Il panorama dei finanziamenti in Italia sta assistendo a un cambiamento significativo con l’ascesa degli alternative lenders, prestatori non tradizionali che offrono opzioni di finanziamento senza possedere una licenza bancaria o finanziaria tradizionale, colmando un gap importante nel mercato del credito.

Gli alternative lenders, che includono fondi di credito, compagnie di assicurazione, fondi di private equity e altri investitori istituzionali, offrono finanziamenti flessibili e spesso più rapidi rispetto alle banche tradizionali. Questa flessibilità è particolarmente apprezzata in settori emergenti o in rapida evoluzione, come quello degli alloggi per studenti e dei data centers.

Ecco i settori di investimento

Nel settore dello student housing, l’Italia sta vivendo una crescita sostenuta, guidata dall’aumento degli studenti internazionali e dalla carenza di alloggi studenteschi di qualità. Gli alternative lenders hanno riconosciuto questa opportunità, fornendo finanziamenti per la costruzione o la ristrutturazione di residenze studentesche. Molte banche tradizionali, mancando di esperienza e track record in questo settore, rischiano di penalizzare gli sponsor applicando condizioni di debito eccessivamente conservative e non competitive. In aggiunta tutto quanto afferisce a “sviluppo” di progetti immobiliari senza una redditività stabilizzata viene visto da parte degli istituti bancari con maggiore diffidenza.

Analogamente, il settore dei data centers richiede investimenti iniziali significativi per la costruzione e l’attrezzatura tecnologica. Gli alternative lenders offrono un’opzione di finanziamento vitale, poiché le banche tradizionali sono spesso restie a investire in un settore così specializzato.

Limiti e vantaggi degli alternative lenders

Un limite degli alternative lenders è rappresentato dalle limitazioni di natura regolamentare nell’attività di credito. In Italia, l’attività di finanziamento è ancora riservata, diversamente da quanto accade in altri paesi. Nel corso degli anni, il legislatore italiano ha introdotto misure per consentire a soggetti senza licenza bancaria di impiegare disponibilità finanziarie a favore dell’imprenditoria italiana, come i fondi di credito e la semplificazione nella emissione di obbligazioni da parte di società per azioni.

Ricordiamo le varie novità nel mondo dei fondi dei crediti, i finanziamenti diretti da parte dei veicoli di cartolarizzazione costituiti ai sensi della Legge 130 del 1999, la semplificazione nella emissione di obbligazioni da parte di società per azioni. Un obiettivo del Disegno di Legge Capitali, attualmente in fase di valutazione presso le Camere, è proprio facilitare ulteriormente l’accesso ai finanziamenti da parte di finanziatori alternativi.

I vantaggi degli alternative lenders includono maggiore flessibilità, termini di finanziamento personalizzati e processi decisionali più rapidi. Ad esempio c’è da attendersi che si affacceranno al mercato italiano i finanziatori “mezzanini”. In Italia la finanza mezzanina non ha avuto un ruolo da protagonista impedendo la realizzazione di progetti innovativi seppure caratterizzati da un profilo di rischio maggiore. Con l’arrivo di finanziatori alternativi, si affacceranno al mercato anche operatori con interessi maggiormente allineati a quelli degli investitori in equity.

Esiste la percezione diffusa che i soggetti senza la licenza bancaria abbiano un costo del debito superiore a quello delle banche tradizionali. Seppure questo sia vero, occorre considerare i soggetti non bancari, al fine di essere concorrenziali, ricorrono costantemente a strutture finanziarie articolate che consentono loro di competere e spesso vincere rispetto ai canali tradizionali. Ad esempio, una delle strategie impiegate dagli alternative lenders è il ricorso al cosiddetto “loan on loan”. In questa struttura, il finanziatore stesso si indebita lucrando sul differenziale tra il suo costo e quanto addebitato al prenditore finale. Il loan on loan può assumere varie forme contrattuali, tra cui contratti di finanziamenti veri e propri nonché derivati come pronti contro termine. Questo permette agli alternative lenders di moltiplicare il loro impatto sul mercato e di finanziare progetti al di fuori del loro ambito diretto.

Prospettive per il futuro

L’ascesa degli alternative lenders nel panorama dei finanziamenti in Italia non si limita ai soli ambiti dello student housing e dei data centers, ma si prospetta come un fenomeno in espansione anche in altri settori. La loro capacità di offrire soluzioni di finanziamento flessibili e personalizzate apre la strada alla possibilità di essere protagonisti in una varietà di settori emergenti, alimentando l’innovazione e contribuendo in modo significativo alla dinamica economica del paese. In questo contesto, gli alternative lenders non sono soltanto facilitatori di progetti specifici, ma veri e propri catalizzatori di sviluppo e crescita, pronti a svolgere un ruolo centrale nella trasformazione del panorama finanziario italiano.

Sull’autore

Corrado Angelelli è partner di Greenberg Traurig Santa Maria

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