Strumenti finanziari alternativi che danno respiro, quasi come se fosse un polmone di finanziamento, per le imprese e fuori dalle operazioni del circuito bancario che stringe le maglie rispetto ai prestiti con il credit crunch. Invoice trading, fintech per accelerare i tempi dei prestiti, la richiesta di cambiamenti nella normativa delle banche come principali general lander. Di trend di finanza alternativa si è parlato durante l’incontro organizzato da Dealflower, in collaborazione con lo studio legale Schiavello & Co. e moderato dalla direttrice Laura Morelli

Invoice trading in crescita: la terza via dell’integrazione nel banking

Matteo Tarroni, Ceo Workinvoice, ha spiegato i numeri dell’invoice trading, settore con volumi in crescita del 40% ricorrendo all’immagine delle “aziende italiane che sono tra l’incudine e il martello. Cioè hanno più bisogno dei competitor europei del circolante perché sono interessate da un ciclo di cassa molto lungo e dall’altra parte non conoscono strumenti alternativi al credito bancario”.

Gabriella Breno, Ceo di Prelios Innovation, ha sottolineato come “le imprese si rivolgono alle banche quando non sanno che dietro l’invoice trading ci sono investitori istituzionali, spesso gli istituti stessi. L’invoice trading è una linea di finanziamento che non peggiora la posizione debitoria del cedente e che non peggiora la reputazione delle aziende. L’opportunità è buona sia per gli investitori sia per le pmi per finanziare il liquidante. I tempi di pagamento per le imprese si stanno ulteriormente allungando quindi poter ricorrere a prodotti alternativi è utile”.

Sulla collaborazione tra banche e imprese per fare rete e far conoscere l’invoice trading, con l’aiuto del fintech, Tarroni è stato estremo nel dire che “l’invoice non può fare a meno della banca, che è il trust principale. Le piattaforme di invoice trading che si integrano nelle piattaforme delle banche sono una terza via che funziona”.

Trend del fintech: Ai cruciale per leggere il flusso di cassa dell’azienda

Fintech cruciale anche per Federico Sforza, co-founder Banca AideXa che ha sottolineato come la tecnologia “sta avendo un ruolo importante nel rendere più semplice il processo di formazione del credito. Noi rispondiamo in tempo reale ed eroghiamo in temi rapidi, ma questo vale per tutti i prodotti. Utilizziamo poi l’intelligenza artificiale nei modelli di credito e così riusciamo a leggere il flusso di cassa dell’azienda che ci porta a logiche di erogazione del credito diverse con dati in tempo reale”. Enzo Sisti, Ceo Credit Service ha chiarito invece che “c’è un’esasperazione sul fatturato che va cambiata e per questo noi abbiamo un focus sulle gestione del credito commerciale e trasferiamo questa vision come vero asset rilevante”.

Ludovico Vignocchi, vicepresident, origination & financing di Fasanara, ha illustrato la situazione in Gran Bretagna e le differenze rispetto all’Italia nell’utilizzo del fintech: “In Uk le piattaforme hanno più dati e quindi sono più open banking. Così il fintech in Inghilterra ha capacità di fare onboarding molto velocemente, anche in mezz’ora”.

Schiavello: “La normativa è un freno, banche ancora protagoniste come general lander”

Giuseppe Schiavello, founding partner di Schiavello & Co e Studio Legale Bastianini Carnelutti, ha parlato degli aspetti legali enfatizzando come per la finanza alternativa “la normativa al momento è un freno perché siamo un Paese dove prestare soldi non è consentito a tutti. È un’attività che nel nostro ordinamento è riservata a soggetti che si dividono tra protagonisti, comprimari, ruoli secondari e comparse. I protagonisti sono le banche, il general lander dell’Italia”.

Ma coerenza e certezza del diritto oltre che semplificazione sono aspetti cruciali sui quali insistere se “come avvocati vediamo che c’è un grande bisogno di semplificazione e miglioramento della qualità del drafting del corpus normativo che spesso è incoerente e frutto di un cortocircuito dove le banche sono sempre al centro”. “Avere un sistema normativo coerente e correttamente interpretato rimane cruciale per il futuro. Non averlo blocca gli investimenti”, ha poi concluso.

Suprime lending: più interventi di finanziatori esterni per le situazioni distressed

Per i subprime lending e mercato distressed, Massimo Pellizzato, Of counsel Studio Legale Stradella, ha spiegato il framework di “una finanza alternativa nuova dove anche dal punto di vista legale ci troviamo anche con strumenti nuovi. I costi del finanziamento dipendono dal rischio e bisogna trovare strumenti che riducano il rischio per ridurre i costi”.

Matteo Tarroni ha invece chiarito che “l’invoice trading può fornire nuova finanza alle imprese che sono in questa situazione e che così possono fermare la spirale negativa che porta alla crisi. Se l’impresa in crisi può usare i crediti commerciali senza accedere a nuovi finanziamenti, questo rappresenta un modo per ripartire”.

Umberto Paolo Moretti, Head of turnaround & special situations illimity, ha parlato del ruolo dell’alternative lander: “che deve avere flessibilità in termini di strumenti per una situazione che si può modificare in corso d’opera. Oggi c’è liquidità sui mercati rispetto alla crisi Lehman ma poca di questa arriva in Italia. C’è quindi bisogno di creare un mercato più fluido di investitori istituzionali in un mercato italiano molto particolare che non può esser servito dall’estero”. Aspetto sul quale ha concordato anche Pellizzato laddove “bisognerebbe migliorare i piani di risanamento per consentire ai finanziatori esterni di intervenire in situazioni distressed”.

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