Dopo vari tentennamenti, la Sec, l’autorità che regola i mercati finanziari statunitensi, ha deciso approvare il primo Etf su bitcoin. Una notizia, arrivata la scorsa settimana, che ha esaltato i mercati delle criptovalute. In altre parole, l’autorizzazione equivale al fatto che si ritiene ormai il bitcoin maturo e perciò gli si apre le porte della borsa tradizionale. Così, il primo Etf sui bitcoin, che sarà sul mercato nelle prossime ore, potrebbe avvicinare l’investitore medio al mondo cripto. Infatti, tramite lo strumento degli Exchange Traded Funds sarebbe in grado di entrare su questo mercato, provocando un parallelo incremento delle quotazioni.

Il fondo, nel dettaglio 

Va notato che gli Etf bitcoin dovranno essere legati ai futures della criptovaluta e non direttamente alla criptomoneta: per questo nei mercati non si verificheranno acquisti diretti di bitcoin da parte dei fondi negoziati in borsa. Non solo: non va dimenticato che un Etf su bitcoin incorpora chiaramente tutta la volatilità di questa discussa criptovaluta e, di conseguenza, acquistare un Etf su bitcoin significa sottostare all’incertezza tipica di questa criptovaluta. Infatti, si dovrebbe essere pronti a cadute significative, senza preavviso e che possono portare alla perdita dell’intero investimento.

Nel dettaglio, l’Etf in pole position è il ‘ProShares Bitcoin Strategy‘, studiato da ProShares, gruppo attivo dal 2006 che offre circa 130 di questi strumenti, coprendo vari settori di mercato. In base ai regolamenti la Sec non deve dare l’approvazione esplicita agli Etf, che possono essere lanciati alla fine di un periodo di 75 giorni dalla richiesta, se l’autorità di controllo Usa non ha obiezioni. In realtà in un tweet ha lasciato intendere l’arrivo dell’Etf seppur invitando alla cautela: “Prima di investire in un fondo che detiene contratti futures di bitcoin – si legge – assicuratevi di pesare attentamente i potenziali rischi e benefici“.

La notizia è sicuramente interessante, ma forse anche un po’ sopravvalutata, perché di fatto questo prodotto non prende posizione definita sui criptoasset, ma va a investire su società che sicuramente hanno un’attività concentrata su questa industria e su questo mercato“, spiega a Dealflower Andrea Conso, Co-founder e Managing Partner dello studio legale Annunziata & Conso. “Però c’è una bella differenza tra essere un prodotto a base di cripto, cioè che è ha un basket sottostante di cripto-asset –  dal bitcoin a quello che si preferisce – piuttosto che andare a investire nei miners piuttosto che nelle piattaforme o altri soggetti che in quel settore operano. Importante perché comunque solleva ancora un dibattito e richiama l’attenzione una tendenza che sicuramente va in quella direzione e cioè quella che a breve fra poco questi prodotti arriveranno“.

Una settimana d’oro 

Tuttavia la notizia ha fatto schizzare la criptovaluta alle stelle. Per la prima volta in sei mesi il bitcoin ha superato soglia dei 60mila dollari e avvicinandosi al record storico segnato lo scorso aprile a 64.500 ma i mercati non si sono esaltati più di tanto, come invece avvenne quando negli Stati Uniti si diede l’autorizzazione all’istituzione dei futures sul bitcoin nel 2017. Secondo gli analisti, proprio la prospettiva dello sbarco sul mercato è stata alla base del rialzo.

Dopo un settembre relativamente al ribasso, il nuovo mese è iniziato con il botto e ha visto le principali criptovalute registrare guadagni considerevoli“, fa notare Orlando Merone, Country Manager per l’Italia di Bitpanda. “Il forte recupero di bitcoin a quota 48mila euro – continua –  ha aumentato il sentimento rialzista in corso e potrebbe fornire ulteriori incentivi per tutte le principali altcoin nei prossimi giorni. Il sentimento potrebbe continuare a migliorare con il via libera della Sec“. Ma, fa notare Merone, anche le altre criptovalute stanno aumentando e guadagnando mercato per quello che sembra un ottobre esplosivo per il mondo cripto.

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