Per la Fed i prezzi sono ancora “inaccettabilmente alti”. I tassi rimarranno alti per un periodo prolungato. L’inflazione dovrà necessariamente imboccare un percorso di discesa sostenuta verso il 2%. I verbali della Federal Reserve parlano chiaro: il pivot è ancora lontano. E la politica monetaria resterà restrittiva ancora a lungo, con nuovi rialzi dei tassi. Ciò nonostante, Wall Street ha chiuso positiva e l’Europa, pur essendo negativa, rimane all’interno di perdite attorno al mezzo punto percentuale, complici le prime tre sedute in deciso rialzo.

Dopo mezz’ora di scambi Piazza Affari perde lo 0,2% e rimane sotto la resistenza dei 25.000 punti. Francoforte cede lo  0,3% a 14.439 punti mentre Parigi è in calo dello 0,6% a 6.737 punti. Lo spread rimane appena sopra i 200 punti dopo aver ritracciato notevolmente alla vigilia grazie al rendimento dei Btp sceso fino al 4,2% per poi riposizionarsi sopra il 4,3% in mattinata. Bund tedesco al 2,3%.


Grf Ftse Mib by Borsa Italiana

Piazza Affari, chi sale e chi scende

Il titolo più comprato sul Ftse Mib in apertura è Mediobanca, che guadagna lo 0,8%, poi Tenaris, il miglior titolo del 2022, mette la freccia dopo un’ora di scambi e risale dell’1,1%, bene anche Cnh Industrial dopo la brillante seduta cinese (+0,8%). Generali sale dello 0,6%, Inwit dello 0,5%. Vendite su Hera, -1,9%, ma anche su Iveco (-1,6%) e Prysmian (-1,2%). Da monitorare Stellantis dopo la partnership stretta con Archer per la produzione dei velivoli elettrici e l’annunco della chiusura di un punto vendita su cinque in Francia, per ristrutturare i costi in vista della produzione delle auto elettriche: dopo il +2,6% della vigilia consolida i massimi a 14,1 euro ad azione ma in calo dello 0,3%.

Da seguire Unicredit, che cederà entro gennaio un pacchetto di utp, con l’obiettivo di raggiungere un rapporto tra esposizione deteriorate lorde e totale crediti al 3,5%. Con la riapertura del campionato di serie A si muove anche Juventus +1% in apertura prima di girare in negativo.

Tra gli energetici, da segnalare Plenitude, controllato da Eni (+0,6%) che potrebbe partecipare alla gara per rilevare il portafoglio da 1,8 milioni di clienti gas che Endesa (la controllata spagnola di Enel) ha messo in vendita, mentre le voci su una cessione di Edison, piatta dopo il +3,2% della vigilia, da parte di Edf dopo il piano di nazionalizzazione e delisting del gruppo francese sono “prive di consistenza”, secondo quanto detto a “La Stampa” l’amministratore delegato Nicola Monti.

Materie prime, il petrolio tenta il recupero dopo i verbali della Fed

Tenta il recupero verso i 75 dollari al barile il prezzo del petrolio, +2%, aspettando i dati sulle scorte settimanali nel pomeriggio, dopo aver smarrito quasi il 10% nelle ultime due sedute. La domanda globale è a rischio con il fantasma delle recessione sempre più vicino. In aggiunta, l’aumento dei casi di Covid nel principale importatore di greggio, la Cina, ha oscurato le prospettive a breve termine. Senza contare che la Fed, come anticipato, manterrà i tassi alti a lungo, e quindi una liquidità ridotta.

In forte calo anche il gas europeo, ora in zona 65 euro per megawattora, rispetto a metà dicembre il prezzo è sceso del 52% e anche il gas naturale Usa è ai minimi da un anno circa, sul supporto dei 4 dollari per Mmbtu (grafico sotto). Tra i metalli preziosi, l’oro si mantiene vicino a 1.850 dollari l’oncia, sempre ai massimi degli ultimi sette mesi approfittando della generale debolezza che sta riguardando il dollaro. A sostenere il gold anche le preoccupazioni per la salute dell’economia americana.

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