Elite, ecosistema di Euronext che forma le piccole e medie imprese alla finanza alternativa e alla borsa, e Banca Mediolanum presentano la quarta classe dell’Elite Lounge .

Questa quarta classe vede la partecipazione di 17 nuove imprese, per un fatturato complessivo che sfiora 1,4 miliardi di euro e oltre 3.300 dipendenti.

Aggregando i dati di questa edizione con le tre precedenti, salgono a 71 le aziende che hanno preso parte al programma di Elite Mediolanum Lounge rappresentando un fatturato complessivo di oltre 6,8 miliardi  e oltre 28mila addetti.

Le aziende coinvolte da Elite

Le aziende coinvolte appartengono a diversi settori merceologici, con una forte rappresentanza del Made in Italy tra cui: tre società nell’ambito della circular economy, Fier –Torri – Artigiani del fotovoltaico, Sri Sorting Recycling Industries, Venanzieffe;  due nell’Ict, Blumatica, Ett; tre nella metalmeccanica, Apen Group, Raccorderie Metalmeccaniche, Tenciwell. Inoltre, si trovano aziende attive nel settore del packaging come il gruppo Sada, nella produzione di oli con il gruppo  Tampieri, nel fashion con De Robert Calzature, nel wood processing con Minelli Group, nell’elettronica con Frer, nella cosmetica come Pink Frog e nel real estate management con Easylife.

Dal punto di vista geografico le 17 aziende sono prevalentemente insediate al Nord, con l’eccezione di tre società campane in rappresentanza del Sud. Da rilevare che per la prima volta nella storia del programma Elite fa il suo ingresso la Valle d’Aosta con la sua Podium Engineering, fiore all’occhiello nella meccatronica.

In merito, Massimo Doris, amministratore delegato di Banca Mediolanum afferma che “ le Pmi italiane si distinguono soprattutto per creatività, ingegno, determinazione e per i valori fondanti. Tuttavia per competere in un mercato moderno e globale è sempre più cruciale adeguare ed evolvere i contorni dell’organizzazione aziendale, come la gestione finanziaria, la governance, la comunicazione, oltre al costante aggiornamento e preparazione rispetto all’evoluzione digitale e tecnologica. Non trascurabile poi un altro fattore strategico come quello del passaggio generazionale che garantisca la più lineare continuità aziendale. In conclusione questo percorso può aiutare le Pmi a compiere un ulteriore salto culturale”.

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