L’industria del risparmio gestito italiana a ottobre ha registrato afflussi per 6,373 miliardi di euro. Si tratta del decimo mese consecutivo con una raccolta positiva. E’ quanto emerge dalla mappa mensile del risparmio gestito fornita da Assogestioni.

Il sistema da inizio anno ha richiamato sottoscrizioni nette 76,195 miliardi. Il patrimonio gestito è salito sui massimi storici, a oltre 2.560 miliardi, “grazie all’effetto combinato della raccolta e dell’attività di gestione”, sottolinea Assogestioni.

A sostenere gli afflussi sono quasi equamente le gestioni collettive (+3,403 miliardi) e le gestioni di portafoglio (+2,970 miliardi).

A ottobre non si erano ancora manifestati i timori riguardanti l’impatto della nuova variante del coronavirus Covid-19, la cosiddetta Omicron, che ha affossato i mercati azionari venerdì 26. Di conseguenza, il mese scorso ad attirare capitali sono stati soprattutto i fondi di lungo termine (+4,970 miliardi). Al contrario, i fondi monetari, classico parcheggio di liquidità nelle fasi di incertezza, hanno registrato deflussi per 2,197 miliardi. E’ probabile che novembre e ancora più dicembre vedranno un’inversione di tendenza, con un ritorno di flussi verso i monetari e una fuga dai fondi a lungo termine.

I fondi azionari hanno attirato 2,515 miliardi, i bilanciati 1,839 miliardi e i flessibili 775 milioni. Segno meno per gli obbligazionari: -203 milioni.

Guardando alle società di gestione del risparmio, performance molto positiva per il gruppo Intesa Sanpaolo (+2,697 miliardi). Bene anche Poste Italiane (+1,102 miliardi) e Amundi Group (+460,7 milioni). Deflussi dal gruppo Generali: -1,2 miliardi.

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