Mediobanca passa al contrattacco. Con una mossa a sorpresa, la banca guidata da Alberto Nagel (nella foto di copertina) ha annunciato di aver sottoscritto “con una primaria controparte di mercato” un’operazione di prestito titoli Generali, pari al 4.42% del capitale sociale.

L’operazione, che avrà durata di circa otto mesi e comunque almeno fino all’assemblea della compagnia triestina chiamata a rinnovare il consiglio di amministrazione, “consentirà di detenere, unitamente alle azioni già possedute, il 17,22% dei diritti di voto.

Mediobanca, dunque, risponde al patto parasociale siglato da Francesco Gaetano Caltagirone e Leonardo Del Vecchio, successivamente esteso a Fondazione CRT.

Il patto, al momento, vincola il 12,334% del capitale. Ma il costruttore ed editore romano, tramite varie società, e Delfin, la finanziaria del Del Vecchio, stanno continuando ad acquistare titoli Generali sul mercato. E i rumours indicano che altri soci, in particolare la famiglia Benetton, potrebbero aderire al patto.

Oggi, 24 settembre, è stato pubblicato l’avviso di convocazione dell’assemblea di Mediobanca, che si terrà il 28 ottobre. In quella sede probabilmente si scriverà un nuovo capitolo della guerra destinata a ridisegnare i contorni della finanza italiana. Il primo terreno di battaglia, però, sarà a Trieste. Caltagirone e Del Vecchio proveranno a spodestare Philippe Donnet. O, quanto meno, a strappare a Mediobanca un ribilanciamento della governance della compagnia. La banca d’affari, con la mossa di rafforzamento nel capitale, non pare intenzionata a mollare la presa.

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