Deliveristo, mercato online per ristoratori e chef lanciato nel 2019 da Ivan Aimo, Luca Calia e Gabriele Angeleri, ha chiuso un round di investimento in equity da 7 milioni di euro.

A guidare l’investimento è stata Vertis, attraverso il suo nuovo fondo Vertis Venture 5 Scaleup, che è stata accompagnata da Azimut Libera Impresa Sgr, attraverso il fondo Azimut Digitech Fund, Italian Angels for Growth – Iag, Gellify Digital Investments, Doorway ed altri business angels.

Anche United Ventures, che era stata lead investor del round A da 4,5 milioni di euro del dicembre 2020, ha reinvestito nella startup attraverso il fondo United Ventures II.

Nuovi servizi ed espansione in Europa per Deliveristo

Come spiegato in una nota, il round supporterà il percorso di crescita di Deliveristo che prevede, oltre al consolidamento della posizione nel mercato italiano, l’espansione in Europa e il lancio di nuovi servizi per clienti e fornitori. Tra questi vengono citati, ad esempio, il data-driven marketing e i servizi finanziari legati alla gestione dei pagamenti.

Si ricorda che nei round precedenti la foodtech italiana ha raccolto 5,6 milioni di euro in totale. I primi 1,1 milioni erano stati raggiunti tra pre-seed e seed, mentre 4,5 milioni erano arrivati dal già citato round A, guidato da United Ventures.

Il team di Deliveristo
Il team di Deliveristo

I numeri della foodtech

Con un team di 50 persone, Deliveristo consente l’accesso a un catalogo che oggi conta oltre 60mila prodotti provenienti da oltre 350 fornitori in tutta Italia. La piattaforma della società conta 1.300 iscritti tra chef, ristoranti, negozi e nuovi canali di ristorazione “delivery only” come dark, ghost o cloud kitchen.

Gli advisor

Alma ha assistito Vertis per tutti gli aspetti legali dell’operazione di investimento, con un team guidato dal partner Roberto Nigro e composto dall’associate Sveva Ricci e dalle trainee Giordana Rossi e Mariia Shipitcyna.

McDermott Will & Emery Studio Legale Associato ha assistito Deliveristo per tutti gli aspetti legali dell’operazione, con un team che fa capo a Ettore Scandale, partner responsabile del dipartimento corporate italiano, e composto dall’associate Stefano Pardini e dai trainees Francesco Carrà e Matteo Landini.

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