Nel giorno della presentazione dei conti di Eni nasce uno dei maggiori operatori indipendenti del settore petrolio e gas nel Mare del Nord. Il cane a sei zampe ha raggiunto un accordo per aggregare la quasi totalità dei propri asset di esplorazione e produzione situati in Gran Bretagna agli asset di Ithaca Energy “compiendo un passo strategico nel rafforzamento significativo della propria presenza nello Uk Continental Shelf”. E’ il gruppo stesso ad annunciarlo, precisando che le due parti procederanno all’aggregazione tra Eni Uk Business e il business esistente di Ithaca.

In buona sostanza Ithaca Energy acquisirà le cosiddette attività upstream di Eni nel Regno Unito per una cifra pari a 754 milioni di sterline, poco meno di 940 milioni di dollari. L’operazione avrà efficacia a partire dal 30 giugno 2024, con completamento previsto nel terzo trimestre 2024.

Il gruppo italiano in Uk deterrà una partecipazione pari al 38,5% del capitale sociale di Ithaca post emissione delle nuove azioni, con gli attuali azionisti di Ithaca Energy che detengono il restante 61,5%: il valore dell’operazione è basato sul prezzo di chiusura delle azioni di Itaca Energy del 23 aprile,  754 milioni di sterline appunto (877 milioni di euro).

Nel 2030 il più grande operatore Uk in termini di produzione

Eni diventa così azionista di minoranza di riferimento di un operatore leader indipendente nel Regno Unito e replica le precedenti business combination effettuate in ambito upstream, in  applicazione del proprio modello di business satellitare distintivo (incluse Var Energi in  Norvegia e Azule Energy in Angola). Previste partecipazioni in 37 asset in produzione e in 6 dei 10 giacimenti più grandi nell’area (inclusi Rosebank, Cambo, Schiehallion, Mariner Area, Elgin/Franklin e J-Area), con l’obiettivo di diventare il più grande operatore del Regno Unito in termini di produzione nel 2030, con produzione pro-forma 2024 compresa tra i 100.000-110.000 di barili al giorno.

L’aggregazione comporta un aumento della dimensione e della diversificazione del portafoglio di asset, composto per circa il 49% da gas sulla base della produzione pro-forma 2023. Si prevede inoltre un accrescimento nell’immediato della generazione di cassa da attività operative, apportando maggiore flessibilità e opzionalità alla remunerazione degli azionisti.

Previsto l’impegno per la distribuzione di dividendi per il 2024 e il 2025, pari al 30% della generazione di cassa post tasse derivante da attività operative, con l’ambizione di incrementare il dividendo annuale complessivo fino a 500 milioni, includendo eventuali dividendi straordinari.

A Eni il diritto di indicare la candidatura del Ceo del gruppo aggregato

Fino a quando deterrà direttamente o indirettamente oltre il 20% del capitale sociale del gruppo aggregato, Eni avrà il diritto di nominare due consiglieri non esecutivi nel Cda di Ithaca e partire dalla data di completamento dell’operazione, Eni avrà il diritto di indicare la candidatura del prossimo amministratore delegato del gruppo aggregato.

Al completamento dell’operazione il flottante risulterebbe pari al 7% e quindi inferiore alla soglia minima del 10% richiesto dalle regole della Financial Conduct Authority. Pertanto Delek, gruppo israeliano che detiene l’89% di Ithaca, si impegna a vendere un numero di azioni pari a circa il 3% del capitale sociale pro-forma di Ithaca, da effettuarsi entro il completamento dell’operazione.

Inoltre sottoscriverà un accordo di call option con Eni Uk in modo da avere l’opzione di richiedere di trasferire alla stessa Delek un numero di azioni che rappresenta fino all’1% del capitale sociale pro-forma di Ithaca. Una volta che Delek avrà completato il sell down e nel caso di esercizio della call option, Delek deterrà il 52,7% ed Eni il 37,3% delle azioni ordinarie di Ithaca, mentre il flottante sarà  pari al 10% delle azioni ordinarie di Ithaca.

Le parole del Ceo Claudio Descalzi

“Questa operazione rappresenta un ulteriore esempio della riposta di Eni all’evoluzione dei mercati energetici -spiega Claudio Descalzi, amministratore delegato Eni- e rappresenta un’ottima opportunità di  combinare due portafogli di asset complementari. In seguito  all’acquisizione di Neptune Energy, ci siamo mossi rapidamente per consolidare ulteriormente  la nostra posizione competitiva nel Regno Unito, dove crediamo vi sia una grande opportunità per Eni e Ithaca di creare valore di lungo termine.

Il raggiungimento di  una leadership nel mercato Uk Upstream rispecchia il nostro altrettanto forte posizionamento  nelle attività di Cattura e Stoccaggio della CO2, con i nostri progetti di Hynet e Bacton Thames  Net Zero che, insieme alle altre nostre tre licenze di stoccaggio CO2, ci garantiscono la  disponibilità di circa 1 Gt di capacità di stoccaggio lorda nel paese, posizionandoci come uno  dei principali operatori dedicati alla decarbonizzazione dei cluster industriali hard-to-abate.

Considerando anche il nostro importante investimento come partner nel parco eolico offshore  di Dogger Bank, Eni risulta essere uno dei player più rilevanti nel settore energetico in Uk”.

Reazione del mercato

Seduta negativa per Eni ma che si contraddistingue per forte volatilità. Il titolo ha sfiorato i 15,8 euro ad azione nei primi minuti di scambi, che poi è l’area dei valori massimi dal 2019, per poi ritracciare e perdere terreno fino a quota 15,4 per una perdita pari al -0,8% e la creazione di un potenziale pattern ribassista dal punto di vista tecnico (engulfing bearish).

Il trend è laterale nel breve periodo ma positivo nel lungo termine: da ottobre 2020 ha guadagnato oltre il 170%.

Gli advisor

Gli aspetti legali dell’operazione sono stati curati per Eni dalla direzione legale guidata da Stefano Speroni, che ha seguito l’operazione insieme a un team che ha incluso Federica Andreoni, Caterina Quaranta e Antonio Favorini.

Lo studio legale Clifford Chance ha assistito Eni con un team cross-border e multidisciplinare guidato dai partner Paolo Sersale e Stephen Fox, insieme agli associate Shirin Niazi e Olivia Higgs. I profili antitrust sono stati coordinati dal partner Luciano Di Via con il senior associate Antonio Mirabile.

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