La partecipazione in Generali vincolata dal patto parasociale tra il gruppo Caltagirone e Delfin sale all’11,068% del capitale.

E’ quanto contenuto in un documento inviato dalla finanziaria di Leonardo Del Vecchio (nella foto di copertina) alla compagnia triestina. La comunicazione integra l’annuncio della stipula del patto.

Il 14 settembre scorso, Quarta Iberica Srl, Mantegna ‘87 Srl. e Finced Srl (società del gruppo Caltagirone) hanno aumentato le partecipazioni in Generali e conferito le azioni al patto.

Non si vuole arrivare all’opa

La comunicazione spiega che l’integrazione è stata richiesta da Consob per sintetizzare anche il contenuto delle clausole, “ancorché di natura non interamente parasociale, disciplinanti l’obbligo di reciproca informazione in ordine ad ulteriori acquisti azionari e la facoltà di terze parti di aderire al patto”.

Viene precisato che “il patto arasociale non ha per oggetto o per effetto la costituzione di organi per l’esecuzione del patto, la previsione di clausole penali a carico della parte inadempiente agli obblighi ivi previsti, la previsione di clausole di rinnovo, anche non automatico, o obblighi di deposito delle azioni oggetto del patto in costanza di efficacia dello stesso”.

È convenuto tra le parti che esse si impegnino a tenersi reciprocamente informate in merito a eventuali acquisti di azioni di Generali e a fare tutto quanto necessario affinché non sorga l’obbligo di lanciare un’offerta pubblica di acquisto sulla compagnia. Se tali obblighi dovessero sorgere in violazione del patto, “è convenuto che le Parti si tengano reciprocamente manlevate e indenni da qualsiasi danno sofferto a causa del sorgere di tali obblighi”.

Se terze parti intendono aderire successivamente al patto, “ciò sarà possibile solo con il consenso delle parti e a condizione che la sottoscrizione del patto da parte dell’aderente e il rispettivo conferimento delle azioni dal medesimo detenute non facciano sorgere un obbligo di promuovere un’offerta pubblica di acquisto”.

Ieri c’è stata una riunione del comitato nomine in vista del cda del 27 settembre, che dovrà valutare se procedere con la lista del consiglio. A inizio settimana i consiglieri si sono spaccati sulla questione, con tre contrari e un astenuto su dodici membri.

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