Dopo le dimissioni del vecchio Cda della Juventus, Exor, titolare di una partecipazione del 63,8% del club bianconero, ha depositato la lista dei candidati per la nomina del nuovo board, in attesa della riunione dell’assemblea dei soci convocata per oggi.

La lista, comunicata ieri, è composta da Fioranna Vittoria Negri, Maurizio Scanavino, Gianluca Ferrero, Diego Pistone e Laura Cappiello. Come precedentemente annunciato Ferrero dovrebbe essere designato alla presidenza, mentre Scanavino, già direttore generale del club, sarà anche amministratore delegato, subentrando a Maurizio Arrivabene.

Il passo indietro della vecchia dirigenza era avvenuto a seguito delle inchieste condotte dalla Procura di Torino e i rilievi fatti dalla Consob in materia di bilancio.

L’inchiesta della Procura

Il club bianconero è coinvolto nell’indagine Prisma condotta dalla Procura di Torino. Secondo gli inquirenti al centro dell’indagine ci sarebbero i reati di falso in bilancio. A questo si aggiungono le ultime contestazioni della Consob che hanno spinto la società a rivedere il progetto di bilancio da approvare e far slittare per due volte l’assemblea degli azionisti.

Nel dettaglio l’inchiesta condotta dalla Procura di Torino ha messo al centro delle indagini le plusvalenze del club e le manovre sugli stipendi dei giocatori. Comunicata la conclusione delle indagini preliminari, ora i vertici della Juventus hanno visionato il fascicolo completo e presenteranno eventuali memorie difensive.

Il filone delle plusvalenze

Il 22 dicembre scorso la Procura federale ha chiesto, ai sensi dell’art. 63 del Codice di Giustizia Sportiva, la revocazione parziale della sentenza con cui la Corte Federale di Appello aveva assolto nel maggio scorso la Juventus e altri 10 club nel processo sulle plusvalenze.

In una nota si legge che “il Procuratore federale, esaminati i documenti e gli atti istruttori dell’indagine penale Prisma trasmessi dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torino, ha proposto ricorso per revocazione parziale della decisione della Corte Federale di Appello a Sezioni Unite, nei confronti della Juventus, Sampdoria, Fc Pro Vercelli, Genoa, Parma Calcio, Pisa Sporting, Empoli Fc, Novara Calcio, Pescara Calcio e di 52 dirigenti” delle stesse squadre, “chiedendone la condanna alle sanzioni che verranno rispettivamente richieste nel corso dell’udienza di discussione del ricorso di fronte alla Corte Federale di Appello”.

Il processo sportivo si era concluso lo scorso aprile con il proscioglimento per tutti i dirigenti e le società che erano finite a giudizio davanti al tribunale federale. Tra i prosciolti c’era anche l’ex presidente della Juventus, Andrea Agnelli e il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis. In tutto la vicenda coinvolgeva 59 dirigenti unici dei club di cui cinque del massimo campionato italiano. Si trattava di Genoa, Sampdoria, Empoli che si erano aggiunte alla Juventus e al Napoli. A metà maggio la Corte d’appello federale aveva respinto il ricorso.

La procura stessa aveva però poi chiesto alla Procura della Repubblica di Torino di acquisire nuovi atti dell’inchiesta per valutare se ci fosse la possibilità di riaprire o meno il processo. Cosa che è avvenuta oggi con la Procura federale.  Successivamente la Procura, dopo le dimissioni del Cda del club bianconero, ha aperto un altro fascicolo sulla questione dei contratti dei calciatori juventini, legato all’inchiesta della procura torinese.

L’assemblea della Juventus

Intanto oggi all’Allianz Stadium di Torino si terrà l’ultima assemblea targata Andrea Agnelli. L’assise è chiamata, tra l’altro, ad approvare il bilancio chiuso al 30 giugno e che è stato riscritto due volte per ottemperare ai rilievi fatti dalla Consob. L’ultima riga del bilancio vede un rosso di 239,3 milioni di euro, inferiore a quanto calcolato nelle versioni precedenti.

Il secondo punto all’ordine del giorno riguarda invece l’approvazione dei compensi per l’esercizio 2021-22 dei vertici bianconeri: l’ad Maurizio Arrivabene ha incassato 1,22 milioni, Agnelli 520mila euro e Pavel Nedved 514mila euro. Nel terzo punto il club chiederà agli azionisti di approvare il piano secondo il quale i compensi dei manager saranno legati ai risultati economici. In particolare, il piano prevede “l’attribuzione di diritti all’assegnazione a titolo gratuito di azioni Juventus” ai manager nel caso di raggiungimento di determinati obiettivi a livello economico ma anche gestionale. Infine la società chiederà il via libera all’acquisto di azioni proprie per poterle poi distribuire ai manager.

Lascia un commento

Related Post