Dismissioni che taglieranno il debito di 21 miliardi di euro che raggiungerà un livello massimo nel 2023, quando si prevede che supererà i 12 miliardi di euro; un impatto sull’Ebitda ordinario di Gruppo a regime di circa 2,8 miliardi di euro e sull’utile netto ordinario di Gruppo di circa 900 milioni di euro nel 2024. L’uscita dai Paesi considerati ormai meno strategici; confermata la policy dei dividendi con una cedola di 0,43 euro nel prossimo triennio; elettrificazione sostenibile, con il 90% dell’offerta carbon-free già dal 2025 e una generazione da fonti rinnovabili a circa il 75% del totale. Sono questi alcuni target del piano industriale 2023-2025 di Enel che verrà presentato oggi in occasione del Capital Markets Day.

“Nei prossimi tre anni ci concentreremo su modelli di business integrati, know-how digitale nonché business e aree geografiche che possano aggiungere valore nonostante le complessità dell’attuale scenario, attraverso una struttura più snella e indicatori finanziari più solidi. Ciò aumenterà la nostra resilienza di fronte a potenziali future persistenti turbolenze, oltre a posizionare la nostra creazione di valore in un percorso di ulteriore crescita, a vantaggio di tutti gli stakeholder e accelerando l’indipendenza energetica nei Paesi core. La sostenibilità, pienamente integrata nelle nostre decisioni, continua a collocarsi alla base della nostra strategia, facendo anche leva sull’accelerazione dell’elettrificazione in tutte le economie. Questi risultati potranno essere raggiunti grazie alla grande competenza e motivazione dei colleghi del Gruppo Enel e all’assetto organizzativo basato sulle piattaforme digitali che abbiamo adottato”, ha detto l’ad e dg Francesco Starace (nella foto).

Gestione finanziaria

Il management prevede che le azioni delineate dal Piano Strategico abbiano un impatto positivo immediatamente visibile sull’indebitamento netto di Gruppo, di cui si stima una significativa riduzione in un range di 51-52 miliardi di euro entro la fine del 2023, da 58-62 miliardi di euro stimati nel 2022. Di conseguenza, è previsto che il rapporto indebitamento netto/Ebitda diminuisca dal valore di 3-3,3 volte stimato nel 2022 a 2,4-2,5 volte nel 2023, per poi rimanere stabile nel restante periodo di Piano.

Inoltre è previsto che il rapporto Ffo/Net Debt aumenti di 11 punti percentuali, dal 17% stimato nel 2022 al 28% previsto nel 2023, per poi rimanere stabile nel restante periodo di Piano. Per effetto di questa strategia finanziaria, si prevede che il costo del debito rimanga sostanzialmente stabile nonostante il recente incremento dei tassi di interesse, restando pressoché invariato a circa 3,4- 3,5%. La finanza sostenibile resterà al centro della strategia finanziaria del Gruppo. Si prevede che la quota delle fonti di finanziamento sostenibile rispetto all’indebitamento lordo totale aumenti al 70% circa nel 2025 rispetto al 60% circa stimato nel 2022.

Obiettivi finanziari di Enel

Nel piano è previsto che l’Ebitda ordinario di gruppo cresca sino ad un valore compreso tra 22,2 miliardi
di euro e 22,8 miliardi di euro nel 2025 dai 19-19,6 miliardi di euro stimati nel 2022, con un Cagr del 4-6%. L’utile netto ordinario è atteso in aumento a 7-7,2 miliardi di euro nel 2025, dai 5-5,3 miliardi di euro stimati nel 2022, con un Cagr del 10-13%.

Il Gruppo conferma una politica dei dividendi semplice e prevedibile, con una cedola per azione pari a 0,43 euro nel periodo 2023-2025, in aumento rispetto a 0,40 euro nel 2022; il dividendo nel 2024 e 2025 è da considerarsi come un minimo sostenibile.

Le dismissioni record e la nuova configurazione geografica

Dismissioni per un controvalore complessivo di 21 miliardi di euro finalizzate alla riduzione dell’indebitamento netto, il piano di Enel è andato oltre le stime degli analisti che stimavano un range compreso tra i 10 e i 15 miliardi. 

“Dei 21 miliardi di cessioni, 11 miliardi andranno al consolidamento del debito e il resto sul lato patrimoniale. L’unico cambiamento rispetto al piano precedente riguarda le cessioni”, ha detto il direttore finanziario di Enel, Alberto De Paoli, parlando con gli analisti nel corso della presentazione del nuovo Piano strategico.

Nel 2022, l’attuazione della strategia di semplificazione del Gruppo ha registrato una netta accelerazione. Le cessioni di Enel Russia e dell’impianto Cccgt di Fortaleza in Brasile sono state perfezionate e per fine anno il Gruppo prevede di completare la cessione degli asset di trasmissione in Cile, delle reti di distribuzione di Goiás e l’operazione relativa a Gridspertise. Inoltre, entro la fine dell’anno il Gruppo prevede di cristallizzare il valore del suo portafoglio gas in Cile.

A seguito di questa accelerazione, nel periodo 2023-2025 il Gruppo prevede un’ulteriore
razionalizzazione della propria struttura, uscendo da alcuni business e aree geografiche non più allineate
alla propria strategia. Il Gruppo punta inoltre di continuare a implementare il proprio modello di
Stewardship nei Paesi “non-core”. Al contempo, in linea con l’obiettivo di uscire dalle attività carbonintensive, il Gruppo prevede di fare leva sull’attuale contesto di mercato per avviare l’uscita dalle attività nel settore del gas. Questo programma complessivo di dismissioni è parte integrante del piano per ridefinire la struttura del Gruppo, massimizzando il valore per gli azionisti.

Si prevede che il 2023 sarà l’anno chiave per la strategia di razionalizzazione a lungo termine del
Gruppo. Nello specifico è previsto che le attività in Europa si concentrino in Italia e Spagna con la cessione degli asset in Romania; in America Latina, il Gruppo prevede di uscire da Perù e Argentina; si prevede che alcune aree geografiche, come Australia e Grecia, siano inserite nel perimetro del modello di Stewardship; è prevista la cristallizzazione del valore del portafoglio gas in Spagna; si prevede che gli asset in Ceará siano ceduti al fine di focalizzarsi maggiormente sulle reti di distribuzione nei grandi agglomerati urbani (Rio e San Paolo); sarà inoltre cristallizzato il valore di altri asset minori nelle rinnovabili non legati a consistenti basi clienti a valle. Nel 2024, il Gruppo inoltre prevede di cristallizzare il valore dei suoi asset negli Stati Uniti e di Enel X Way.

Per quanto riguarda la Romania, mercato in cui Enel è presente da oltre 10 anni, Starace ha spiegato che “nel Paese abbiamo raggiunto un punto in cui non è possibile crescere ulteriormente. Abbiamo saturato lo spazio di investimento sulle reti e abbiamo raggiunto una certa posizione per quanto riguarda i clienti che non lasciano margini di crescita. Non lasciato questo Paese perché non ci piace il quadro normativo del governo che non è né peggiore né migliore rispetto ad altri Paesi. Abbiamo fatto un buon lavoro e ora possiamo monetizzarlo”.

Per quanto riguarda poi gli asset del Nord America, la società non esclude una possibile quotazione.  Enel, ha detto Starace, prevede di cristallizzare il valore dei suoi asset negli Stati Uniti e di Enel X Way “anche valutando una Ipo. Pensiamo che l’Inflation Reduction Act sopravviverà a prescindere dall’amministrazione repubblicana o democratica che sarà all’orizzonte perchè è bipartisan. Enel North America è una strana grande bestia; noi siamo l’animale innovativo sul mercato, non è un asset regolamentato ma una combinazione di standard e tecnologie. È una bestia nuova e non è facile per il mercato capirlo. Pensiamo che si possa arrivare ad una Ipo se il clima sarà favorevole nei prossimi 12 mesi. Stiamo valutando”.

Gli investimenti

Tra il 2023 e il 2025  Enel prevede di investire complessivamente circa 37 miliardi di euro, di cui il 60% a sostegno della strategia commerciale integrata del Gruppo (generazione 50%, clienti e servizi 10%), e il 40% a favore delle reti, considerate i veri abilitatori della transizione energetica.

Il piano si focalizzerà su 4 azioni strategiche: bilanciamento della domanda dei clienti e dell’offerta per ottimizzare il profilo di rischio/rendimento; decarbonizzazione per assicurare competitività, sostenibilità e sicurezza; rafforzamento, sviluppo e digitalizzazione delle reti per abilitare la transizione; razionalizzazione del portafoglio di business e delle aree geografiche. Gli investimenti per cliente nel settore delle reti dovrebbe aumentare di circa il 30% in media nel periodo 2023-2025 rispetto alla stima per il periodo 2020-2022.

Il gruppo prevede di accelerare nei prossimi tre anni la diffusione di servizi a valore aggiunto e di un’infrastruttura di ultima generazione, nello specifico: punti ricarica per veicoli elettrici (da circa 0,5 milioni stimati nel 2022 a 1,4 milioni circa nel 2025); sistemi di accumulo behind-the-meter (da circa 99 MW stimati nel 2022 a 352 MW circa nel 2025); demand response (da circa 8,4 GW stimati nel 2022 a 12,4 GW circa nel 2025).

Decarbonizzazione per dare competività

Entro il 2025, il Gruppo prevede di aggiungere circa 21 GW di capacità rinnovabile installata (di cui
circa 19 GW nei Paesi “core”), ben posizionandosi verso il raggiungimento dei propri obiettivi di
decarbonizzazione, in linea con l’Accordo di Parigi. Il Gruppo prevede di sviluppare questa capacità rinnovabile grazie a una market-leading pipeline, pari a circa 425 GW.

Inoltre prosegue l’implementazione da parte del Gruppo del proprio modello di business di “Stewardship”, con l’obiettivo di cogliere ulteriori potenziali opportunità in Paesi “non-core” per massimizzare la creazione di valore a livello globale. La strategia di decarbonizzazione consente al Gruppo di confermare ancora una volta il suo impegno verso il raggiungimento di zero emissioni al 2040, con obiettivi fissati per tutti gli Scope in linea con lo scenario di 1,5 gradi centigradi e in corso di validazione da parte della Science Based Targets initiative.

Redditività sostenibile

Circa il 94% degli investimenti totali del Gruppo nel 2023-2025 è in linea con gli obiettivi di
sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. Inoltre, si prevede che oltre l’80% degli investimenti del Gruppo sia in linea con i criteri della tassonomia dell’Ue, in virtù del loro sostanziale contributo alla mitigazione del cambiamento climatico. Si prevede che la strategia commerciale del Gruppo consenta ai clienti di beneficiare di una riduzione di circa il 20% della spesa energetica residenziale complessiva, insieme a un miglioramento della qualità del servizio.  Inoltre gli investimenti del Gruppo contribuiranno ad un incremento cumulato del Pil nei Paesi in cui opera per circa 70 miliardi di euro.

Le rinnovabili

Nel corso della conferenza stampa che ha concluso il Capital Markets Day, il numero uno di Enel ha sottolineato come “questo piano industriale non rallenta la nostra crescita sulle rinnovabili nel mondo. Anzi lo mette maggiormente a fuoco perché c’è una attenzione a quei Paesi dove le rinnovabili sono molto sviluppate e hanno una grande potenzialità di crescita”.

“Come Enel”, ha proseguito, “abbiamo 30 mila Megawatt di investimenti potenziali. Se verranno messe in campo le giuste misure che il governo ha annunciato i 4 mila megawatt che abbiamo inserito nel piano industriale potranno raddoppiare se non di più. Non abbiamo un limite dal punto di vista dell’appetito di investimento in Italia. Gli impianti a carbone oggi stanno vivendo un’età d’oro perché c’è il problema del prezzo del gas ma già nel 2020 avevano subito dei cali. Noi riteniamo che il carbone non è strategico, non ha futuro. Dobbiamo prepararci a fare questo cambiamento”.

Sul fronte dell’idrogeno, l’ad ha confermato che l’azienda “sta lavorando ad alcuni impianti dove l’idrogeno potrà essere competitivo. Stiamo investendo in centri di innovazione che saranno un’area di esplorazione per testare questa tecnologia ma nei tre anni del piano non ci saranno cambiamenti sostanziali per quanto riguarda l’idrogeno anche perché dovremo aspettare un anno o due prima di vedere degli investimenti considerevoli tali perché l’idrogeno possa dare un contributo concreto”. contributo concreto.

Infine un passaggio sul nucleare. “Continuiamo a studiare ma anche a fare”, ha detto Starace, visto che gestiamo 7 centrali nucleari all’estero.  Stiamo studiando il nucleare di quarta generazione. Ci sono delle tecnologie promettenti su cui siamo impegnati ma sono tecnologie che potranno essere inserite all’interno di un mix a partire dal 2040″.

Scadenza di mandato

Quella di Starace è una delle tante poltrone tra le aziende partecipate dallo Stato che scadranno la prossima primavera. Il numero uno di Enel spera di poter continuare a guidare la multinazionale italiana anche se l’ultima decisione spetta agli azionisti.

“Non è un mistero che questo lavoro mi piace, mi piace moltissimo ma ovviamente non sta a me la scelta ma agli azionisti. Il piano è impegnativo; ci sarà  il management team che potrà portarlo avanti indipendentemente da me”, ha detto.

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