolta di dati aggregati e man mano che si integrano con altre tecnologie e sistemi pongono problematiche che rendono difficile classificare a priori le applicazioni civili dei droni come ad alto o a basso rischio privacy.

Di fatto le caratteristiche tecniche possono rappresentare il fulcro della questione, e infatti progettando il device secondo i principi di privacy by design e by default si potrebbero risolvere a monte alcune delle criticità più rilevanti. Questo però non è sempre compatibile con il potere di spesa degli enti locali e più in generale del settore pubblico o privato.

In ultimo, non ci si deve concentrare unicamente sui temi privacy della raccolta di dati dei droni ed è invece necessario considerare le implicazioni etiche e di privacy di tutte le potenziali tecnologie coinvolte.

 

 

 

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