Il target delle pmi sta orientando le scelte di business del fintech. Questo, almeno, è quello che emerge osservando gli ultimi movimenti del settore. Se a livello internazionale l’evoluzione del comparto fintech e della normativa ha visto ad oggi una strada indirizzata verso il settore dei pagamenti dando contestuale avvio alla ridefinizione dei servizi finanziari, tra le prossime e più attese ricadute compaiono i servizi dedicati alle Pmi e ai professionisti. In questo scenario, il fintech italiano dimostra visione e prontezza nel cogliere le opportunità di mercato.

Gestione di cassa 

“Il mercato delle Pmi è immenso e conta, solo in Europa, circa 23 milioni di aziende. Questo si traduce in un mercato quantificabile in diversi miliardi di euro, ad oggi presidiato da molti operatori tradizionali e pochissimi nuovi attori digital first“, racconta a Dealflower Mattia Montepara, uno dei fondatori e Ceo di Sibill, una piattaforma digitale che permette di aggregare in modo veloce e sicuro tutti i dati connessi al cash flow, semplificando l’operatività del lavoro di gestione della liquidità e dando modo di rispondere tempestivamente a eventuali minacce alla stabilità aziendale.

“La piattaforma – spiega Montepara – aggrega i dati dell’impresa cliente (transazioni bancarie, fatture, corrispettivi, ricorrenze) e calcola la cassa disponibile oggi e in futuro, consentendo il monitoraggio della cassa senza ricorrere a un costante aggiornamento manuale della situazione finanziaria ricorrendo ad Excel. Questo servizio è oggi disponibile per i nostri primi clienti in beta”. Grazie alla tecnologia, quindi “le Pmi hanno finalmente gli strumenti che permettono di non gestire più la cassa con processi manuali e strumenti antiquati”.

Sibill ha incassato un round da 500 mila euro, sottoscritto dal venture builder danese Founders e un gruppo di business angel italiani, tra cui Federico Sargenti, Ceo di Everli e Raffaele Mauro, partner di Primo Space. “Come prossimi passi ci svilupperemo servizi ad alto valore aggiunto di gestione della cassa come, ad esempio, la riconciliazione contabile”, conclude Montepara che ha avuto l’idea insieme a Lorenzo Liguori e Dario Prencipe.

Un ecosistema su misura

Di recente, inoltre, Step 4 Business ha raccolto più di 8,5 milioni di euro nel seed round.  L’idea è quella di mettere a disposizione delle piccole e medie imprese un ecosistema digitale completo di prodotti e servizi finanziari scelti e pensati per il cliente, sfruttando le migliori tecnologie e le soluzioni più innovative presenti sul mercato. Tra gli investitori principali ci sono AzimutCrif e Gellify che ha investito direttamente nella piattaforma Azimut Marketplace by Step.

“La piattaforma è stata pensata per essere utilizzata da tutti, anche dalle persone meno esperte e inclini ad utilizzare strumenti digitali. Questa è completamente in cloud e l’integrazione con fintech e banche per la distribuzione dei prodotti avviene tramite Api. Grazie al machine Learning, all’analisi dei dati e al Crm riusciamo ad offrire un’esperienza altamente personalizzata”, racconta a Dealflower Marco Montagnani, Ceo di Step 4 Business. Il round arriva infatti a poche settimane dalla presentazione di Azimut Marketplace by Step. “In Italia, con la piattaforma Azimut Marketplace, abbiamo già oltre 500 imprese registrate in poco più di un mese: il 99% ha aggregato i propri conti correnti, con una media di 2,7 conti aziendali per cliente e sono state generate oltre 60 opportunità di cross-selling (+12 milioni di euro di operazioni in pipeline). L’obiettivo è arrivare a 82mila imprese registrate in 5 anni”, prosegue Montagnani.

In effetti, “le potenzialità di questo mercato sono enormi – sottolinea il Ceo – Il segmento business è ancora un territorio in gran parte inesplorato da un punto di vista di disruption digitale. Eppure, un gran numero di studi di mercato delinea uno scenario a livello globale in cui le Pmi ricercano soluzioni specifiche, semplici, veloci e completamente digitali. Un bisogno ancora non soddisfatto. Per essere concreti, il 41% delle Pmi viene contattato più di cinque volte durante un singolo processo di onboarding bancario, il 79% cambierebbe il provider di pagamento se ne trovasse uno più economico. Semplicità e accessibilità sono i principali aspetti su cui ci siamo concentrati per creare Step 4 Business”. Insomma, secondo il Ceo, il fintech può rappresentare una risposta concreta, economica ed anche rapida.

Obiettivo semplificazione 

Tot, piattaforma fintech di banking, porterà invece i suoi servizi sul mercato a partire dall’inizio del prossimo anno, con l’obiettivo di digitalizzare e semplificare la gestione bancaria, finanziaria ed economica delle microimprese, affiancando alle più evolute funzioni di incasso e pagamento, strumenti di pianificazione e gestione finanziaria. Grazie all’accordo con Visa, Tot lancerà inoltre nuove soluzioni basate sulle carte Visa Business Credit dedicate alle imprese. Visa, dal canto suo, metterà a disposizione i propri servizi e il network globale per supportare l’evoluzione dei pagamenti delle imprese italiane che aderiranno alle soluzioni Tot.

La partnership con Visa è un ulteriore passo avanti nel percorso della neonata fintech per contribuire attraverso l’innovazione all’evoluzione di un segmento di mercato fondamentale per il tessuto economico italiano – quali sono le microimprese, ma ancora sotto-servito in termini di soluzioni semplici, efficienti e digitali, concepite per rispondere ai loro reali bisogni. Tot, nel frattempo, si è assicurata un round di investimento seed da 2 milioni di euro, guidato da Banca Sella.

La startup vede tre fondatori: Doris Messina, attuale Chief Digital Transformation Officer di Banca Sella (nella foto), Bruno Reggiani, già Country Manager Italy di Penta, e Andrea Susta, già Digital Marketing di Fabrick. “Abbiamo l’ambizione di offrire strumenti di pagamento evoluti, sicuri e digitali e rispondere concretamente alle esigenze di un segmento di mercato che ancora oggi risulta sotto-servito dagli istituti finanziari tradizionali”, ha commentato Messina.

Far ripartire il paese 

Ma la lista di soluzioni fintech rivolto a questo segmento potrebbe continuare. Si pensi anche a Bhlending, la startup dei prestiti fra privati, che si rivolge anche a lavoratori dipendenti, liberi professionisti, giovani imprenditori e Pmi. O la neonata Fleap, che si propone come prima web-app per gestire in modo completamente digitale tutti gli aspetti di una Srl o Spa tramite blockchain. Tutti progetti nati quest’anno, da poco sul mercato o che ci entreranno a inizio 2022.

Non ci sono dunque dubbi che la digitalizzazione sia la sfida cruciale all’orizzonte, l’occasione per innovare e soprattutto cavalcare l’innovazione garantendo una forte spinta al mercato. In questo il segmento Pmi è cruciale per il tessuto economico italiano e europeo, visto che rappresentano circa i due terzi dei posti di lavoro nel settore privato. Secondo l’Osservatorio Piccole Imprese di GoDaddy, il provider di domini che supporta gli imprenditori, l’83% delle Pmi italiane intervistate afferma infatti che la digitalizzazione migliora il proprio livello di competitività.

Ma se il fintech è lo strumento per aumentare le prestazioni di questo mercato, al contempo è anche un volano di investimenti. Più che raddoppiato, infatti, il valore dei finanziamenti erogati alle Pmi attraverso le piattaforme fintech. Nei primi nove mesi del 2021, fa notare ItaliaFintech, sono stati erogati oltre 2,3 miliardi  di euro rispetto a 1 miliardo di euro dei primi nove mesi 2020: numeri in forte crescita considerando il dato complessivo di 1,6 miliardi di euro del 2020.  Forte incremento anche per le aziende finanziate, che passano da 3.026 nei primi nove mesi del 2020 a quasi 6.400 nel 2021.

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